- Io non ti dico niente.
- È fatto così. D’altra parte lo sai che ho un debole per voi.
- Voi fighi? Voi che mi trattate con condiscendenza? Voi che mi davate retta quand’ero una ragazza grassa?
- Voi che non capite un cazzo di politica. E grassa ci sarai.
- Veramente di recente mi risultava tu avessi più che altro un debole per gente che scrive «po’» coll’accento. Tutto quel che ti ho insegnato. Lacrime nella pioggia.
- D’accordo, ha un problema con le virgole. E ci manca poco che vada in giro con la kefiah. Ma è pur sempre l’uomo più witty che abbia incontrato.
- No, senti. Io ho molta pazienza. Però non è che possiamo continuare a lodarne la witteria perché ha imbroccato una battuta ormai un anno fa, avendo nel frattempo dato uncountable dimostrazioni della sua totale imbecillità. Di’ che è una roba di ormoni, ti vorremo tutti bene lo stesso, d’altra parte la mezza età è dura per tutte.
- Tu sei solo geloso perché per te non ho mai avuto l’irragionevole cotta che ho per lui.
- Ma figuriamoci. Mi ci sciacquo, con la sua cotta. Con quel metabolismo da milanese che alle 10 di mattina è già vestita da sera, cosa vuoi cottare.
- Milanese ce sarai.
- Non lo amerai mai come amavi me quand’eri una cicciona coi maglioni slabbrati.
- Fanculo.
- Di Bologna hinterland. Ah, che nostalgia. Non tornerai mai più com’eri, purtroppo.
- Neanche tu. Per fortuna.
