Svegliarsi tardi.
Guardare una puntata di West Wing.
Leggere un racconto di Eugenides.
Mangiare dei formaggi alla griglia guardando Brooke e Ridge che stanno a letto tutta la puntata a dirsi cose come «Mi ameresti anche se fossi ingessato?»
Spiaggiarsi come balena morta si spiaggia, tra correnti ventilatoriali, e sonnecchiare sognando l’unico tizio che valga la pena sognare.
Ricevere una telefonata della commercialista che contiene le parole «Lei mi risulta a credito.»
Avere troppo caldo per fare merenda.
Uscire e incontrare un Marni e un Lanvin che è impossibile non adottare subito, per istinto materno e perché la commessa se la batte con la commercialista nella gara per la miglior frase dell’estate («Sono al 50»)
Tornare a casa.
Prepararsi lo spritz perfetto.
Togliere il cellophane a un Lubitsch, chiedendosi collateralmente se per caso oggi non si siano riscossi tutti i punti karma accumulati nella vita.
Ricordarsi che i punti karma – come l’amore, come le energie, come la tigna – non si sottraggono: si moltiplicano.

perfect day. molto like a eugenides. subito dopo al marni e al lanvin, ovviamente.
secondo me intendeva roba funebre.Trainspotting su questo mi ha influenzata irrimediabilmente,Perfect day=sepoltura dell’amico
Il punto più alto del dialogo per me è stata la risposta di Brooke a quella domanda: “Dove?” Una sceneggiatura come si deve avrebbe chiuso lì, lasciando varie interessanti opzioni all’immaginazione oziosa delle telespettatrici. Invece lui ha risposto “ovunque”. Vabbè.
La perfezione di Lou Reed mi pareva più frugale. Eroina a parte.
scopro che Lubitsch è un regista di tanti film, tra cui “Baciami ancora”. Come quello di Muccino?
Soncini Laughs!