Non mi ricordo a che punto sia stato (forse quando è morto Pietro Taricone, dopo che questo 2010 di merda aveva già fatto fuori Alexander McQueen, Edmondo Berselli, Furio Scarpelli) che la mia amica S., con la grazia d’acciaio che le è propria, ha sbuffato «Adesso però facciamo che muore qualcuno che mi sta antipatico, eh.» Siccome non c’è più rispetto per i desideri delle ragazze beneducate, poco dopo Christopher Hitchens ha fatto sapere di avere il cancro. La battuta più facile l’ha già fatta qualcuno: God is not great, indeed.
(Se non sapete chi è Hitch sono contenta per voi, nel senso che avete un sacco di bella roba ancora non letta e un po’ vi invidio: vi consiglio di cominciare dalla demolizione di Madre Teresa, e di finire con la ceretta.)
Comunque, adesso Hitch ha scritto quel che gli sta capitando, e quando ho letto «I would not cancel these appearances or let down my friends or miss the chance of selling a stack of books» mi è, per una serie di associazioni di idee troppo noiosa da spiegare, venuta in mente la Fallaci, e l’incolmabile distanza tra uno capace e una no, e che il 2010 si è già fatto sufficientemente detestare, quindi non ci provasse nemmeno.
