«Milioni di aborti che inseguono altri milioni di aborti»

Lo confesso con l’imbarazzo che si ha nei confronti della zia matta, quella che nei film di Ozpetek fa entrare il bell’antonio dalla finestra e nella realtà dà da mangiare ai gatti: io a Giuliano Ferrara sono stata persino affezionata, di quell’affetto vago che si ha per la gente che vedi tutti i giorni, e che tutti i giorni trovi fastidiosa ma poi se finisce sotto una macchina ti dispiace. È per questo che ogni volta che lo vedo scavalcare il confine tra il trovarsi un qualunque passatempo pur di non restare a casa con la moglie e il crederci davvero, tra lo spararla grossa e l’avere finito il litio, ogni volta me ne dispiaccio un pochino. E «Si può abortire un bambino al mattino e piangere sul destino degli zingari la sera» è una di quelle volte.

Comments so far:

  1. by Lucrezia on settembre 20th, 2010 at 12:06

    E io che ho sempre pensato che potesse essere la moglie a cercare di evitarlo…

  2. by Domiziano Galia on settembre 20th, 2010 at 18:22

    Sono dalla parte di Ferrara, è proprio una cosa che non si fa. Quella giusta è piangere sul destino degli zingari al mattino e abortire la sera.

  3. by chiara on ottobre 1st, 2010 at 16:10

    credo che il buongiorno di massimo gramellini possa fare al caso suo, signora guia
    http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/hrubrica.asp?ID_blog=41

Lascia un commento