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Averli avuti quando circolavano, sulle passerelle delle sfilate, le più strabilianti fighe che la storia della moda ricordi, nonché le ultime i cui nomi il grande pubblico si sia degnato di memorizzare.
Rivederle oggi e trovarle ancora inarrivabili, in grado di far sembrare non solo interessante ma addirittura bella una collezione tutta barocchismi e giarrettiere, un’estetica a metà tra Daniela Santanché e Giuseppe Tornatore.
Epperò.
Notare, vent’anni dopo, che vent’anni prima ai vertici del modellame c’erano donne che oggi, al più, sfilerebbero per le taglie forti.

Comments so far:

  1. by barynia on dicembre 1st, 2009 at 18:57

    Loro restano le più fighe, anche se in questa sfilata non ci sono tutte. Marpessa e Nadège erano magre.

  2. by karim on dicembre 2nd, 2009 at 18:42

    tra i sedici e venti sono le quarant’enni . Please

  3. by Chicca on gennaio 8th, 2010 at 16:57

    http://route66.corriere.it/2010/01/_xxxxxxxxxxxxxxxxxxxx_xxxxxx.html. No further comment needed I guess, tra le modelle cosiddette “grasse” e quei raccappricianti mucchi di ossa non c’è dubbio di cosa/chi abbia più appeal, almeno per una mente sana, spero.

  4. by Guia Soncini on gennaio 8th, 2010 at 17:12

    chicca, te lo dico con tutto il garbo del caso: a prescindere dalla demenza dell’attribuire un disturbo mentale come l’anoressia alla taglie delle modelle e all’estetica sartoriale (le modelle sono magre perchè servono a vendere vestiti, e i vestiti cascano meglio sulle magre; e le anoressiche non smettono di mangiare perché vogliono che quel roland mouret risplenda e le faccia risplendere: smettono di mangiare perché vogliono morire, e se una vuole morire sfogliando vogue capisci da sola che il problema trascende vogue e qualunque cosa in esso fotografata), a prescindere, dicevo, io trovo che chiunque appena sente parlare di bellezza abbia bisogno di tirarmi fuori beth ditto, o le orrendità da te linkate (brutte le foto, brutti i vestiti, brutte le modelle: se si vuole inventare un’alternativa all’estetica gamine, consiglio di rivolgersi ad altri creativi), e di contrapporle a ragazze fuoriuscite da una clinica, come se l’alternativa all’anoressia dovesse essere l’obesità clinica, beh, trovo che chiunque abbia questo automatismo porti con sé un tale problema con l’immagine che non sarà certo una discussione qui a risolverglielo.

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