Interno notte. Due donne a cena con due uomini, senza intenti seduttivi, incredibilmente, da nessuna delle quattro parti (non «incredibilmente» nel senso che in genere sia tutt’un Feydeau d’accoppiamenti nei cessi dei ristoranti; solo che la perfetta coincidenza multilaterale delle aspettative è rara e preziosa, nella vita di relazioni tra esseri umani.)
Ci si è incistati già da un po’ su una delle questioni principali della contemporaneità: gli uomini sono le nuove fighe. Sono quelli tormentati. Sono quelli che vogliono di più. Sono quelli che si chiedono perché non mi risponde non mi richiama non mi ama. Le due donne guardano incredule i due uomini che raccontano storie di fiori morti, di inviti a fughe a Parigi non compresi, di preliminari di ore. E lì all hell breaks loose. Perché le due donne sanno. Sanno perché sono donne, e sanno perché loro i femminili li scrivono, e sanno di quante cazzate li si riempia, e ne sono colpevoli. E quindi, quando sentono dire «Ma l’ho letto su Cosmopolitan», non sanno se alzare gli occhi al cielo o spolverare i punti bad karma. Decidono per una mediazione: rieducarne due perché ne vengano risparmiate almeno altre due. E quindi si mettono lì a spiegare.
No, non è vero – anzi. Sì, lo so che hai incontrato una che dopo un’ora e un quarto ancora niente, ne avete incontrata tutti una, mannaggiallei (sarà sempre la stessa che gira?), ma guardami negli occhi e perdonami la volgarità: se dopo un’ora e un quarto una è più asciutta della sabbia del gatto appena cambiata, quali altri indizi ti servono per capire che proprio non le va? E non chiedermi perché allora non si alza e non se ne va, dai, su: per ragioni uguali e contrarie a quelle per le quali non ti alzi e non te ne vai tu.
Ma, come ben sapeva Carlo Di Palma quando proponeva a Woody Allen di far girare la macchina da presa attorno ad Hannah e alle sue sorelle, le conversazioni troppo lunghe sono noiose. Saltiamo quindi tutta la parte in cui i due spiegano che loro, per arrivare al traguardo del 75esimo minuto non richiesto, si sacrificano, e il loro sacrificio consiste nel concentrarsi su cose bruttebruttebrutte per durare, il che significa che non solo tu stai lì a limarti le unghie sotto uno che si agita per ore, ma che in quelle ore il tizio sta anche pensando alle cose più ributtanti che può, dal catetere del padre al pannolino del figlio; saltiamo, dicevo, e arriviamo alla conclusione della serata.
Quando le due donne, con una generosità politica degna delle migliori bicamerali, propongono ai due uomini la firma di un manifesto per le riforme condivise i cui genitori politici siano Justin Timberlake e Madonna, e il cui titolo sia «We have 4 minutes to save the world»; e i due uomini si rifiutano. Peggio di quelli che credono ai miti propagati dai femminili, ci sono solo quelli affezionati alle proprie superstizioni.

forse perchè siete tutti anziani, ma le ragazze che conosco io pretendono max 45 secondi di preliminari, prima di passare alle robe serie…e non tutte sono sgualdrine di prima.
ma l’anno scorso non erano 13 minuti? ricordo male?
io tutte queste mantidi religiose tutte queste uberdonne tutte queste filosofe del sesso che vorrei non mi è mai capitato di conoscerle. sarà sempre una questione di inadeguatezza, sarà che mentre cammino la mia decina di sguardi fuggitivi li becco sempre, sarà che con le donne non parlo mai di cose serie e anzi lascio che a parlare siano loro, vi piace così tanto, sarà che vivo nella cittàdimmerda dell’universo ed anche le donne si adeguano al basso livello, sarà che i centimetri sono in sovranumero e le rimostranze nulle.
senza fà er filosofo, nun sarà semplicemente che si nasci brutto sò cazzi ?