Archivio dicembre, 2009

  1. Il fighismo percepito è un talento. Tutt’un equilibrio sopra al not trying too hard, e non solo. Hermès, per dire, con quelle commesse allenate a essere stronze quando te le aspetteresti servili, e magari viceversa. Se si vede che ci provi, già non va bene: c’è la stessa differenza che passa tra una copertinabile e […]

  2. Da queste parti si è già scritto di come l’unico modo in cui funzionano le storie che funzionano sia facendoti dire «Ehi, ma sta parlando di me» (non che ci fosse bisogno ve lo spiegassi io, beninteso.) È quindi annuendo vigorosamente che si apprende di come Georgino Clooney – leggendo la sceneggiatura di quello che […]

  3. (una cronaca del resto – il resto del discorso di un posto dove esistono gli autori televisivi, esistono per altro che scrivere i gobbi delle televendite – qui; via Chettimar che saggiamente suggerisce «Manca solo Robertino che gioca a briscola sullo sfondo», giacché c’è solo una cosa più auspicabile di due fighi che si celebrano: […]

  4. L’altra sera parlavo con una persona di quanto sia una stronzata la convinzione (propria peraltro di persone stimabili) che le grandi storie abbiano bisogno di protagonisti che il pubblico ama. In particolare, di come Scarlett O’Hara sia il più odioso personaggio forse dell’intera storia della letteratura, ma questo non renda quel libro (quel film) meno […]

  5. Una, essendo una delle tre o quattrocento italiane che sanno chi sia Christian Rocca, legge il suo blog e scopre che Aldo Grasso è il «miglior editorialista». Che una neanche trasecolerebbe (essere il miglior editorialista italiano è un po’ come essere la più strafiga deputata del PD: cioè, avete presente il campionato?), ma conoscendo l’approccio […]

  6. Benvenuti nel quasi 2010: biscotti o salatini?

    Immagino l’Alitalia si aspetti che, i biglietti che fate sul suo sito, li paghiate con un vaglia, un assegno, un pagherò inviato per telex, un sacchetto di dobloni affidato a un corriere a cavallo. Se invece proprio insistete co’ ‘sti metodi moderni, c’è un supplemento.

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  7. Alberi sradicati, e occhi infiniti, e cicatrici che non voglio spiegare

    Svegliarsi tardi, ma mai tardi quanto la nottata avrebbe giustificato. Trovare tutt’un carteggio che richiede un’approvazione senza sforzo in cui si scopre di essere colei a casa della quale è appena stata organizzata una cena. Scoprire che il menu è una delizia, che la spesa la farà qualcun’altra, a spignattare penserà qualcun’altra, a te è […]

  8. - Promettimi che non gli dici niente. – Ma cosa vuoi che gli dica? «Scusa mi puoi dire quando sei diventato psicopatico»? «Scusa ti spiacerebbe limitarti a dire che hai un altro impegno, invece di rovesciare le tue paturnie su amici conoscenti ed estranei»? «Scusa se ti chiamo dodicenne»? Dai, su. Non gli dico niente, […]

  9. Ho già detto quanto trovo grave quando a credere alle regolette alla Cosmopolitan sono gli uomini. Quando a crederci sono le donne, è tragedia vera. Voglio dire: una penserebbe che nel 2009, quasi 2010, si fosse quasi del tutto smesso di raccontarsi che se uno (o anche una) non ci vuole sia per ragioni più […]