Quasi tutto è questione di gusti, di generi, di momenti. Quasi tutto – enfasi sul quasi. Perché ci sono un paio di cose la cui opinione sulle quali distingue le persone: quelle con cui vale la pena avere a che fare, quelle che no. Una è Closer. Un’altra è The way we were. Se vi devo spiegare il perché, non so proprio cosa ci facciate qui. Comunque: cinque anni fa, tre anni prima che nel giro di due mesi morissero entrambi, Sydney Pollack si lasciò fare delle domande da Anthony Minghella. Una donna meravigliosa poco fa ne ha pubblicato uno stralcio, e io ho letto «and she says ‘I’m disappointed.’ And he says ‘that’s a lover’s word.’», e mi sono ricordata di quella roba di Guccini, quella che ci son cose che dici «sì, insomma», cose che dici «bella», e cose che dici «maledizione, perché non l’ho scritta io?», e che una delle trecento immensità di quel film è che è tutto così: quel carpiato che supera l’abituale «ehi, ma quella sono io» e lo fa diventare «cazzo, questo avrei dovuto scriverlo io.»

Sara’ mica Mr Potts per niente.
Grazie.