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What kind of weekend has it been

  • «Come facevi a sapere che ero qui?» «Ho seguito i buchi dei tacchi nell’asfalto: chiamami Pollicino»
  • «Tu Amelia Gardner non te la meriti» «Stiamo sempre parlando di quel telefilm con cui sei fissata?» «Tu non meriti neanche me»
  • «Se vai avanti così, il tuo estremismo ti imporrà il bagaglio a mano anche per viaggi di sei mesi» «Se vado avanti così, il mio culo ridurrà il numero delle cose che mi entrano. Così drasticamente che nel bagaglio a mano avanzerà posto»
  • «Dovremmo regolamentare gli alcolici» «Tipo?» «Non lo so: non la mattina?» «Cosa intendi per mattina?» «Prima delle 11?»
  • «La fai sembrare chissà che perfetta storia romantica, come se in mezzo non ci fossero stati mesi di lontananza, corna assortite, incompatibilità ambientali, cazzi, cazzotti, e un intero servizio di piatti in frantumi» «L’apostrofo di porcellana tra le parole Ti odio e Scopami»
  • «No, è che stavamo parlando, e pensavo, ecco, adesso, capisco che è una domanda strana, forse non ha neanche senso metterla così, però, ecco, no, è che certe cose messe in fila, come dire, ecco: secondo te noi siamo un cliché?» «Sì»
  • «You’re the most contemptible person I’ve ever met» «Invece di ringraziarmi» «Sei solo geloso perché lui sta bene anche biondo»
  • «La passione non è più quella di un tempo» «Ai tuoi tempi per i conigli non c’era il microonde» «Ai miei tempi era “Ti odio spero che tu muoia tra atroci sofferenze”, mica “Ti blocco su Friendfeed”» «Hai chiaramente una crisi di mezz’età» «Chiaramente»
  • «Dici che quando il tg raccomanda di bere molto non intende questo?» «Non lo so, ma il Bellini copre sicuramente la parte di raccomandazioni sulla frutta»

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