- E da quando?
- Da sempre. Da mai. Da quando ho smesso di pensare che un grande amore è un grande amore.
- …
- È una citazione.
- Poi sono io quello stucchevole.
- Io veramente non l’ho detto. Per quanto mi piaccia come parola.
- Discutere con te è come fare il cruciverba senza le caselle nere.
- È un tentativo di traduzione dello Stairmaster?
- Eh?
- Lacrime. Pioggia.
- Ma non ti faceva schifo la fantascienza?
- Quelle banali le becchi tutte, eh?
- Senti, io non so perché tu ce l’abbia con me…
- Strano, hai passato le ultime sette ore a dirmi che sai esattamente perché ce l’ho con te.
- Ma tu neghi!
- Nego di avercela con te, mica dico che, nell’ipotesi in cui, quella sarebbe la motivazione sbagliata.
- Arriva un punto in cui non so più di cosa stiamo discutendo.
- Delle divergenze programmatiche: tu credi che dovrei cogliere l’occasione, restare, averti sottomano per vendicarmi meglio ogni ora di ogni giorno finché corrente del fiume non ci separi; io ho preso in seria considerazione l’istanza, valutato la voglia di provvedere personalmente al tuo karma, deciso che essa non basta a compensare la non voglia di sobbarcarmi le tue paturnie.
- Ma vaffanculo.
- Cielo, una svolta dialettica.
- No, ma davvero: cosa ti dà il diritto di essere così stronza?
- Mmm, potrei dire che il diritto è una cosa che ti prendi, ma temo che mi citeresti dei costituzionalisti e non ho voglia di morire di noia.
- Tu hai un concetto malsano di amore.
- Caught in a bad romance, e in una sottile analisi, anche.
- Io pensavo che di questa cosa si potesse discutere civilmente.
- Eh, ma io no.
- Cos’è, la giornata delle rispostine stronze?
- No, quella delle citazioni sprecate.

Certe cose esistono solo perché se ne parla. (Elia Kazan, Il compromesso)