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Piers Morgan prende il posto di Larry King (continuando oltretutto a fare American Idol, il che mi pare sublime), e Jeremy Clarkson usa la sua rubrica sul Sunday Times per raccontare l’improbabile storia di lui che a parlare coi produttori americani ci è andato ma solo per prenderli per il culo infilando versi di canzonette in serissimi colloqui, ché non aveva alcuna intenzione di trasferirsi lì a far la tv; ma soprattutto per rimarcare quanto Piers Morgan faccia schifo a lui e a tutti (not in my name: io lo idolatro da quella volta che chiese a Victoria Beckham di mettersi con lui: «I’m David with brains.»)
L’era della comunicazione orizzontale è quella cosa in cui sul sito di un giornale si può commentare, e quindi arriva uno e chiede perché Jeremy ce l’abbia tanto con Piers, e un’altra che è una di noi, noi che abbiamo un archivio di ritagli di tabloid, e risponde: ma certo, è per quella volta, ormai dieci anni fa, che Morgan dirigeva il Mirror e pubblicò delle foto di Clarkson che baciava una. Una che non era la moglie. Una che era la produttrice del programma. Chissà se se l’era portata, a fare Sarabanda nelle riunioni coi dirigenti tv americani.

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