Venire redarguite, con l’accusa di mandarla calda al barman della Minetta Tavern.
Giurare che nient’affatto: si sta solo ammirando il modo in cui shakera senza shakerare, integrando il concetto di mescolato in quello di sbattuto; si sta solo meditando di scrivere un saggio sul superamento baristico di James Bond.
Sentirsi rispondere «Don’t play dumb wit me, kiddo.»
Essere tentate dalla replica «Honestly, I am dumb: most of the time I’m just playing smart.»
Pensare che si detesta sprecare una citazione.
Tentare di spostare la conversazione sulla grande verità dalla quale si è appena state folgorate: il vero uomo non beve dalla flûte.
Fallire.
Distrarsi un attimo e ritrovarsi a cinguettare, in risposta a «It’s called reversal [o qualcosa del genere, ora mica pretenderete]», «Oh, it has a name! I thought you’d invented it!»
Capire cosa intendeva, quello, quando diceva che the guy you’re with he’s up and split.

SEI TU?
http://www.vogue.it/trends/voguistas/2010/09show/from-milan-fashion-week-day-4
…non so se la tipa supermessa di cui al link di anonima sei te, ma certo è tuo il bellissimo pezzo su D di sabato scorso (sì quello del linkdel tuo post…).
Sull’aggancio tra quel pezzo e qs post invece, confesso di essermi un pò perso….