Date premesse (mie) quali «Di recente m’è toccato vedere Otto e mezzo e mi sono fatta due palle», «Di poche cose mi frega meno che di Fellini», e «Non vedo il film di Tom Ford neanche se mi pagano», resta che Irene scrive talmente bene che sposo la sua causa, ed esigo a suo nome una risposta da mister Firth.
(E non solo perché, la sera del giorno in cui ho infine visto Otto e mezzo, ho cenato con Irene, e nonostante la mia indegnità di spettatrice mi ha fatto assaggiare dei calamari al sesamo che ancora me li sogno.)
(E comunque Mastroianni è uno dei più gran fighi evah. Non a livello Gassman, ma comunque lassù nell’empireo dei fighi assoluti.)

Ma Colin Firth legge tranquillamente l’italiano. Marcello Mastroianni mi è sempre sembrato identico in ogni film suo che ho visto (sarà che non li ho visti tutti): figo, con l’emicrania, passavo di qui, sapete oggi mi annoiavo.
«figo, con l’emicrania, passavo di qui, sapete oggi mi annoiavo» è la mia definizione di «innamorabile»