Stavo leggendo l’ultima gnegneata di un tizio che aveva un programma alla radio e non ce l’ha più (prima legge della società dello spettacolo all’italiana: quelli che non considerano la fine di una loro collaborazione con una tv, una radio, un giornale come una grave ferita al tessuto democratico della nazione sono persino più rari delle vallette che non vogliono un uomo che le faccia ridere), e subito dopo mi è capitato sotto gli occhi il garbo con cui reagiscono i professionisti. E mi sono ricordata che le avvisaglie già c’erano, e di come già allora mi fossi convinta della necessità di tatuare «Every day I meet another genius in this town whose show would have been a hit if a competing show hadn’t been better» sul polso di ognuno di quelli che vanno a richiedere un’iscrizione all’Enpals (o alla Casagit.) E quindi non ho molto da aggiungere, se non che saper perdere è una dote più preziosa del metabolismo veloce, e che tutto quel che c’era da dire in merito, come su molti altri temi, l’ha detto Amy Gardner.
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