La mia amica Sara si guadagnò la mia sempiterna gratitudine la volta che avevo un amore a distanza e, il giorno prima che lui arrivasse a Roma, si presentò armata di ramazza, si guardò intorno sconsolata per un solo attimo sospirando «No, vabbè, non ce la si può fare: ti presto casa mia, ci mettiamo le tue foto…» e poi iniziò i grandi lavori di presentabilità del porcile.
La mia amica Mia dice che la cosa che la fa più ridere al mondo è ricordarsi dell’estate in cui mi presi la più clamorosa cotta di sempre e all’una di notte, telefonandomi mentre stavo lì in attesa di una visita dell’oggetto del desiderio, sentiva il rumore del Mocio in sottofondo.
No, niente, è che l’altra mattina alle 6 ho telefonato a una michetta certa di trovarla sveglia, e infatti lo era, e stava dandoci giù di straccio, ché quel pomeriggio arrivava il fidanzato, e allora ho pensato che l’amore si riconosce in un modo molto preciso: spolveri negli angoli, passi il cotton fiocc sugli spigoli, lucidi le maniglie. Io una volta, tra l’una e le due di notte, ho persino sgurato i davanzali. Altro che cavalli bianchi: il Principe Azzurro è quello per cui scrosti i fornelli.

Cerette sprecate. E moci vileda passati invano.
«ciao, sono io. volevo dirti che non sai cosa ti sei perso: i davanzali erano pulitissimi.»
“spolveri negli angoli, passi il cotton fiocc sugli spigoli, lucidi le maniglie”, dai non esageriamo:D Comunque è vero, è per questo che son sempre io ad andare da lui:)
L’unico momento in cui ho pensato che era ora che arredassi finalmente la casa è stato quando pensavo che mr witty the original one sarebbe venuto a milano. Poi mi è passato.
una c.
sapevo che sotto ai tappeti si nascondeva qualcosa. oltre alla polvere, intendo. (ehi, zi original è quello dei davanzali, non scherziamo.)
mr witty 66?
mr mcvities (quello della telepromozione dentro domenica 5)
Non ho capito neanche questa. Sono stanchina. Quello che so è che per il cantante degli ok go sarei disposta persino a comprare e montare le tende.
le tende solo per robertino.
Ottimo. Questo post mi ha dato una risposta ad una di quelle scene che per un po’ ho usato come diavolina per chiacchiere: un bel po’ di anni fa, le due di notte d’estate, ero a fumare una sigaretta al balcone e vedo nell’appartamento di fronte una luce che si accende in soggiorno e una giovane donna con fogli di giornale sotto braccio che va verso la finestra – e inizia a pulire i vetri. Negli anni ho collezionato almeno una ventina di interpretazioni, la tua a questo punto va sul podio.
*sigh* Io i vetri li pulisco col giornale anche adesso che ce l’ho in casa tutti i giorni. Però non li pulisco con maggiore frequenza rispetto a prima. E non li ho mai puliti alle due di notte, neanche prima.
“sgurare” è un verbo bellissimo.
Io mi sono fidanzata per avere qualcuno che pulisse i vetri.
un estraneo dentro casa? a me i vetri sporchi non danno alcun fastidio. non ho neanche mai capito come si distinguano dai vetri puliti.
deo gratias: un po’ di casalinghitudine critica da “non.mi dà.alcun.fastidio.”. (se pensi di insistere sulla questione, fammelo sapere ti prego, ché intendo impartire a genti e genti di leggerti.)
Però che principe azzurro poco principesco uno che è contento che tutto sia pulito e ordinato. Anche se poi è solo che tu pensi che lui pensi, già che glielo puoi appiccicare sopra vuoldire che un po’ noioso è.
Mi conforta sapere che c’è gente peggiore di me, nella manutenzione di una casa. A me sembra sempre di vivere nel casino più completo, poi mi ricordo che tutte le case ordinate e pulite che ho visto di recente avevano una donna delle pulizie dietro. Mi sono appena ricordata, però, che quando abbiamo ospiti (capita spesso) anche noi sfoderiamo il Mocio.
I miei amici mi chiamano Monica Geller, ché quando ho manifestato i primi sintomi Bree non c’era ancora.
Non ho voglia di leggere tutti i commenti, ma lo sappiamo tutti, sì, che agli uomini dei fornelli scrostati fotte sega?
[Si alza in silenzio, inizia a battere lentamente le mani in una tranquilla, solitaria standing ovation all'indirizzo del Compagno Miic]
poi dice che gli uomini non sono intellettualmente inferiori: ti rispondono come se tu stessi parlando dell’argenteria che non è lucida al punto giusto, e non accennando con tutte le omissioni del caso a ere geologiche di stratificazioni incrostate che se le vedessero fuggirebbero a una velocità che neanche se gli avessi detto che avevi già scelto i nomi dei bambini.
io non lo so se lo so, quel che asserisce miic, ma so che non mi sono mai profusa in un quinto di queste tue acrobatiche fantasiose attività, pure quando doveva arrivare gesucristo
E poi siete uomini italiani: voi i fornelli incrostati non li vedete, ma vi resta addosso un fastidio, pensate che ci fosse qualcosa di stonato nella serata che avete appena passato. La cosa stonata era che quella casa non era pulita come quella della vostra mamma.
Rigirando il ragionamento, una compulsiva come me, con la casa sempre in ordine, dà l’impressione che sia amore anche in caso di botta e via? Questo spiegherebbe alcuni strani episodi della mia vita.
quello dipende dal fatto che gli uomini son le nuove fighe, e vogliono solo e sempre fidanzarsi, poi siccome non han fatto pace con l’involuzione della specie si raccontano che sei tu quella che vuole fidanzarsi, e loro non possono ferirti, loro si sacrificano, loro sanno cosa vuoi davvero anche se dopo quella prima sera non hai mai risposto a nessuno dei loro messaggi e la terza volta che t’hanno invitato a cena hai minacciato di denunciarli per stalking.
Ah, ecco! Non sono io. Bene.
Stai per darmela? Puoi avere incrostato ben altro che i fornelli. Vuoi sposarmi? Provaci ma sappi che come scrosta la mia mamma nessuna mai
miic, il post dice “il Principe Azzurro è quello per cui scrosti i fornelli”.
miic, lo so che te la prenderesti lo stesso, ma poi andresti dagli amici a raccontare delle mie incrostazioni. non è grave come se parlaste della mia ceretta malfatta, tuttavia.
E gli amici lo racconterebbero alle loro fidanzate, quelle per scatenare la cui invidia non mangi pane dall’83. Così torna, ma allora dilla tutta.
mi sono perso qualche passaggio: spero solo non stiate parlando di igiene personale, ditemelo prima che mi avventuri a leggere a ritroso.
miic, quanta soddisfazione mi dai quando ci arrivi da solo. vic, eravamo sotto metaaafa, non rovinare tutto.
vic sta polpastrellando.
urrina del mio cuore.
scusate, ora ho letto e compreso, ain’t mean to spoil the party.