“Prima le famiglie dei Parioli si guastavano alla terza generazione”, dice Eda interrompendola, “dopo Schwester accondiscendenti e cellule figgiccì, canne e regate, Indie e eroine e lisergie, casali umbri e coltivazione del tabacco, fascismi e rampantismi, nobiltà e generone, un figlio con quello e un altro con quell’altro, un flirt con un amico di famiglia e una casa affittata con un teenager periferico, acquisti d’arte sbagliati, discoteche e Cortine e Porti Cervo e Lindos, ristoranti e Bali e Malindi, Londra e Londra e Londra, apertura di boutiques videoteche e gallerie e bar e ristoranti e prontomoda che chiudevano poco dopo ma adesso no, tutto più veloce, tutto più squallido, te che a ventidue anni caschi alla prima lesbica che ti porta a mangiare il pesce ad Ostia, tuo fratello che non sa mettere in piedi una frase, un concetto, una vita e io a pagare come sempre le vostre bollette” dice con voce ferma e desolatamente rassegnata Eda.
Arianna sbotta e dice: “Ma scusa mamma, non capisco quale sia il problema: tu NON sei nata ai Parioli!”.
(Peppi Nocera, La presentatrice morta, in antipasto a puntate qui)
