L’altra sera, in una di quelle situazioni a troppo alto tasso alcolico per prendere appunti, ci siamo messi a discutere di ex. E il titolo della serata era decisamente Coazione. C’era quella che solo i laziali (essendo romanista, porella; d’altra parte una donna che distingua una squadra da un’altra merita tale nemesi); quella che solo i fascisti («almeno non sono veltroniani», e di questo antifanatismo un giorno bisognerà seriamente parlare: per veicolare tanta ostilità non bisognerebbe, non so, avere una forte personalità?); quello che solo le traditrici; quello che solo le paranoiche gelose senza fondamento (credere o no all’infondatezza da lui asserita – il dibattito si è svolto su un divano verde dopo la mezzanotte); quella a coazione doppia: solo analfabeti, solo rockettari increduli che una possa avere cd di Claudio Baglioni e determinati a rieducarla musicalmente. Quest’ultima ero io, che ve lo dico a fare. Poi, oggi, mi sono ricordata di un tizio che una volta, mentre in cucina andava un certo Guccini, si soffermò su un certo verso e disse «Quest’uomo ha proprio un bell’italiano», e mi sono chiesta se la doppia eccezione confermi doppiamente la regola. Sì, è una domanda retorica.

che c’è di male nell’essere sentimentali con Baglioni non capisco.