Siccome non si diventa Tina Brown per caso, la signora (già biografa di Diana Spencer) fa la più impeccabile analisi del caso Sarah Ferguson, il cui problema non è solo essere una mitomane che vive al di sopra delle proprie possibilità («we usually meet in a fancy hotel suite where she tells me with absolute self-confidence about some preposterous new plan for a TV talk show or a “franchise deal” or a “soon to be announced” Hollywood contract»), e neppure tanto l’aggravante di esserlo trovandosi imparentata con la famiglia reale: il problema è che è grassa.
Because she wasn’t thin or blond or the daughter of an earl, her instability was never glamorous like Diana’s. It manifested itself as exhibitionism. Whereas Diana’s huge, tragic eyes swam before us as we watched her confess all to Martin Bashir on the BBC, Fergie’s outbursts were confined to such unfortunate activities as throwing bread rolls around on an airplane. (With her usual luck, she was sitting a row ahead of two tabloid hacks.)

Guia forse hai sottovalutato quel che ha detto fedefank, certo avrebbe potuto usare sinonimi più complessi nell’usuale percezione. Sono d’accordo con Lui sul fatto che il tema sia interessantissimo. Capisco che questo c’entri pochino con quel che dicevi Tu.
Più che altro c’entra pochino con la logica: si intende (in generale, e nello specifico confronto preso a esempio da Brown) con «disturbo mentale» una patologia, una deviazione comportamentale, un quelchetipare che ti impedisce di funzionare in un contesto sociale, professionale, eccetera. E che quindi ti porta a comportamenti socialmente autolesivi. Se a te pare che diventare presidente degli Stati Uniti (o anche Angelina Jolie) sia un risultato assimilabile, che dire: la pensiamo diversamente. (E poi «siamo tutti psicopatici» non vuol dir niente, dai. E infatti si usa «matti», una di quelle parole che non significano assolutmente niente, come «intelligenza», come «talento»)
«esaurimento nervoso»
«fondi di magazzino»
certe volte questi commentini irritati mi fanno pensare alla definizione di Joyce da parte di V.W.: a queasy undergraduate scratching his pimples…
E’ sempre stata goffa e buffa, l’han beccata che si faceva succhiare gli alluci in piscina, fotografata mentre il vento le alza la gonna e mostra il culone, è separata da un membro della famiglia reale inglese ma le spetterebbe solo un appannaggio di 17.000 sterline l’anno (se è corretto quel che ho letto). Un disastro di donna.
Come mai la parola “talento” ti risulta così insopportabile?
Per me Sarah Ferguson è un esempio di vita che segue la propria naturale inclinazione, tipo animaletto che fa rotolare gli escrementi obbedendo ad un istinto (talento, inclinazione). Certo, talento di solito ha un’accezione più positiva.
@castorp una rilettura attenta di Settembrini e soci non farebbe male a nessuno, me compreso; tanto per vedere il colore nostri tempi privi di “media”.
fabrizio: hai perfettamente colto il punto.