(continua da qui)
Quelli che pensano tu abbia sospeso la tua vita nei dieci mesi in cui non vi siete visti né sentiti, o forse non lo pensano, ma qualche pessimo docente di marketing ha insegnato loro che se ti comporti come se le cose fossero scontate la controparte non dubiterà che lo siano, e quindi ricompaiono come fossero passati dieci minuti, con messaggi secchi in cui ti danno appuntamenti ai quali ovviamente non ti presenterai, stante la falla logica per la quale non è previsto presentarsi a un appuntamento per guardare in faccia il pirla che veramente pensava tu ti presentassi a quell’appuntamento.
Quelli che pensano, ricomparendo dopo dieci anni e proponendo «un caffè», che otterranno altro che un imbarazzato caffè in cui non si avrà niente da dire, e nessuna voglia di dirlo (non che loro se ne accorgano, bravi come sono a raccontare le loro crisi di mezz’età senza alcun contributo da parte dell’interlocutrice.)
Quelli che parlano dei figli.
Quelli con gli animali domestici.
Quelli che non sono mai stati lasciati.
Quelli che non sono mai stati traditi.
Quelli che ti mandano fiori così insensati che è impossibile capire siano loro, e poi si turbano se non li ringrazi.
Quelli che ti mandano fiori sapendo che odi i fiori, e poi si turbano quando li lasci in portineria.
Quelli che ti chiamano per sapere se ti sono arrivati i fiori che ti hanno mandato.
Quelli che se cancelli tre volte l’appuntamento a cena è perché sei spaventata da quanto intensamente ti piacciono, se non rispondi alle loro chiamate è perché stai tatticamente tentando di farti sposare, se la mandi calda al loro migliore amico è perché stai cercando di farli ingelosire.
Quelli che parlano delle ex.
Quelle prima di te (tutte, parrebbe), che non si sono alzate e non se ne sono andate quando questi cominciavano a parlare delle ex.
Quelli che con la prossima poverina parleranno di te come tu fossi una che ha spezzato il loro fragile cuoricino (sì, insomma: un’ex), invece che una che non aveva voglia di starli a sentire mentre appoggiavano il dorso della mano sulla fronte sospirando sempre del turno precedente.
Quelli che ti parlano della loro infanzia infelice.
Quelli che ti parlano della tua infanzia infelice.
Quelli che ti parlano dell’infanzia infelice della ex.
Quelli che non capiscon mai che se gli dici di sì è per sbrigarti a concludere la serata e se gli dici di no è perché non hai fatto in tempo a far la ceretta.
Quelli che ti richiamano per dirti quanto è stata la serata più meravigliosa degli ultimi otto anni della loro vita quella all’ottavo minuto della quale tu volevi suicidarti per la noia.
Quelli che ti richiamano prima ancora che tu ti sia tolta le scarpe per dirti cos’ha detto il loro amico del cuore al quale hanno avuto l’urgenza di raccontare che hanno incontrato la donna della loro vita, e tu non avevi ancora inserito il loro numero nella funzione «blocca chiamate in entrata», pensavi di farlo dopo esserti lavata i denti.
Quelli che ti richiamano dopo quattro giorni e ti spiegano che strategia seduttiva vuole che per tre giorni non si richiami.
[to fade]

Fatastico!
‘quelli che ti spiegano la tua infanzia infelice’ non si batte. (e non si battono, by the way. o sì, con una mazza da baseball.)
Scrivi schifosamente bene, ma datti una calmata. A furia di non sopportare nessuno rischi di diventare stucchevole.
E pensa che non finisce alla tua relativamente tenera età. Io sono a “Quelli che dopo più di VENTI anni” etc. etc. E ti dicono che sei proprio UGUALE a quando di hanno lasciato, pensando di farti un complimento e tu pensi “Se ero già così più di venti anni fa, dovevo essere proprio messa maluccio”. E dopo tutte queste ere geologiche pensano ANCORA che un caffè sia più di un caffè e mettono su quell’aria un po’ così e fingono di essere gli adolescenti che forse non sono mai stati e se lo sono stati dovrebbero ringraziare il cielo che non lo sono più e invece… Calma e gesso, cara sonc. Ne hai ancora da vedere. Una navigatrice di lungo corso.
E quoto Valeria Elena. E’ un ammonimento saggio.
quelli che hai conosciuto tu. se provassi ad applicare con gli uomini la stessa cura che impieghi comprandoti decolletes o tronchetti…
e fatela finita co stò caffè, ditegli subito che con lui non trombate e ordinategli na camomilla.