scritto da Guia Soncini il 10 giugno 2010, alle ore 20:36 »
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- Caro Luttazzi, se ne sarà accorto, ne abbiamo scritto un po’ tutti: gira in rete questo documentario che mette in fila alcuni famosi monologhi di comici americani e inglesi, e alcuni lavori suoi. Cioè, suoi: fatturati da lei. Lei ne chiede la rimozione ovunque compaia: è del tutto infondato credere che lo faccia perché su YouTube gli avvocati di Chris Rock o di Eddie Izzard o degli eredi di George Carlin potrebbero vedere la sua traduzione e farle un culo a scacchi?
- Caro Luttazzi, in realtà che i suoi monologhi non fossero esattamente originalissimi era da sempre abbastanza chiaro a chiunque mastichi un po’ di comicità americana o anche solo di lingua inglese: la costruzione sintattica di certe frasi ricalca troppo l’inglese. Una decina d’anni fa persino io, che ero del tutto disinteressata al genere, mi accorsi che certe battute di Satyricon su Berlusconi erano identiche a quelle che sere prima Letterman aveva fatto su Rumsfeld. In quest’ottica, mi dica: lei ritiene che la rovina della sua carriera sia stato Paolo Giaccio, con la sua scellerata decisione di trasmettere Letterman su RaiSat permettendoci il confronto?
- Caro Luttazzi, come dicevo si sapeva, e lei non faceva molto per occultare: voglio dire, quello su dio che ci vedrebbe e ci amerebbe ma ci manderebbe a bruciare è il più famoso monologo di Carlin. Io, e forse altri, ne avevo finora visto la versione originale e mai la sua (colpevolmente, non ho mai assistito a un suo spettacolo teatrale): mi dica, la ragione per cui chiede la rimozione del documentario da tutti i luoghi e i laghi è l’evitare un impietoso confronto che sveli quanto peggio lei enunci le battute?
- Caro Luttazzi, lei dice che parlare di questa vicenda è diffamazione perché lei da anni scrive sul suo blog che cita. Alcuni zelanti ricercatori ritengono lei abbia retrodatato l’annuncio di questa caccia al tesoro. Non che mi sembri rilevante, ma la prego, ci dica: di quand’è, davvero, l’ideuzza «le cavallette, il cane mi ha mangiato il compito, la caccia al tesoro»?
- Caro Luttazzi, come le dicevo non mi sembra rilevante, e vorrei capire come mai lo sembri a lei, e da quando: la costruzione di una battuta è un congegno artigianale («come fare degli orologini», disse anni fa a Repubblica), chi se ne appropria è un Bonolis senza decenza, o liberi tutti?
- Caro Luttazzi, i suoi fan (ho notato, guardando l’Internet in questi giorni, che ne ha di persino più zelanti di quelli che può vantare Berlusconi) dicono che lei rielabora: mi potrebbe cortesemente spiegare dove stesse la rielaborazione nello sketch di Satyricon in cui, con Laura Morante come spalla, lei rifà identicamente il cortometraggio di e con Steve Martin The absent-minded waiter?
- Caro Luttazzi, lei che conosce l’America e l’Italia: ma davvero siamo una così remota provincia dell’impero che si può plagiare senza ritegno un documentario candidato (nel 1977) all’Oscar e non succede niente?
- Caro Luttazzi, ma non sarà che la ragione per cui ha diffidato dal pubblicare le sue battute (sì, insomma, sue: quelle che fatturava) su Wikipedia è che l’Internet la vedono anche al centro dell’impero, sì, insomma, dove vivon quelli che le battute le avevan scritte?
- Caro Luttazzi, nel 2005 intervistai, in occasione del lancio di Matrix, Davide Parenti ed Enrico Mentana. Un passaggio della conversazione era questo: «Entrambi sono convinti che Travaglio e i guai annessi siano accidenti nei quali Luttazzi è incappato per caso, anche se poi ha capito che tanto valeva cavalcarli e fare l’eroe civile. Parenti: “Io lo conosco: è così attaccato ai soldi che se avesse capito che ci rimetteva anche solo centomila lire…”» Lei non lo prese bene (sono certa che non le dispiaccia se linko un forum che aveva ricopiato l’intervento giacché lei ritiene di non rendere più disponibile l’originale sul suo blog). Siccome dalle sue puntualizzazioni pare che ritenga particolarmente infamante l’accusa di tenere ai propri guadagni (non avrei mai creduto avesse un rapporto così cattolico col denaro, lei è davvero un uomo pieno di sorprese), mi chiedo e le chiedo: le percentuali di borderò dovute al contributo autorale dei vari Hicks, Carlin, ecetera, le ha girate agli inconsapevolmente cacciati tesori, o le ha devolute in beneficenza?
- Caro Luttazzi, i maligni dicono che il suo problema non sia l’editto bulgaro, tantomeno la scarsa autonomia creativa: che ciò da cui davvero non riesce a riprendersi sia «come si chiama quello» ovvero il modo in cui il presidente del Consiglio accennò a lei dopo aver nominato Biagi e Santoro. Sono certa che non sia vero, ma visto che è qui, ansioso di chiarire ogni dubbio, gliene chiedo conferma: lo è?
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a me Lutty non è mai piaciuto, quindi questa sua tregedia pop in cui anche i fan gli danno addosso mi soddisfa.
ma osservazione più importante: Guia Soncini sei dotata di un certo fascino malato, a Erico (1Co) potresti piacere, fatti sotto!
Quanno te ricapita!
Hai capito il Luttazzi.
‘Ca madonna (no, non è un palazzo veneziano), vuoi vedere che adesso si fa pure cancellare da wikipedia?
aboliamo il doppiaggio,ormai rinuncio al cine molto meglio un dvd in originale…non abitando a roma…
Io sono stata negli anni della gioventù (l’altro ieri) una grande appassionata di Luttazzi, l’ho visto anche a teatro varie volte e ho sempre reperito i suoi spettacoli (parzialmente, ahimè). Le accuse (fondate) che gli si muovono contro, ADESSO, sono ridicole. E’ il 2010, Luttazzi inizia la sua carriera comica nel 1988 e adesso la gente se ne viene fuori con sta storia? Una critica del genere perde di valore se mossa da persone senza un minimo di cultura satirica (Miller? Hedberg? Carlin? Hicks? Anyone?) che si illuminano d’immenso decadi dopo. Per quanto riguarda il ruolo di Luttazzi, io l’ho sempre visto come insegnante, “maestro” della satira più che comico, (a chi dobbiamo la conoscenza di molti autori comici fondamentali? A chi dobbiamo delle traduzioni finalmente fedeli degli scritti di Allen? A chi dobbiamo l’opportunità di vederci consigliare e di vedere le nostre battute pubblicate su un libro?). Le sue battute originali sono comunque piuttosto divertenti (anche se lo ammetto, mai come quelle tradotte/revisionate), senza contare che ha una cultura generale e politica non indifferente, e che cerca di fare anche informazione con in suoi spettacoli/libri.) E ritorna così, il ruolo del promulgatore di conoscenza. E il fatto che sia stato vittima di soprusi da parte di chi ben conosciamo è innegabile. Per me non è da condannare nè da assolvere completamente.
A me da tempo non piace più come prima, di pari passo con il raffinarsi dei miei gusti, ma comunque non giustifico questo accanimento anacronistico. Certo, il cambiare le date e la rimozione dei video sono sì, comportamenti deprecabili. In ogni caso, mi ripeto per l’ultima volta, chi non è degno di criticare impari a starsene al suo posto.
Off topic:
posto che, personalmente, sono listato a lutto per il giornalismo italiano da molto prima del DDL intercettazioni; posto che tutti ‘sti watergate che adesso non potranno più esserci non so dove si siano visti; posto che se pongo anche solo un’altra di ‘ste menate mi vien la narcolessia; posto tutto questo, ecco, io volevo dire:
SAM
It’s not about abortion. It’s about the next 20 years. Twenties and thirties, it was the role of government. Fifties and sixties, it was civil rights. The next two decades, it’s gonna be privacy. I’m talking about the Internet. I’m talking about cellphones. I’m talking about health records, and who’s gay and who’s not. And moreover, in a country born on a will to be free, what could be more fundamental than this?
BARTLET
Toby?
TOBY
[beat] Let’s meet Mendoza.
Mi fa piacere sapere che lei debba la conoscenza degli autori comici stranieri a Luttazzi, ma – anche volendo sorvolare sull’irrilevanza – tenderei a escludere ci siano milioni di italiani educati da Luttazzi allo studio di Lenny Bruce.
Primo, perché non ci sono proprio milioni di italiani che si prendano il disturbo di andarsi a guardare comici che parlano un’altra lingua. Secondo, perché l’ovvia ragione per cui la questione si fa più viva tardivamente rispetto ai primi saccheggi luttazziani è che la rete e in generale la circolazione dei materiali ha reso più facile accorgersi delle somiglianze.
Nel 2001, il mio unico strumento per notare che la battuta di Leno della settimana prima era uguale a quella di Luttazzi del giorno prima era un sito che trascriveva le migliori battute dei late night. Oggi i late night posso vedermeli tutti, e così gli stand up.
Oltre a essere abbastanza ovvio, è anche ridicolo doverlo spiegare: siamo alla schizofrenia tra «non è plagio: è merito civile da divulgatore culturale» e «dovevate vigilare e sferzare per tempo le sue magagne»
@Annie Hall :come fa a riconoscere le battute luttazziane da quelle citata/copite quado lei afferma ‘:Le sue battute originali sono comunque piuttosto divertenti (anche se lo ammetto, mai come quelle tradotte/revisionate’ ci fa pensare che abbia una frequentazione quanto meno intima di DL , in quanto lo stesso non ha mai evidenzionato o suddiviso le tradotte dalle originli , fra gli autore del sito MyVoice dove si raccolgono le battute copiate (che sono evidentemente parte non tutto)si nota che luttazzi inizio’ a copiare ad inizio carriera autori poco noti arrivando a copiare i famosissimi quando la sua carriera era gia’ decollata .
si fa quindi l’ipotesi che il suo matriale autoriale sia composto in larga parte da copiature fin da inizio carriera ( solo che è chiramente difficile ritrovare gli originali essendo trascorsi molti anni )
riguardo a quanto dice rigardo alla generosita’ di daniele fabbri nel pubblica
battute di autori sconosciuti raccolti in un libro a nome suo :sembra che
il fabbria abbia un contratto per la pubblicazione di un libro da onorare con feltrinelli ed attraversando una crisi creativa (?) e nel contempo essendo sotto osservazione riguardo alle copiature abbia trovato un brillante espediente per valorizzare la creativita’ altrui e rispettare il contratto con feltrinelli
Gentilissima Guia , lei ha un stile di scrittura obliquo e franto che apprezzo molto la leggevo qualche anno fa ,
volevo madarle una email non trovandola sul blog le ripropongo una trascrizione di un intervista a luttazzi a radio svizzera (disponibile anche su
youtube) è rivelatrice del modus operandi del ‘nostro’ :
è un testo dell’autore del video :Queste sono parole di Luttazzi durante un’ intervista a Radio Svizzera.
Che io sappia è l’unica intervista in cui gli si chiede direttamente qualcosa in merito alle battute di altri autori inserite nei suoi libri e spettacoli. Vi riporto la risposta integrale di Luttazzi così rispondo nel dettaglio anche a questo:
:mc: Blog Luttazzi | Caccia al Tesoro:mc:
Tenete presente quello che c’è scritto sul blog di Luttazzi. Il concetto espresso nell’intervista in radio è più o meno lo stesso, solo che mostra ancora di più certe contraddizioni.
Dopo la trascrizione rispondo facendo riferimento ai numeri tra parentesi [ ] :
<>
[1] L’accusa della Tamaro non era per diffamazione ma per plagio. Quindi non ha senso iniziare ad inserire battute di altri comici dopo quella causa. Inoltre nei primi spettacoli successivi all’accusa della Tamaro (Sesso con Luttazzi, Va dove ti porta il clito) le “citazioni” di altri comici usate da Luttazzi sono battute come: “Quando viaggiate in avanti su una macchina del tempo, evitate di sporgere il gomito dal finestrino, o vi diventerà un fossile.” (Jack Handey) che di certo non possono essere strumentalizzate per tappargli la bocca accusandolo di essere volgare (e che quindi non potevano essere usate da lui per dimostrare che la sua è satira). La menzogna più grande sta nel fatto che Luttazzi copiava battute già prima del processo Tamaro (1995). Ad esempio, in “Sesso con Luttazzi” (edizione ’94) 3 dei “5 fatti poco noti sulle scoregge” sono presi da George Carlin, tipo:
“If two people are in an elevator and one person farts, everyone knows who did it.”
- George Carlin
“Se due persone sono a letto e una delle due scoreggia, tutte e due sanno chi è stato”.
- Daniele Luttazzi
[2] Questa è una grandissima contraddizione. Innanzitutto Lenny Bruce è morto il 3 Agosto del 1966 per overdose (non è morto di fame per le cause miliardarie che l’hanno portato sul lastrico). Ma partendo pure dal presupposto che queste cause lo abbiano rovinato, questo vorrebbe dire che lo “stratagemma Bruce” non funziona. Perché riprenderlo allora?
[3] Di questo “stratagemma Bruce” a quanto pare ne parla solo Luttazzi. Non c’è traccia di un metodo simile a quello di Luttazzi usato da Lenny Bruce. Nei documenti relativi
ai processi di L.Bruce un unico riferimento ad Aristofane è questo:
Che è ben diverso da dire che usava battuta di altri comici prese pari pari per poi dire: “Questo è Aristofane!”.
Ma ammettiamo pure che Bruce usasse questo stratagemma…
Secondo quanto dice Luttazzi lo avrebbe fatto citando i CLASSICI DELLA SATIRA, non comici contemporanei come Bill Hicks e Carlin che intanto avevano già i loro problemi con la censura (quindi in una eventuale causa non avrebbe potuto dimostrare che quella è Satira).
Tra l’altro uno stratagemma del genere può “funzionare”, per assurdo, solo se TUTTE le battute che usi sono di altri comici. Perché se c’è anche solo una battuta che hai scritto tu e ti denunciano proprio per quella… bhé, a quel punto a quale stratagemma ti vuoi appellare?
IN OGNI CASO NON DIMENTICHIAMO CHE QUELLI DI BRUCE ERANO ALTRI TEMPI. VENIVA ARRESTATO DI CONTINUO PER QUELLO CHE DICEVA. FARE UN PARAGONE CON LUTTAZZI (CHE HA AVUTO PROBLEMI DI CENSURA MA MAI A TALI LIVELLI) è MOLTO FUORI LUOGO.
INOLTRE – COME HO GIA’ DETTO PRIMA – QUESTO STRATAGEMMA NON è MAI STATO APPLICATO (es: Chiusura La7 – Bill Hicks; Querela Moro – Paul Krassner).
[4] Più facile? Cosa? “citare” senza essere scoperto?.
[5] Quale sarebbe improvvisamente il nesso tra lo “stratagemma Bruce” e la “caccia al tesoro”?
[6] Qui è lui stesso che si corregge. Perché sa che non tutti quelli che vanno a vedere i suoi spettacoli sanno della caccia al tesoro. Anche tra i fan non tutti sanno che esiste questa cosa (soprattutto prima che si sapesse che copia, quasi nessuno ne sapeva nulla), visto che non compare in molte interviste e sul suo blog, per “scoprirlo”, bisogna leggere l’ultima pagina (e il suo blog lo segue solo UNA PARTE dei suoi fan).
[7] Qui è chiaro che stia mentendo: basta chiedere in giro chi sia Steven Wright, Robert Schimmel, Emo Philips… ma in realtà anche Carlin e Hicks non sono poi così famosi.
[8] George Carlin… poi ? Perché non nomina gli altri ?
[9] Non c’è nulla di simpatico nel rubare il lavoro degli altri e poi regalare un libro a chi ti sgama. Il regalo è un chiaro contentino per i fan.
[10] Si contraddice di nuovo. Prima parla di comici “famosissimi”, poi afferma che “Adesso con internet è micidiale! Perché CON INTERNET TUTTI QUANTI CONOSCONO AUTORI CHE MAGARI… HE HEM… PRIMA ERA DIFFICILE ANDARE A… PERCHÉ.. O DOVEVI COME DIRE LEGGERE I LORO LIBRI, O DOVEVI ANDARE A VEDERE I LORO SPETTACOLI”.
Libri e spettacoli in inglese finora non distribuiti qui da noi, come ho già spiegato.
questo il testo dell’intervista che va insirte prima delle note (nel copia incolla si era perso…)
<>
questa l’intervista nel precedente copia incolla misteriosamente mancava la
proprio la parte dell’intervista
pardon abbiamo avuto un problema tecnico:il testo dell’intervista non usciva sulla schermata perchè scritto in corsivo (ed evidentemnte questa piattaforma non supporta il corsivo nei commenti) lo riposto qui sperando
che si possa leggere :
da radio svizzera 2007:
<< SPESSO E VOLENTIERI HAI INSERITO BATTUTE DI ALTRI AUTORI INVITANDO IL PUBBLICO A SCOPRIRLO. LO FAI ANCORA ?
Sì.
Lo faccio ancora. Questa nasce come….
COME FORMA DI DIFESA SE HO CAPITO BENE….
Bravissimo. Come forma di difesa legale proprio all'epoca del processo… del processo iniziale, appunto, Tamaro ecc., perché scoprii che per tapparti la bocca… l'accusa è: "la tua non è satira" [1].
E' un'accusa dalla quale fai fatica a difenderti in maniera oggettiva, come è necessario in un'aula di tribunale… e allora mi sono rifatto ad uno stratagemma di Lenny Bruce
che faceva la stessa cosa e cioè nei suoi monologhi, dopo un po'… perché queste cause sono cause miliardarie cioè non sono cause normali. Quindi ti vessano economicamente in una maniera incredibile… a Lenny Bruce lo portavano sul lastrico e poi alla morte, come sappiamo [2]. Ecco, non vogliamo fare quella fine ovviamente.
Lenny Bruce però si inventò questo stratagemma per cui lui inseriva battute di classici della Satira (quindi da Aristofane a Oscar Wilde) [3] in modo che poi quando poi in tribunale gli contestavano una battuta pesante o volgare… che è la solita accusa che dicono sempre per tapparti la bocca… lui diceva: "guardi quello è Aristofane"… e ne usciva così.
Tu fai questa cosa… io l'ho-la faccio… dopodichè… adesso meno ovviamente… ma all'inizio molto, quando non c'era internet era più facile [4]… creare la Caccia al Tesoro [5], e cioè: la gente che veniva a vedere i tuoi monologhi, i fan insomma lo sapevano [6], dovevano segnalarti la provenienza di questa battuta se la riconoscevano. Erano comici famosissimi [7]: George Carlin…. [8] satirici famosissimi no ? E chi indovina… tantissimi hanno indovinato nel frattempo… chi indovinava per primo la provenienza di una certa battuta o di un altra, vinceva o un mio libro o un mio disco. E quindi… è simpatica come cosa.[9]
Adesso con internet è micidiale! Perché con internet tutti quanti conoscono autori che magari… he hem… prima era difficile andare a… perché.. o dovevi come dire leggere i loro libri, o dovevi andare a vedere i loro spettacoli… quindi a poco a poco… adesso con Youtube c'è tutto lì, quindi è un attimo [10]. Scrivi la battuta e dici "ah ok, è di quel comico ok. Già ho vinto la caccia al tesoro?" Eh però così è facile.
Cerchiamo di prendere il litio, la mattina, eh, ché io con gli ossessivi da quaranta commenti di quattrocento righe l’uno non ho proprio pazienza.
non voleva essere un commentro volevo seplicemente inviarle un documento sul caso…e non avendo trovato l’email ho deciso di usare
questa piattaforma
(e c’è stato un problema tecnico riguardo al corsivo)
carino il riferimento al lito , tecnico .
(non serve che la pubblichi)
“The West Coas Delay”, Studio 60 on the Sunset Strip, S01E04
http://www.youtube.com/watch?v=LFz0pxT6oh4
è giusto per ribadire che Aaron Sorkin ha già detto tutto quello che c’è da dire su tutto quello di cui c’è qualcosa da dire.
Incidentalmente, è anche rivelatorio di cosa pensino degli “omaggi” criptati e della cacce al tesoro in un mondo dove esiste il Writers Guild.
Matteo, la rubrica su Luttazzi che ho scritto e che è uscita ieri parla per due terzi di The West Coast Delay, chettelodicoaffa’. L’avrei anche per completezza linkata, se i giganti del pensiero del sito l’avessero messa on line.
vabbè, semplicemente la cosa se uno non la sapeva riduce la grandezza di luttazzi. Che pure, dai, non è l’ultima delle pippe.
Ecco, la differenza tra la sua grandezza effettiva ed il successo che ha può dare una misura di quanto sia periferico il nostro paese.
Uno può anche dire che l’italia rimarrà sempre periferica finchè ci limitiamo ad imitare con 10/20 di ritardo gli altri, ma mica ce la possiamo prendere con chi copia, cioè si, ma il fatto è che se ci fosse un tipo originale e bravo va da se che luttazzi passa in secondo piano.
Gli affari legali sono casini suoi che magari si vuole evitare (ebbè), poi a uno (una) può stare sul cazzo, però fargli cosi il terzo grado mi pare fuori luogo, tutta sta rabbia contro luttazzi….che poi fosse uno che non se la prende, è come invitare un gatto selvatico a salirvi sulla schiena e starci un po’ quanto gli pare.
Ma avete mai visto, chessò, ezio greggio? lui copia le battute che non fanno ridere, cioè quante cazzo di domande dovremmo fare ad ezio greggio?
‘stardi.
Le cose che non faccio per gli adepti di Aaroncino: http://www.gioia.it/Regola-d-oro-della-comicita-le-battute-altrui-non-si-scippano-mai
mi pare che non sia stato commentato un punto della difesa di Luttazzi piuttosto interessante (almeno per me): quando gli hanno chiesto spiegazioni del fatto che molte sue battute erano state già fatte da Letterman, ha detto che lui è in contatto con moltissimi autori e comici americani, e che ufficiosamente scrive per loro, e per la HBO, collabora, e insomma tutto un networking creativo.
Ma può mai essere vero, secondo voi? Io non ho mai sentito in vita mia che gli americani chiedessero “una mano” a degli italiani, a meno che non si trattasse di cucina, sartoria o guerre a caso.
Voi che viaggiate, avete mai sentito parlare prima di Luttazzi i America?
Grazie del link, tra tutti gli altri l’ho riconosciuto.
Qualcuno avvisi gli autorii frodati, non c’è un momento da perdere. Saranno certamente molto interessati.
“ciò da cui davvero non riesce a riprendersi sia «come si chiama quello» ovvero il modo in cui il presidente del Consiglio accennò a lei dopo aver nominato Biagi e Santoro. Sono certa che non sia vero, ma visto che è qui, ansioso di chiarire ogni dubbio, gliene chiedo conferma: lo è?”
se lei fosse una vera giornalista, cosa che non sarà mai a prescindere da qualsivoglia iscrizione all’ordine, dovrebbe sapere che “come si chiama quello” è stato l’unico dei tre che, conformemente all’editto bulgaro, in Rai non si è più visto. Ergo quando Cesare diceva “come si chiama quello” (un suo ex dipendente, peraltro, e se fosse una vera giornalista si sarebbe trovata l’intervista in cui spiegava benissimo perchè se ne andò da Mediaset, ovvero che per Cesare la distinzione tra pagare qualcuno e comprarlo è inesistente), sapeva benissimo di chi parlava….