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Se una non è portata per l’«Eh, ma io no», tanto vale che esageri al contrario. Ovvero: ci sono cose che le leggi, e sei contenta di avere comprato scorte di fazzoletti.

Oggi il mio professore di greco e latino, mentre prendevamo il caffè alle macchinette, mi ha raccontato un aneddoto.
Hannah Arendt e Martin Heidegger, nei primi anni venti, avevano una relazione segreta. Hannah era ebrea, perciò, quando furono promulgate le leggi razziali, sposò un uomo di convenienza ed emigrò negli Stati Uniti. E, volente o nolente, dovette rompere con Martin, che era iscritto al partito nazionalsocialista, nonostante non ne condividesse le idee. Era il 1933 quando si videro per l’ultima volta. Negli anni successivi non ebbero più notizie l’uno dell’altra, se non deboli echi delle rispettive fame. Hannah divenne sempre più famosa come conferenziera e Martin fu nominato rettore dell’università di Friburgo, e una volta finita la guerra cadde in disgrazia, come tutti coloro che avevano rivestito una qualche carica sotto il nazionalsocialismo. Quando, ormai negli anni cinquanta, Martin venne a sapere che Hannah avrebbe tenuto una conferenza nella sua città, decise di assistervi per rivedere, senza essere visto, quel suo amore, forse mai dimenticato, forse no. Alla conferenza Martin sedette in un angolo, io me l’immagino un po’ rannicchiato, infagottato in un impermeabile. Curioso e probabilmente spaurito, convinto della sua invisibilità. Hannah entrò, si guardò attorno e cominiciò il suo discorso. E disse:
“Signori, signore, caro Martin, benvenuti”.
Non si vedevano da vent’anni.

(qui)

Comments so far:

  1. by mal on febbraio 7th, 2010 at 22:33

    Non ci credo manco se lo vedo, ma perchè non sognare…

  2. by domenico on febbraio 8th, 2010 at 02:16

    una storia così bella, sembra tratta dalla sceneggiatura di un film non ancora girato

  3. by Isa on febbraio 8th, 2010 at 15:16

    E’ pure meglio di “Indefinitely”, sì. Però il plurale di “fama” non si può fare.

  4. by Tina on febbraio 8th, 2010 at 15:50

    io il carteggio l’ho letto.
    ce sto affà la tesi, su Heidegger, e un minimo di retroterra filosofical-gossipparo mi piaceva averlo.
    mi spiace infrangere sogni, ma non è andata proprio proprio così.
    Martin era fondamentalmente uno stronzo. altrimenti detto: non era innamorato di lei. Hanna era troppo giovane per accorgersene, ha sposato un altro perchè non aveva molte alternative.
    la guerra ha fatto il resto.

  5. by Guia Soncini on febbraio 8th, 2010 at 15:51

    ma non vedo come questo contraddica l’aneddoto. neanche gassman era innamorato della sandrelli. è un po’ il punto della questione.

  6. by j'accuse on febbraio 8th, 2010 at 17:42

    gli studi classici non rincoglioniscono. o perlomeno, non sul versante romantico sentimentale quello che vuoi. su altri versanti sì, per carità di dio, non poco.
    e supponevo anche io il plurale di fama non si potesse fare, ma fama non suonava bene, perciò tant’è.

  7. by Lorenza Provenzano on febbraio 9th, 2010 at 00:18

    Heidegger che alza il culo per assistere, non visto, a una conferenza della sua ex allieva e amante? Ma figuriamoci. L’incontro tra i due, dopo la guerra, avvenne in tutt’altro modo. Nel febbraio del ’50, dopo aver fatto visita a Jaspers a Basilea (e avergli svelato d’esser stata l’amante di Heidegger per anni), Hannah andò a Freiburg. Vincendo molte resistenze interiori, decise di recapitare ad Heidegger un messaggio nel quale gli proponeva un incontro in albergo. Heidegger si presentò immediatamente e la invitò a cena a casa sua, alla presenza della moglie, alla quale aveva ormai svelato la relazione clandestina con l’ex allieva. Il fedifrago sognava che le due – l’ebrea e l’antisemita – diventassero amiche. Eccetera eccetera.

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