Una può sopportare tutto.
Che amiche sveglie e amici accorti prendano per buona una stronzata del Sun, neanche fossero gente che fa il costume o gli spettacoli al Corriere non distinguendo il National Enquirer dal New Yorker.
Che non si pongano il problema che tale stronzata oltre che evidentemente pretestuosa è anche tecnicamente infondata.
Che non chiedano illuminazioni alla loro michetta che sull’Indossatore di Sciarpa Albicocca ha scritto memorabilissime pagine (inserire bollino ironia nell’apposito spazio, passare a ritirare pernacchia al servizio clienti.)
Una può sopportare tutto.
Che ex amori che quando t’han visto inciso sul retro dell’iPod «Crown and anchor me or let me sail away» han pensato fosse un motto marittimo, e quando gli hai fatto sentire River rifatta da Robertino hai scoperto che non avevan mai sentito l’originale, adesso facciano gli esperti della zia Joni e della sua supremazia artistica sulla Carly.
Una può sopportare tutto.
Ma non che le fidanzate di Mario Adinolfi gli dedichino la canzone sul più figo di tutti, santa pace.

E qui, e nei post sulla modaamilano (e su Milano dovrei essere un pochino più ferrato), capisco che la Guia del blog è più alta della Guia di IoDo. Chi mi può fare da traduttore, su quali testi mi posso formare per capire? Lo so che capire è un lusso ma almeno chi sia Robertino e Joni (supponendo che Carly sia la Simon).
Saluti belli
Mario