Tu dimmi se nel 2010 bisogna ancora star qui a precisare

Molto tempo fa scrivevo per un giornale pieno di certezze, avete presente quelle robe tipo la vita i valori e altre maiuscole? Ecco. Siccome era molto tempo fa ma, prendendola alla lontana e contando sulla distrazione perpetua di un paese in cui la tensione civile è persino meno diffusa della dieta proteica, già cominciavano a rompere i coglioni sulla 194 (e non hanno più smesso), scrissi un articolo sull’aborto che il direttore di quel giornale privatamente sintetizzò nell’istanza «non vogliamo che ci si rompano i coglioni». Che, in effetti, era e continua a essere la mia posizione.
Una delle cose che avevo in mente mentre scrivevo quel pezzo, e che ho continuato negli anni a raccontare in ogni discussione sul tema, era un’ospitata di Giovanna Melandri da Vespa. Il momento in cui disse «Io per fortuna non ho mai avuto bisogno di» – ecco, quel «per fortuna» mi manda al manicomio. Tanto quanto il «lutto» di Daria Bignardi. Non è rilevante (facciamo finta che non lo sia) se Giovanna Melandri in realtà ha abortito (qual somma sfortuna) o se Daria Bignardi sa benissimo, per esperienze proprie o altrui, che ci sono donne che hanno interrotto una gravidanza e non ne sono particolarmente traumatizzate. Io sono piuttosto convinta che siano una maggioranza, quelle che abortiscono e non la vivono come tutta ‘sta tragedia che pare necessario continuare a raccontarsi. E sono anche convinta che sia un comma 22: se sei convinta della sacralità della vita della materia che hai nell’utero, allora non abortisci; non ti viene neanche in mente di farlo, esattamente come non prenderesti a roncolate tuo figlio – e con figlio intendo ovviamente un essere umano nato, ché qua a furia di fanatici tra un po’ avranno diritto all’appellativo di figli pure gli spermatozoi.
Ma, dicevo, non è rilevante. Quel che conta, e che mi manda al manicomio, è che dipingere una cosa semplice come «Sono incinta. Non voglio essere incinta. Non lo sono più.» come un immane abisso nel quale tutte noi ci gettiamo solo in preda alla disperazione più nera e dal quale facciamo di tutto ma proprio di tutto per tenerci lontane è di un paternalismo che manco Sarah Palin, di una falsità che manco Giuliano Ferrara, di una stupidità tecnica che manco Beppe Grillo. Un giorno qualcuno mi darà una spiegazione sensata del perché la 194 sia l’unica legge del cui utilizzo ci si scusa e i cui difensori premettono a ogni sua difesa la promessa solenne di usarla pochissimissimo e dispiacendosi moltissimissimo parola di bambina buona che ha studiato dalle suore. Fino ad allora, questo atteggiamento delle donne di sinistra che lasciateci abortire e vi promettiamo che ne saremo tanto contrite continuerà a sembrarmi quasi peggio del narcisismo di quelli che si ricavano il loro spazio in tv e nei ricevimenti dei vescovi fingendo di avere a cuore le sorti degli embrioni.

Comments so far:

  1. by kos on gennaio 28th, 2010 at 11:02

    Concordo pienamente. In più, se per caso non ti senti in colpa, provano in tutti i modi a farti sentire in colpa perché non ti senti in colpa. E anche se non hai mai abortito, tutto sommato, dovresti sentirti in colpa, perché non hai confessioni da fare o lutti da esibire e sensi di colpa su cui, bagnare leggermente l’Hypnose drama.

  2. by antonella on gennaio 28th, 2010 at 11:17

    Ricordo l’articolo che scrivesti su Il Foglio, riguardante l’aborto.
    Era così intelligente e spiazzante (per i tanti pelosi ipocriti che su questo tema non la finiscono mai di imbiancare sepolcri) che lo considerai pari a un’Orazione Civile.

  3. by Stefania on gennaio 28th, 2010 at 11:24

    Non ho mai abortito e non mi piacerebbe provare. Per questo motivo uso dei validi anticoncezionali. Ricorrere all’aborto in maniera “superficiale” come descrivi tu – “sono incinta, non voglio esserlo, non lo sono piu’ – e’ quanto meno uno spreco di risorse, basterebbe che il “non voglio esserlo” fosse posto a priori. Io NON voglio essere incinta e quindi mi premunisco. L’aborto, al di la’ delle implicazioni psicologiche che, come dici tu, possono essere irrilevanti per alcune, e’ uno spreco di soldi pubblici se fatto perche’ “la pillola mi fa ingrassare, il preservativo mi da’ fastidio, ecc”. Ecco, io a quelle glielo farei pagare (nel senso proprio di intervento a pagamento, non a carico del SSN).
    Poi restano altri mille casi di necessita’ di ricorso all’aborto, e io proprio mai e poi mai eliminerei una legge che ha l’enorme merito di salvaguardare la salute della donna. Penso pero’ che la vera liberta’ di scelta si abbia solo nel momento in cui una donna ha delle vere alternative, perche’ se abortisco perche’ “vorrei tenerlo ma proprio no so come fare, perdero’ il lavoro, non ho un uomo, non ho soldi”, ecco quella non e’ una libera scelta!

  4. by v. on gennaio 28th, 2010 at 11:45

    Le cose in assoluto più centrate su questo argomento le ha scritte Natalia Ginzburg. In particolare nella raccolta di saggi “Non possiamo saperlo”, Einaudi.
    Dire che trovarsi nella situazione «Sono incinta. Non voglio essere incinta. Non lo sono più.» è una cosa semplice, è un po’ come studiare il moto dei gravi in assenza di attrito.

  5. by Schadenfreude on gennaio 28th, 2010 at 12:32

    Io ho abortito. Dopo averlo fatto ho aspettato per qualche settimana i sensi di colpa che non arrivavano. Poi ho continuato la mia vita. Non passo le mie giornate su una sedia a dondolo cullando CiccioBello e fissando “l’immane abisso” .
    Brava Guia, brava a carpire l’ipocrisia celata dietro al progressismo chic delle melandre, palombelle e robba varia. Thank you.

  6. by gianni on gennaio 28th, 2010 at 13:09

    le donne di sinistra sono una categoria dello spirito la cui espressione in politica è rappresentata dalle troie intellettuali.

  7. by sib on gennaio 28th, 2010 at 13:16

    stefania: vabbè allora se è un discorso di spreco di risorse facciamo pagare la chemio ai fumatori, il dentista a chi non si passa il filo etc. etc.

  8. by Guia Soncini on gennaio 28th, 2010 at 13:21

    Più che altro è uno spreco di fastidio: ospedale, aghi, scocciature. Ovvio che siano più semplici gli anticoncezionali e che qualunque donna sensata li preferisca e ne faccia uso. E tuttavia nell’arco di una vita fertile a volte capita persino alle donne sensate la sfiga dell’essere involontariamente incinte. Shit happens. Per fortuna esistono soluzioni praticabili con strumenti sterili e anestetici. Mi pare una fortuna, altro che un lutto.
    («Non ho un uomo non ho soldi» vale come «Non ho avuto tempo di telefonarti»: non esiste «non posso», esistono i «non voglio» che ammantiamo di impossibilità per convenzione culturale sensodicolpista.)

  9. by cristiana on gennaio 28th, 2010 at 13:47

    immensa, come sempre

  10. by v. on gennaio 28th, 2010 at 14:12

    Ma il senso di negazione non è nei confronti dell’embrione, ma di se stesse. Abortendo nego qualcosa a me. E’ giusto che io lo possa fare, ma altrettanto complicato. Paradossalmente sarebbe più semplice pensare solo all’embrione; è il disegno del proprio destino che rimane una cosa oscura e difficile.

  11. by Isa on gennaio 28th, 2010 at 14:48

    Quoto Schadenfreude, e se una volta hai voglia di scrivere qualcosa su donne che hanno abortito e non sono precipitate a capofitto nell’abisso e i sensidicolpa li hanno rimandati al mittente, son qua con la mia storia. Grazie per non far mai passare queste faccende sotto silenzio, a ogni loro periodico rialzare la testa.
    (PS, Stefania: ci sono gommini che si rompono, farmaci che mandano a carte quarantotto la pillola e nessuno ti avverte, bei bimbi sui tre chili che nascono con la spirale nel pugnetto, diaframmi che scivolano.)

  12. by Luigi Castaldi on gennaio 28th, 2010 at 14:56

    Deliziosa.

  13. by Schadenfreude on gennaio 28th, 2010 at 15:48

    @v: S stravolgo il disegno del mio destino tutte quelle migialia di volte al giorno che faccio una scelta, anche la più banale. A parte questo, rimane ben detto.

  14. by Stefania on gennaio 28th, 2010 at 15:51

    Ma infatti secondo me nei casi di “rotture” ci sono i “scelgo di abortire”. io mica dico di no! aborto come facile metodo anticoncezionale no, invece, e’ piu’ incasinato anche solo come scocciatura (aghi anestesie e cose cosi’) oltre che piu’ costoso. A me non fa tristezza chi abortisce senza senso di colpa come conseguenza di libera scelta, ma al contrario chi lo fa perche’ non vede alternativa, e’ qui che non vedo la liberta’ della scelta. Se invece vogliamo dire che volere e’ potere, io smetto qui perche’ questo gioco non mi interessa.

  15. by Guia Soncini on gennaio 28th, 2010 at 16:24

    Stefania, è sicuramente un limite mio, ma fatico sempre un po’ a capire se ci sia un pensiero (e quale sia) dietro le parole di chi si esprime a proverbi e frasi fatte, quindi non so cosa tu intenda con «volere è potere»: se il punto è che, poverine, lo terremmo ma la vita gli asili nido gli uomini anaffettivi le circostanze, ti ricordo che (al di là del tuo ritenerle valide motivazioni e del mio liquidarle come scuse, delle quali vorrei proprio non ci fosse alcun bisogno) stiamo quindi evidentemente parlando di donne che non hanno *deciso* di restare incinte. Alle quali è capitato, per accidente. Che, come premessa, mi pare perfetta per il Libro della giungla, meno per vite non contenute in un cartone animato.

  16. by Stefania on gennaio 28th, 2010 at 15:57

    sib: il dentista di fatto se lo paga chi non passa il filo. La chemio ai fumatori, forse ci farei un pensierino. Le pillole e i preservativi non li passa la mutua, l’aborto come metodo di risparmio economico personale?

  17. by Schadenfreude on gennaio 28th, 2010 at 16:17

    L’aborto come “metodo di risparmio” è infatti molto diffuso tra noi sdentate donne proletarie analfabete. Ora vado a giocarmi quello che ho risparmiato sui preservativi alle slot machines.

  18. by Stefania on gennaio 28th, 2010 at 16:39

    Schadenfreude : non ho mai detto di riferimi a te. Pero’ e’ vero che ci sono donne che abortiscono perche’ la pillola fa ingrassare il preservativo disturnb

  19. by Stefania on gennaio 28th, 2010 at 16:43

    La premessa e’ infatti che la legge sull’aborto deve rimanere cosi’ com’e’. Io mi limitavo a dire che puo’ capitare che una resti incinta non volendo e decida che nonostante tutto vabbe’, mi piace l’idea di tenermelo. Esiste anche questa possibilita’. Quella che ritengo una scelta non propriamente libera e’ se, in questa ultima circostanza, una donna decida di abortire perche’ cmq non ha i mezzi. Puoi anche credere che non esistano. [il commento di prima era un errore da abortire!]

  20. by i.duchesnay on gennaio 29th, 2010 at 0:26

    Io non ho rispetto per una donna che abortisce per futili motivi, e non vedo perchè il mio metro di ammirazione debba essere sempre e solo quanto chic si veste o quanto è intellettuale. Ogni tanto qualche parola retorica bisogna usarla, e non c’entra essere cattolici o essere di destra: abortire per futili motivi non è morale, e una delle enormi ragioni per cui non è morale è che oggi il 99% delle donne ha a disposizione ogni cosa possibile e immaginabile ed efficacissima per non rimanere incinta, quindi se rimango incinta ho sbagliato io. E il medico ti informa quando ti prescrive un farmaco che interferisce con il metabolismo della pillola. E se per sbaglio rimani incinta penso che sia più ammirevole chi onora il fatto che la natura ti ha fatto femmina, e porta avanti una gravidanza, e poi da in adozione un figlio, ma oggi non è neanche un’opzione percorribile, è da disadattati mettere al mondo un figlio e poi darlo in adozione.

  21. by Guia Soncini on gennaio 29th, 2010 at 0:57

    io invece ho molta stima per chi dice senza ridere frasi come onorarelanaturachetihafattofemmina, e ritiene non solo che esistano motivi più o meno morali per abortire, ma che la di essi moralità sia inversamente proporzionale all’accuratezza nell’abbigliarsi della portatrice di motivi. ne ho stima perché mica dev’essere facile, trovare un pusher che ti dia della roba così buona.

  22. by i.duchesnay on gennaio 29th, 2010 at 1:10

    Lo sapevo che sarei stata fatta a pezzi, a me piace quello che scrivi ma su questo non sono d’accordo, per me è nichilismo che si spaccia per legge universale, e prego accomodati ridicolizza anche questo. Il mio messaggio sarà anche most uncool e che meno sottile non si può ma è esattamente quello che penso, e la roba così buona è esattamente chiudere la bocca alle persone.

  23. by masaccio on gennaio 29th, 2010 at 1:45

    Ripeto da te quello che ho già scritto da Bordone.
    È vero, questa cosa del dolore e del lutto è problematica, perché a quel punto ogni atto, come l’introduzione della ru486, che limita quel dolore, diventa un problema morale. Ci siamo.
    Però non è “aberrante” l’idea che l’aborto sia “un male necessario”. L’idea che l’aborto sia un male necessario è il principio alla base della legge 194, e lo condivido sia dal punto di vista giuridico sia da quello morale.
    Non ha senso ricordarei, giustamente, che l’aborto è un “diritto”, dimenticandosi di dire che è un diritto relativo, non assoluto. La 194 nasce per trovare un compromesso tra il diritto della donna a non partorire se non vuole farlo e il diritto del concepito, che esiste, è tutelato dalla Costituzione, ed è secondo me giusto che lo sia.
    La legge, secondo me giustamente, tra il diritto della donna e quello del concepito considera prevalente il primo, e quindi sancisce il diritto ad abortire. Ma è un male necessario, secondo me e secondo la 194.
    Poi chiaramente non c’è nessun obbligo al lutto, al dolore e alla contrizione, ci mancherebbe.

  24. by Zagreo on gennaio 29th, 2010 at 10:28

    Guia, non ti illudere: talvolta anche il tuo essere scontata può risultare sorprendente.

  25. by Schadenfreude on gennaio 29th, 2010 at 11:11

    Mi fanno un po’ paura gli assolutisti della morale e dei sentimenti.
    Fin quando non ti tocca personalmente puoi pontificare sull’onorediesserefemmina ed indignarti per i “futili motivi” (tra i miei una madre con un tumore al pancreas appena diagnosticato e io l’unica persona che la poteva assistere).
    L’onore di essere femmina nel XXImo secolo implica scegliere se e quando voglio diventare madre, vuol dire anche poter correggere un errore senza dover “pagare per i miei peccati”.
    Ho fatto l’intervento in una clinica austriaca, dove ero sicura di non inciampare nei grevi moralisti à la M.lle Duchesnay che altro non fanno che i froci con il derrière degli altri.

  26. by Isa on gennaio 29th, 2010 at 11:58

    Quelli che si ergono a giudici dei futili motivi, oh, yeah.
    Quelli che lo sanno loro cos’è morale e cosa no, oh, yeah.
    Quelli che possibile (per chi?) e immaginabile (da chi?) ed efficacissimo (a che condizioni?), oh, yeah.
    Quelli che tutti i medici informano tutti su tutto, sempre, oh, yeah.
    Quelli che onorano la natura, oh, yeah.
    Quelli che dà, terza singolare del verbo dare, si scrive con l’accento, oh, yeah.

  27. by i.duchesnay on gennaio 29th, 2010 at 14:00

    Io ho il diritto di dire cosa per me è morale e cosa meno, e se idee diverse vengono zittite senza argomentare allora questo è teppismo intellettuale (lo posso dire? è abbastanza intelligente?). E poi, che parola opaca morale, non avevo capito che in questa discussione c’è (oddio l’accento sull’è, aperto, chiuso? oddio ricordarsi di vergognarsi) tutto un non detto sotto? che ci sono quarantamila strati di senso che uno veramente in gamba coglie subito? Se la mia idea su ciò che è morale non va bene, perchè questa invece ha il diritto divino di essere scolpita nella pietra e zitta tu e vai a rimettere a posto l’accento che i best and brightest lettori del blog sono ben altro?
    Vorrei aggiungere che è solo perchè sono una persona molto semplice che mi permetto di usare la parola morale, così stupidamente semplificatrice e che butta tutto a tarallucci e vino, altrimenti se avessi veramente una certa intelligenza avrei fatto tutti i sub-distinguo di questo mondo (oddio il trattino..).

  28. by Guia Soncini on gennaio 29th, 2010 at 14:08

    Guardi, io non so che problema lei abbia con l’intelligenza, la non intelligenza, l’eleganza, l’ineleganza, la coolness, l’uncoolness – ma escludo lo risolverà proiettandolo addosso a noi.

  29. by barynia on gennaio 29th, 2010 at 14:28

    Ho abortito in un ospedale pubblico vicino a casa. Mi hanno dato l’assistenza che serviva e nessun commento o giudizio. Non mi sono mai sentita in colpa, era la mia vita e ho deciso io. Grazie per questo articolo Soncini.

  30. by antonella on gennaio 29th, 2010 at 14:56

    Ummh… mi sembra che i.duchesnay sia vittima di un fuoco incrociato poco nobile e poco giustificato. E non vale dire che non risolverà i suoi problemi ‘proiettandoli addosso a noi’ (noi chi, poi?). Allora tutti quelli che esprimono un proprio parere sui comportamenti altrui starebbero solo proiettando problemi propri? Può essere, però è anche il modo con cui gli umani si esprimono per la maggior parte del proprio tempo sociale (e no).
    Inoltre anche io sono rimasta colpita dalla frase di Guia

    («Non ho un uomo non ho soldi» vale come «Non ho avuto tempo di telefonarti»: non esiste «non posso», esistono i «non voglio» che ammantiamo di impossibilità per convenzione culturale sensodicolpista.)

    troppo semplice: esistono nella vita casi di ‘non posso’ che non sono proprio per niente ‘non voglio’. Anzi, per dirla parafrasando Lello Arena, ci sono i ‘non posso’ e i ‘NONPOSSO’

  31. by Schadenfreude on gennaio 29th, 2010 at 15:27

    Non so perchè mi scatta sempre il bullshit detector quando sento qualcuno autoproclamarsi “persona semplice”.

  32. by luigio on gennaio 29th, 2010 at 15:38

    fortunatamente oggi non scrivi più su quel giornale.ED io posso leggere gli articoli della grande e più gnocca di tutte Annalena(che tra l’altro sforna figli come il panettiere il pane). Sull’argomento hai più certezze tu che il grosso direttore, ma la spocchia non è necessariamente un difetto.

  33. by Isa on gennaio 29th, 2010 at 16:27

    Decidiamoci: opaca o stupidamente semplificatrice? Se si dice “morale”, tutto si complica oppure tutto si dipana scioccamente? (No, non serve rispondere, giuro.) Pietre? Tarallucci? Sub-distinguo? Provo a sintetizzare, senza strati: gli altrui motivi per abortire le sono e sempre le saranno in massima parte ignoti. Ergo, lei non può definirli né futili né validi e tanto meno, in base a questo, distribuire patentini di (im)moralità.
    E aggiungo una considerazione generale: le idee non meritano ipso facto rispetto in quanto idee. Sono le persone, che meritano rispetto: se uno mi sembra un cretino, non posso per questo metterlo sotto con la macchina. E’ chiaro? Ma se un’idea mi sembra imbecille, posso dire che è imbecille. E se è la sua, pazienza.

  34. by i.duchesnay on gennaio 29th, 2010 at 16:55

    Allora, che le mie ultime righe siano ridondanti e che la signora Soncini l’abbia rilevato in una frazione di secondo, è vero. Facciamo che non sono per niente brillante e scintillante come il 99,9% di chi scrive su questo blog, e facciamo però che voglio dire comunque una cosa, una cosa imbecille, che abortire per futili motivi non è morale. E c’è una discrepanza per me incredibile tra le pene inflitte alla madre che commette infanticidio (che significa nelle immediate vicinanze del parto, non Cogne) e a chi l’aiuta, o a chi procura un aborto ad esempio picchiando una donna incinta, e credo che siano sui 24 anni di carcere, e ciò significa che il legislatore mostra qui un enorme rispetto della vita, e invece si parla con grandissima tranquillità di abortire anche dopo il 3° mese. Post incompleto, ignorante, imbecille, pieno di cose che il bullshit detector di Hemingway, diciamo che riesco a camminare solo così, diciamo che non riesco a dare al blog pepite d’oro purissimo sommamente levigate, ma qualche rara pagliuzza e neanche, in un bel pezzo di fango.

  35. by Schadenfreude on gennaio 29th, 2010 at 17:21

    Non è brillante, non è scintillante, ma è coerente nell’ostinarsi a voler aver ragione. Anche tirando in ballo sonore minkiate del tipo: “si parla con grandissima tranquillità di abortire anche dopo il 3° mese”.
    Si tenga la ragione, mi tengo il diritto.

  36. by i.duchesnay on gennaio 29th, 2010 at 17:21

    e ovviamente non sto dicendo che mi auguro che l’aborto sia in qualsiasi modo punito, perchè non è così

  37. by i.duchesnay on gennaio 29th, 2010 at 17:37

    ok va bene, basta, il nocciolo della mia questione è che andare ad abortire senza sentirsi in colpa per me non è giusto. saluti

  38. by Schadenfreude on gennaio 29th, 2010 at 17:53

    Dalla stessa scuola di pensiero: neanche partorire senza dolore è giusto, diamine.

  39. by pog on gennaio 29th, 2010 at 19:18

    questo post è venuto parecchio interessante.

    Sono cose queste che non capirò mai a fondo, soprattutto perchè non ho una vagina (tranne rarissime concessioni storiche).

    Solo un piccolo appunto posso sentirmi di fare, verso la coraggiosa duchesnay: se ti sembra ingiusto che una persona non si senta in colpa per un’azione, vuol dire che ritieni giusto che quella persona sia punita.
    La colpa è poi la forma di punizione più assoluta, trascendente ti colpisce senza pietà e fa spesso più male del dovuto.

    Se non sei contro l’aborto degli altri non dovresti farti problemi riguardo i loro sensi di colpa, se invece i problemi te li fai dovresti chiederti perchè. Perchè?

  40. by ester tanasso on gennaio 29th, 2010 at 21:29

    solo per dire che finché ci sono persone come Shadenfreude, Isa e Guia in questo mondo ci si potrà stare.

  41. by rosa on gennaio 30th, 2010 at 1:16

    mon dieu che palle – tutto diverso, cose diverse. meglio guardarsi da soli, per quello che ci riguarda

  42. by Schadenfreude on gennaio 30th, 2010 at 14:10

    Il diritto di decidere liberamente su quando farsi oppure allargare una famiglia è per la prima volta nella storia nelle mani delle donne. E’ un diritto conquistato dopo secoli di morti di parto, di aborti clandestini con esiti terrificanti, di soprusi, di occasioni professionali mancate, di frustrazione per un destino da “chegrandeonoreesserefemmina”.
    Vergognarsi del diritto all’aborto e considerarlo sempre e comunque un lutto, un grande dolore che traumatizza tutte l edonne è per me solo una versione moderna del leitmotiv ottocentesco “le donne sono instabili, non possono avere il diritto di votare”.
    Lenny Bruce diceva: “Take away the right to say ‘Fuck’ and you take away the right to say ‘Fuck the government.’
    Per questo: PRO CHOICE.

  43. by Manuela on gennaio 30th, 2010 at 16:45

    Caro il mio Lenny Bruce, qui ci siamo portati avanti: per la Cassazione è reato mandare a fanculo i vicini.

  44. by alessandro on gennaio 30th, 2010 at 19:47

    io che sono una persona semplice leggo e non afferro bene, qual’è il nocciolo del problema? la sofferenza riguardo l’aborto o la mancanza totale di emozioni rispetto ad esso?
    o volere affermare il diritto ad abortire senza velare il tutto con ipocrito dolore? dato che fortunatamente siamo tutti diversi, riconducibili a categorie ma diversi, ci saranno donne che soffriranno ed arricchiranno psicologi e donne che arricchiranno psicologi senza sofferenza. riguardo all’onorare la natura che vi ha fatto femmine che dire, sono anni che contribuisco.
    c’è una legge che sancisce il diritto di abortire, questa è la cosa veramente importante. ed ognuno di noi coltivi i sensi di colpa che preferisce, ci mancherebbe altro.

  45. by silvia on gennaio 31st, 2010 at 2:51

    alessandro, hai scritto qual’è! non ti risponderà mai la tenutaria…almeno speralo.

  46. by Schadenfreude on febbraio 1st, 2010 at 10:14

    Invitiamo le “persone semplici” a munirsi di numerino.