Quando i giornali seri scoprono il pop son sempre bei momenti. Mi ricordo quando il Corriere svelò all’Italia l’esistenza di Costantino Vitagliano: l’Italia lo stava guardando in tv da un anno o giù di lì, ma educatamente evitò di farlo notare. Oggi, Repubblica ci svela l’esistenza di Teodosio Losito. Con lo stuporone del caso (mi ricordo un editorialista, in un dibattito, dire che la tv «è molto colorata», ed era l’anno scorso, mica il 1965), Silvia Fumarola azzarda che «girava voce che non esistesse e fosse un nom de plume di qualche sceneggiatore deciso a non esporsi.» Silvia, ho un regalo per te.

The best Tarallos of our life…
(comunque la diceria che TL fosse solo un prestanome era viva e vegeta nel giro fino qualche tempo fa…lo spettro dei nomi dei possibili veri autori delle sceneggiature andava da “mhh, forse” a enormi “WTF”)
Ah. Beh. Nel giro.
Quale giro?
MITICO!
ma se l’avevo intervistato persino io. Per Amica, nel 2002, mi pare, ai tempi del Bello delle donne.
Guia,
su D di Repubblica, tutti santi sabati, ti ripetono la prima lettera dell’articolo. Ti prego fai qualcosa in merito, per favore.
ciao
@micol
già, è una ripetizione offensiva, oltre che fastidiosa.
Un po’ come il tempismo e l’entusiasmo con cui Lei ha scoperto Diego Bianchi, insomma.
Non se la prenda come al solito, su su.
I critici sono snob, vogliono la casalinga morta! Perché non sanno che adesso si depila!
io pure voglio la mia rompicoglioni personale, mpf.
@micol ..ma lo scorso sabato la lettera era di color rosa shocking (a richiamar pubblicità..crema americana – trattamento shcok anti-rughe..non provatela: provoca abrasioni, macchia, fa danno)
Una fonte sicura che mi conferma che TL sia un prestanome. La vera penna è quella di Maccio Capatonda. L’avrete notato anche voi, dai.
SEMMAI DI BRUNO LIEGIBASTONLIEGI
vediamo se anche domani, ci sarà di nuovo questo affronto