|
|
|
|

Com’era quella dell’asino che moriva di fame indeciso tra la biada e il fieno?

Un giorno dovrò mettermi a scrivere qualcosa sulla fine dei cazzi propri, nel senso che nessuno se li fa più, nel senso che ormai si inoltrano mail e sms con disinvoltura assai maggiore rispetto a quella con cui si prestano cd. Ricevo più messaggi preceduti da «ma secondo te cosa voleva dire con», seguono carteggi sentimentali non miei, di quanti ne riceva di sentimentalmente scritti per me. Come questo c’entri con quello che sto per dire è un po’ complicato da spiegare, vi basti sapere che la mattina di Natale una persona mi ha girato una cosa che né io né lui avremmo dovuto leggere (ma molto istruttiva); e che, in mezzo a milioni di spunti sui quali riflettere nel 2010, scorrendo questa cosa io ho appreso con inaccettabile ritardo dell’esistenza di questo progetto. E ora scusate, devo andare a comprare un nuovo rilevatore di picchi ormonali, il mio si è appena sfasciato.

Comments so far:

  1. by M.r.B. on dicembre 26th, 2009 at 23:23

    è che non leggi i commenti ai tuoi post: te l’avevo segnalato un mese fa.

Lascia un commento