Ha pubblicato un libro (ma d'altra parte chi non), se proprio ci tenete il titolo è scritto qua sopra bello grosso: sappiate però che dentro non ci sono le figure.
Scrive di canzonette e d'altro per D di Repubblica, e di tv e d'altro per Gioia; è terrorizzata all'idea di trovarsi, un giorno, costretta a cercare un lavoro vero.
Sì, sarà, però ha una certa somiglianza fisica con la Rodotà.
by gioia on luglio 18th, 2010 at 16:17
beh con quella frase su polanski però cade nello stesso reato che condanna: da intellettuale difende polanski, ovvero un violentatore di minorenni, come la chiesa difende i suoi preti
Non c’è molto da valutare: posto che per cavarne una buona battuta mi parrebbe legittimo assolvere chiunque, quella battuta lì non c’entra niente coll’assolvere Polanski. Dice, semplicemente, un’altra cosa.
by gioia on luglio 18th, 2010 at 17:24
è vero che è una battuta brilante ed è vero che non difende polanski. quello che intendevo è che anche polanski is still working, grazie alla sua chiesa (il mondo dell’informazione e dello spettacolo) che lo ha protetto così come la chiesa protegge i preti. E visto che anche la Dowd appartiene a quella casta, l’avrei ammirata di più se avesse avuto il coraggio di sottolienare appunto che anche Polanski has been working for years dopo quello che aveva fatto, grazie alla “distrazione” dei suoi colleghi.
Ma daltronde anche in Italia chi osa ricordare che Pasolini si accompagnava con minorenni di borgata, andando ben oltre il suo impegno morale per i poveri e discriminati?
A parte che la chiave è «here», ma vabbè. L’idea che quando una poverina, per fare una battuta, tira in ballo un personaggio controverso, l’idea che ogni volta la poverina debba allegare al nome del soggetto la spiega/il dossier giudiziario/la ferma condanna/l’alto monito, ecco, è un’interessante idea di eutanasia – non dico della comicità o dell’arguzia o della brillantezza, ma anche solo di una qualsivoglia leggibilità.
Sì, sarà, però ha una certa somiglianza fisica con la Rodotà.
beh con quella frase su polanski però cade nello stesso reato che condanna: da intellettuale difende polanski, ovvero un violentatore di minorenni, come la chiesa difende i suoi preti
«Difende Polanski»? Temo il suo inglese abbia dei problemi.
Temo che lei sottovaluti i suoi lettori e sopravvaluti i suoi totem.
Non c’è molto da valutare: posto che per cavarne una buona battuta mi parrebbe legittimo assolvere chiunque, quella battuta lì non c’entra niente coll’assolvere Polanski. Dice, semplicemente, un’altra cosa.
è vero che è una battuta brilante ed è vero che non difende polanski. quello che intendevo è che anche polanski is still working, grazie alla sua chiesa (il mondo dell’informazione e dello spettacolo) che lo ha protetto così come la chiesa protegge i preti. E visto che anche la Dowd appartiene a quella casta, l’avrei ammirata di più se avesse avuto il coraggio di sottolienare appunto che anche Polanski has been working for years dopo quello che aveva fatto, grazie alla “distrazione” dei suoi colleghi.
Ma daltronde anche in Italia chi osa ricordare che Pasolini si accompagnava con minorenni di borgata, andando ben oltre il suo impegno morale per i poveri e discriminati?
A parte che la chiave è «here», ma vabbè. L’idea che quando una poverina, per fare una battuta, tira in ballo un personaggio controverso, l’idea che ogni volta la poverina debba allegare al nome del soggetto la spiega/il dossier giudiziario/la ferma condanna/l’alto monito, ecco, è un’interessante idea di eutanasia – non dico della comicità o dell’arguzia o della brillantezza, ma anche solo di una qualsivoglia leggibilità.