- Insomma io vorrei comprarmi tutto il terzo piano, ma come si fa, ma non possiamo farci dare dei soldi dai lettori dei nostri blog? Mettiamo l’Iban, così, casualmente…
- Come [omissis]
- E chi è che gli dà dei soldi?
- Non so, anni fa scrisse una roba tipo «Io vorrei comprarmi l’archivio del New Yorker, siccome se poi lo leggo faccio un blog più bello e ve lo godete voi, pagatemelo voi», mise un Paypal e credo che gliel’avessero poi comprato.
- Ecco, un Paypal. Certo che però l’Iban era più comodo, devo anche aprire un Paypal?
- In effetti non capisco perché non arrivino dei bonifici in home banking senza che noi si facciano cose poco chic come chiedere cento dollari per gli arretrati dei giornaletti.
- Scusa, vuoi che non ci sia da qualche parte un miliardario sociopatico che è contento solo se può vedere te che ti vai a comprare i vestiti di Lanvin e ti fai le foto nei camerini e le metti sul blog? Vuoi che non sia disposto a farti dei bonifici?
- In effetti c’è un mercato per tutte le perversioni, ci sarà anche per questa.
- È che io ho dei fan, ma non cacciano una lira. Ti dicono «Sono pazzo di te, sei meraviglioso», poi se chiedi una sigaretta non te la danno.
- Sono fan, sono pezzenti per definizione. Bisogna fare come ha fatto [omissis/2]: accettare tutti su Facebook, più son freak più li accetti, poi quando si pubblica un libro pretendere che vadano in quante migliaia sono a comprarlo, e chi non compra via, cancellato. Mica come me, che nonnònnò per carità accetto solo i miei amici.
- Ma figuriamoci, io sono a cinquemila e sono disperato perché non si può andare oltre. Devo decidermi a fare una pagina fan, metterli tutti lì, chiudere quella personale, e poi aprirne un’altra sotto falso nome in cui chiacchierare di moda con te e coi miei amici. Devo solo rubare l’identità a qualcuno.
- Pierluigi Diaco?
- All’estero non capirebbero l’ironia.
