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Gli eroi son tutti giovani, e belli, e ricchi di famiglia

Potrei dire molte cose, delle millecinquecentosettantasei parole con cui Francesco Piccolo interviene su quella questione che riesce a essere meno appassionante del sistema elettorale alla tedesca e della maternità di Gianna Nannini, ovvero: gli scrittori sinceramente democratici e il loro pubblicare per la principale casa editrice italiana (che happens to be di proprietà del principale esponente dello schieramento sempre più avverso ogni minuto che passa.)
Potrei dire che Francesco Piccolo è davvero bravo, così bravo che sono arrivata in fondo a La separazione del maschio nonostante lo volessi picchiare fortissimo già dalla prima pagina, così bravo che ha scritto le cose migliori degli ultimi anni di cinema italiano (anche se scrivere i più bei film avendo come terreno di competizione il cinema italiano è un po’ come essere la più elegante quando le altre vestono Dolce e Gabbana o Cavalli, ma vabbè) – e ciononostante l’articolo è scritto davvero male, una fiera di soggetto-virgola-predicato, doppie negazioni a casaccio, «talloni di Achille» e altre intollerabili pigrizie.
Potrei essere moderatamente cattiva, e dire che, se avesse rifiutato di scrivere il film di Virzì, la sua coscienza glielo avrebbe perdonato, è il suo commercialista che invece no; mediamente cattiva, e dire che «tengo famiglia» si traduce in «Einaudi mi dà un anticipo più grosso di quello che mi dava Feltrinelli, e sarebbe ora che voialtri la piantaste di fare i pauperisti col culo degli altri»; massimamente cattiva, e dirvi che è colpa vostra, perché Piccolo è un gentiluomo meridionale e scrive «voglio che qualcuno si accorga di un mio libro, lo compri, lo paghi e lo giudichi con la stessa libertà», ma quel che intende è che, se voialtri cialtroni di lettori forti che ora pretendete bei gesti politici l’aveste comprato quanto la Allende, beh, a quest’ora lui sarebbe ancora accasato con un rispettabile editore di sinistra.
Potrei dire molte cose, ma non servono. Perché l’accusa «fai tanto quello di sinistra e poi fatturi a Berlusconi» è vecchia quanto lo è la cultura popolare prodotta quando io ero già nata, e quindi ciò che serviva dire lo disse, molti anni fa, di fronte ad analoghe accuse d’incoerenza, quel gran genio di Paolo Rossi, che al momento della distribuzione dei talenti si era preso tutta la folgorante sintesi che Piccolo invece no: non conta chi te li dà, conta come li spendi.

Comments so far:

  1. by Didi Steiner on agosto 29th, 2010 at 15:57

    Ma sì, in fondo Berlusconi non è Hitler. E poi, l’arringa di Piccolo, così patetica e accurata, può roversciarsi in un semplice: “attraverso il mio talento perfeziono la coscienza dei miei lettori e, così facendo, uso i soldi di quel ditattorello da avanspettacolo contro di lui”. È il senso pragmatico delle milizie intellettuali. Questo blog è un ottimo luogo di cazzeggio semi-impegnato. La padrona di casa non me ne voglia.

  2. by fabio on agosto 29th, 2010 at 17:43

    ciao, ho letto il tuo art. su D. dopo una marea di tempo che non lo compravo, ora ho detto un’occhiata al blog. Sei una emergente, no? la caso mi colpisce poi ho cercato tue info biografia, wikipedia, etc..niente! potresti mettere qualcosa in piu’ su di te qua?
    Ciao
    Fabio

  3. by Guia Soncini on agosto 29th, 2010 at 17:46

    Immergente, prego.

  4. by pog on agosto 29th, 2010 at 18:09

    quindi se nei prossimi ci scarichiamo in e-book tutte le pubblicazioni mondadori che ci interessano senza scucire un soldo, quella libertà la userà per cambiare editore. immagino.
    Credo che lo farò. So che danneggio gli autori che vogliono rimanere, ma la mia libertà di scelta da consumatore, la mia libertà di uomo che vuole infrangere i diritti d’autkore, i miei privati giudizi intellettuali e soprattutto il fatto che non me ne fraga una cazzo mi permettono di fare scelte tanto ardite.
    (per i fumetti invece ordino dall’estero, ottimo motivo per averli originali)

  5. by fabio on agosto 29th, 2010 at 21:30

    Ciao, scusami ho sbagliato come giornalista sei affermata, e’ che avevo visto x la prima volta la rubrica su d, sicuramentei daro’ un’occhiata al libro quando passo in feltrinelli, l’hai gia’ presentato a Milano?
    Ciao e scusa
    Fabio

  6. by Didi Steiner on agosto 29th, 2010 at 21:48

    Ehi, anche se ha scritto il libro che ha scritto, la Soncini è una delle penne più affilate ed eleganti attualmente in circolazione.

  7. by v. on agosto 29th, 2010 at 21:49

    Sarebbe bello che ogni tanto dicessi le cose che potresti dire, perché per noi sarebbe bello leggerle e pensarci. Però fai come credi.

  8. by Massimo on agosto 29th, 2010 at 22:00

    E quindi Berlusconi non è un problema; come non lo è essere liberi di pubblicare dove si vuole e di leggere quello che si vuole e di essere democratici quanto si vuole. Qual è il problema? La libertà c’è; la democrazia c’è; l’intelligenza pure, manca solo, sempre, il coraggio di sostenerla fino in fondo, soprattutto quando non ci fa comodo. Apprendiamo dalla democrazia che dobbiamo essere tolleranti anche alla sua stessa avversione. Berlusconi è o non è democratico? Quello che mi preme di più è: io sono o non sono democratico? Bene, se rispondo a questa domanda allora, forse, ho imparato che cos’è la democrazia.
    Guia, una domanda personale: qual è la letteratura che ama?
    L’apprezzo tantissimo per la sua sensibilità.
    Grazie,
    Massimo

  9. by barynia on agosto 29th, 2010 at 22:05

    Sarà che Paolo Rossi non l’ho capito sempre-sempre

  10. by Guia Soncini on agosto 29th, 2010 at 23:27

    Sarebbe bello che si riconoscesse una preterizione, quando la si incontra.

  11. by Didi Steiner on agosto 30th, 2010 at 00:11

    Sei la nostra preterita.
    Ora me ne vado.

  12. by v. on agosto 31st, 2010 at 11:54

    La retorica mi era chiara, sono i riferimenti al commercialista, alla famiglia, al gentiluomo meridionale che mi sembrano più illazioni che argomenti. Non so, lui ha cercato di spiegarsi e io tendo a fidarmi.

  13. by Guia Soncini on agosto 31st, 2010 at 19:29

    Gentile signor[a] Iniziale V, quelle che lei chiama «illazioni» sono citazioni dell’articolo di Piccolo – ne dà un giudizio, quindi suppongo l’abbia letto, quindi tenderei a presumere ne riconoscesse i virgolettati – sulle quali vengono fatte delle battute, battute che solo scarse doti di comprensione del testo unite a non benevola disposizione nei confronti dell’universo possono indurre a scambiare per pizzini.

  14. by Zap on settembre 2nd, 2010 at 13:57

    Guia Soncini accusa qualcuno di scrivere male? Peggio di lei è impossibile.

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