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Dietro ogni grande tossico, c’è un piccolo borghese

Uno dei miei più cari amici è il massimo esegeta di Keith Richards in generale e di Exile on Main St. in particolare. Diciamo che il pacchetto «Keef e l’estate del 1971» sta a lui come West wing sta a me: roba con cui sfinire gli amici che sbuffano «sì, me l’hai già raccontato, almeno diciassette volte, forse di più.» Quindi, ora che è uscita la rimasterizzazione di Exile e che i giornali inglesi sono da settimane pieni di pezzi celebrativi che sono ottimi pretesti per pubblicare splendide foto in bianco e nero (appunti per saggi da scrivere: della maggiore accettabilità sociale dell’essersi abbrutiti in anni in cui esisteva il bello), ora io mi annoio molto. È difficile che ci siano novità, aneddoti che già non abbia sentito, dettagli inediti. Però, siccome non si sa mai, passando davanti a un’edicola londinese e ricordandomi di avere pur sempre una rubrica di canzonette, una paginetta che mica si può riempire sempre e solo di marcellebbelle e luchicarboni, ho comprato Classic Rock. Del cui numero con Keef in copertina potrei dire molte cose, che vanno dalla superiorità degli intervistatori inglesi a come si divida il mondo: tra i Keith senza i quali sarebbe noiosissimo e i Mick senza i quali sarebbe parecchio inconcludente. Potrei dire molte cose, ma non lo farò, riporterò solo un paio di virgolettati.
Uno del tizio che suona la chitarra, sul se stesso di oggi e quello di trentanove anni fa: «I’m off and I’m on. It’s no big deal to me. Cold turkey? I spit on it. Oh, agony… It’s no fun, but… At that time I was no more out of it than anybody else. Charlie was hitting the cognac like a motherfucker, Mick loves his wine – but that didn’t even occur to us. People did what they wanted to do. It was like, “Are you going to go into that room and come up with something? If you do that I don’t give a damn if you’re snorting God.”»
E uno del tizio che suona la batteria, a proposito di quando il cantante si sposò con una certa Bianca: «Mick is a very middle-class boy from Dartford. Keith is, and was always, much more outside of everything than Mick. Mick was never what he wrote: he was never Satanic Majesties and he was never a Street Fighting Man, but he wrote bloody good songs that created this persona. So for him to marry… It’s what people did.»

Comments so far:

  1. by Isa on maggio 24th, 2010 at 10:02

    …e dietro quasi quarant’anni di album stracelebrato (o davanti?) c’è ancora un esperto (sic) stipendiato dal GR2 che pronuncia “ecsill” (sic). (lo so signora maestra sono andata fuori tema, mi perdoni)

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