Ha pubblicato un libro (ma d'altra parte chi non), se proprio ci tenete il titolo è scritto qua sopra bello grosso: sappiate però che dentro non ci sono le figure.
Scrive di canzonette e d'altro per D di Repubblica, e di tv e d'altro per Gioia; è terrorizzata all'idea di trovarsi, un giorno, costretta a cercare un lavoro vero.
Questo è un paese noioso. Il gossip l’hanno ammazzato loro con i “ritiri”. Tutto concordato, programmato, mai un imprevisto. Se una persona comune notasse in giro casualmente qualcosa da documentare con un telefonino verrebbe assalito da scrupoli di coscienza (“Ma questo è vero, oddio non posso farlo”). In ogni caso nessuno glielo pubblicherebbe. Anche in contesto fiction da due soldi comunque mai un guizzo, un’idea, niente.
by mal on luglio 23rd, 2010 at 14:43
“l’ha baciata sul collo, forse anche sulle labbra”.
questo è l’ultimo chiodo nella bara del giornalismo italiano, foss’anche quello “di costume”.
by Matilde Zoe on luglio 31st, 2010 at 17:37
Ciao guia, sono Matilde ed ho 17 anni. Ho appena finito di leggere il tuo articolo su Diane Vickers in D di Repubblica e ovviamente sto ascoltando la canzone incriminata “The boy who murdered love”. Oltre al fatto che la canzone è davvero una gran schifezza, senza originalità e il piumino sembra davvero un piumino dell’Oviesse, (e su questo non avevo dubbi) ci tenevo però a dirti un paio di cose. Io sono nata nel 1992, quindi, a tuo dire, l’altro ieri. Però non sono nè una figlia della televisione, una bimba\mostra della Clerici, tanto meno una bambinetta che porta il grembiule e colora dentro i margini. Non so cosa ne pensi, ma ormai i tempi dove i ragazzi, e quindi direi dai 14 ai 20 anni, sono degli ingenui, sono passati. Non puoi generalizzare in questo modo dando a tutti i “novantini” dei bambinetti, di cui questa Vickers sembra essere la paladina. Io faccio il liceo classico, e diventare una pessima cantante la cui massima aspirazione è mostrare la facciona su youtube, no grazie, non è il mio sogno. Come me, tantissimi “ragazzini” si stanno facendo il mazzo per cercare di diventare qualcuno di importante, non una letterina o una escort. Io sono appena tornata da Londra dopo 2 mesi, ho fatto spendere un bel gruzzoletto di soldi ai miei per fare un’esame di inglese che grazie al mio studio e alla mia dedizione è andato molto bene e con questo forse mi giocherò l’università in Inghilterra perchè non voglio rimanere in Italia e vedermi scivolare tante opportunità perchè non sono figlia di nessuno. E ho 17 anni. Ascolto Damien Rice da anni e adoro i testi delle sue canzoni, ho guardato American Beauty a 11 anni ed è stato un film che mi ha cambiato la vita. Lady Oscar non mi è mai piaciuta. E ho 17 anni. E nel mio piccolo insceno il sogno di, te lo garantisco, moltissimi altri liceali: studiare, impegnarmi al massimo e diventare quello che voglio con onestà e merito.
Ciao e buon lavoro!!!
Matilde Zoe
Non preoccuparti, Matilde. Poi si cresce, e si impara a riconoscere una battuta.
by zitellanondisperata on agosto 2nd, 2010 at 13:18
matilde magari potevi far risparmiare i genitori e farti un bel corso di italiano così un esame lo avresti scritto senza apostrofo.
ps. già non sopporto i ragazzini, figuriamoci quelli supponenti.
by Matilde on agosto 2nd, 2010 at 20:15
Zitella, non mi sembrava di essere stata supponente, ho solo espresso la mia opinione. Se hai letto l’articolo di Guia e avessi qualche anno di meno capiresti perché i miei toni forse sono un pò riscaldati. Comunque è molto facile leggere un articolo e non commentarne l’idea, il senso, ma la forma esteriore… Un apostrofo poi. I miei non hanno bisogno di pagarmi un corso d’italiano dato che ho la media del 9 a scuola. Piuttosto ti consiglio io di imparare ad accettare anche le idee altrui e a frequentare più ragazzi giovani, così magari ti trovi un fidanzato! ;)
by cris on agosto 2nd, 2010 at 21:13
Liceo classico…media del nove….un po’ con l’accento…lo dico, no non posso dirlo…sono errori di distrazione…ma non resisto…
eh, Matilde, è che siamo tutte invidiose perché non facciamo più il liceo da tanto…
by Simone on agosto 2nd, 2010 at 22:14
Matilde rilassati. Diventare qualcuno d’importante non è tutto nella vita, neppure se si proviene da una famiglia piena di soldi.
by zit on agosto 2nd, 2010 at 23:41
ed io l’articolo non lo commento, non perché è troppo facile, ma semplicemente perché non ne ho voglia…sai noi vecchie zitelle abbiamo almeno il lusso di essere abituate a fare cosa ci pare.
Comunque ripeto: un apostrofo è importante, già io una che sa l’inglese benissimo ma scrive un esame con l’apostrofo non la assumerei perché o è ignorante oppure sciatta, per il po’ con l’accento invece è solo sciatta (spero).
by alessandro on agosto 5th, 2010 at 16:45
hey genialoni, cosa fate? le pulci ad una diciasettenne?
sfogate le vostre insicurezze e l’acidità con voi stessi e provate a ricordare i vostri diciasette. una volta che la tenutaria ha dato prova di maturità fate la claque non richiesta? poveri sfigati.
by zit on agosto 7th, 2010 at 23:54
e chi sei, il padre?
comunque a me a diciasette se scrivevo un’esame davano 3 non 9.
by El on ottobre 9th, 2010 at 06:42
Matilde ha la merda al posto del cervello come quasi tutti i suoi coetanei. La media del 9? E allora?
Questo è pur sempre il paese dei laureati analfabeti.
Ma che non si preoccupi, diventerà una nullità come tutte le altre.
Questo è un paese noioso. Il gossip l’hanno ammazzato loro con i “ritiri”. Tutto concordato, programmato, mai un imprevisto. Se una persona comune notasse in giro casualmente qualcosa da documentare con un telefonino verrebbe assalito da scrupoli di coscienza (“Ma questo è vero, oddio non posso farlo”). In ogni caso nessuno glielo pubblicherebbe. Anche in contesto fiction da due soldi comunque mai un guizzo, un’idea, niente.
“l’ha baciata sul collo, forse anche sulle labbra”.
questo è l’ultimo chiodo nella bara del giornalismo italiano, foss’anche quello “di costume”.
Ciao guia, sono Matilde ed ho 17 anni. Ho appena finito di leggere il tuo articolo su Diane Vickers in D di Repubblica e ovviamente sto ascoltando la canzone incriminata “The boy who murdered love”. Oltre al fatto che la canzone è davvero una gran schifezza, senza originalità e il piumino sembra davvero un piumino dell’Oviesse, (e su questo non avevo dubbi) ci tenevo però a dirti un paio di cose. Io sono nata nel 1992, quindi, a tuo dire, l’altro ieri. Però non sono nè una figlia della televisione, una bimba\mostra della Clerici, tanto meno una bambinetta che porta il grembiule e colora dentro i margini. Non so cosa ne pensi, ma ormai i tempi dove i ragazzi, e quindi direi dai 14 ai 20 anni, sono degli ingenui, sono passati. Non puoi generalizzare in questo modo dando a tutti i “novantini” dei bambinetti, di cui questa Vickers sembra essere la paladina. Io faccio il liceo classico, e diventare una pessima cantante la cui massima aspirazione è mostrare la facciona su youtube, no grazie, non è il mio sogno. Come me, tantissimi “ragazzini” si stanno facendo il mazzo per cercare di diventare qualcuno di importante, non una letterina o una escort. Io sono appena tornata da Londra dopo 2 mesi, ho fatto spendere un bel gruzzoletto di soldi ai miei per fare un’esame di inglese che grazie al mio studio e alla mia dedizione è andato molto bene e con questo forse mi giocherò l’università in Inghilterra perchè non voglio rimanere in Italia e vedermi scivolare tante opportunità perchè non sono figlia di nessuno. E ho 17 anni. Ascolto Damien Rice da anni e adoro i testi delle sue canzoni, ho guardato American Beauty a 11 anni ed è stato un film che mi ha cambiato la vita. Lady Oscar non mi è mai piaciuta. E ho 17 anni. E nel mio piccolo insceno il sogno di, te lo garantisco, moltissimi altri liceali: studiare, impegnarmi al massimo e diventare quello che voglio con onestà e merito.
Ciao e buon lavoro!!!
Matilde Zoe
Non preoccuparti, Matilde. Poi si cresce, e si impara a riconoscere una battuta.
matilde magari potevi far risparmiare i genitori e farti un bel corso di italiano così un esame lo avresti scritto senza apostrofo.
ps. già non sopporto i ragazzini, figuriamoci quelli supponenti.
Zitella, non mi sembrava di essere stata supponente, ho solo espresso la mia opinione. Se hai letto l’articolo di Guia e avessi qualche anno di meno capiresti perché i miei toni forse sono un pò riscaldati. Comunque è molto facile leggere un articolo e non commentarne l’idea, il senso, ma la forma esteriore… Un apostrofo poi. I miei non hanno bisogno di pagarmi un corso d’italiano dato che ho la media del 9 a scuola. Piuttosto ti consiglio io di imparare ad accettare anche le idee altrui e a frequentare più ragazzi giovani, così magari ti trovi un fidanzato! ;)
Liceo classico…media del nove….un po’ con l’accento…lo dico, no non posso dirlo…sono errori di distrazione…ma non resisto…
eh, Matilde, è che siamo tutte invidiose perché non facciamo più il liceo da tanto…
Matilde rilassati. Diventare qualcuno d’importante non è tutto nella vita, neppure se si proviene da una famiglia piena di soldi.
ed io l’articolo non lo commento, non perché è troppo facile, ma semplicemente perché non ne ho voglia…sai noi vecchie zitelle abbiamo almeno il lusso di essere abituate a fare cosa ci pare.
Comunque ripeto: un apostrofo è importante, già io una che sa l’inglese benissimo ma scrive un esame con l’apostrofo non la assumerei perché o è ignorante oppure sciatta, per il po’ con l’accento invece è solo sciatta (spero).
hey genialoni, cosa fate? le pulci ad una diciasettenne?
sfogate le vostre insicurezze e l’acidità con voi stessi e provate a ricordare i vostri diciasette. una volta che la tenutaria ha dato prova di maturità fate la claque non richiesta? poveri sfigati.
e chi sei, il padre?
comunque a me a diciasette se scrivevo un’esame davano 3 non 9.
Matilde ha la merda al posto del cervello come quasi tutti i suoi coetanei. La media del 9? E allora?
Questo è pur sempre il paese dei laureati analfabeti.
Ma che non si preoccupi, diventerà una nullità come tutte le altre.