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D’accordo, io non vorrei mai lavorare in una redazione perché non ho mai conosciuto nessuno che lavorasse in una redazione e che non avesse gravi problemi psichici (intendo: persino più gravi dei miei.)
D’accordo, io non faccio testo perché sono sociopatica e non bevo caffè e guardo con nostalgia all’era in cui invece di guardare siti di pettegolezzi si giocava a Tetris (lavorare, non s’è mai lavorato in nessun ufficio di mia conoscenza.)
D’accordo, io soffro della sindrome bambina culona che gli altri non volevano a giocare con loro e la mia antipatia verso la principale attività da ufficio, cioè parlar male di chiunque sia appena uscito dalla stanza, è evidentemente fondata sull’essere io sempre quella appena uscita (per gli amici: la culona all’orizzonte.)
D’accordo, io sono così shampista che in questo genere d’elenchi d’autoaiuto un tanto al chilo trovo sempre qualche stronzata che mi faccia dire «Però questa è un’intuizione brillante.»
Tuttavia, «Avoid the Watercooler Gang» si colloca poco sotto «Fake it till you make it» nella classifica dei migliori consigli che chiunque possa dare a chiunque. (trovato qui)

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Permalink - Categoria: Epifanie

Comments so far:

  1. by Catriona on marzo 14th, 2010 at 02:09

    Been there, avoided that. Still avoiding it. What’s next? (il vero consiglio numero 2).

  2. by Guia Soncini on marzo 14th, 2010 at 02:15

    Cioè mi stai mettendo prima «What’s next» di «Fake it till you make it»? Naaah.

  3. by Catriona on marzo 14th, 2010 at 04:02

    Giammai! 1) Fake 2) Next 3) (forse) watercooler

  4. by nazzarena on marzo 14th, 2010 at 14:04

    Sulla tomba dei giovani democratici sarà scritto:

    “Power is never given. Power is taken.”

  5. by Ri on marzo 14th, 2010 at 23:49

    Io lavoro in una redazione, e quando passo davanti a certe porte canticchio per il terrore di sentir parlare di me.
    E’ grave?

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