Ero qui che mi lamentavo che non ci son più le annate di una volta, signora mia, dimmi te se io devo far così tardi per vedere delle obese sconosciute (i cui film non vedrò mai) vincer dei premi; ero qui che scuotevo nostalgica la testa su quando era una gara tra fighi e il più figo tra i fighi aveva un agente che io non so proprio come potesse pensare (rive. fiumi. divani.); ero qui che ripensavo ai grandi classici, e all’invidiabile fortuna di chi li vede per la prima volta, e mi sono resa conto che non è tanto l’«I deserve this»: è il tempo in levare con cui lo dice, che la rende inarrivabile.
