Accendo la tv nel momento in cui Marco Mengoni sta raccontando a Carabarbara D’Urso di quando era 95 chili. Dice che era ingrassato perché l’aveva lasciato la ragazza. Cinque minuti dopo, sta dicendo che non può credere si dica lui è omosessuale solo perché si mette il kajal, e che quando canta «Tu che sei diverso, almeno tu nell’universo», beh, quel tu «sono io» – e, mentre lo dice, è tutt’una slogatura di polsi, che per fortuna ora ha sottili.

Oddio, mi ci sono imbattuta anch’io. Però ho letto la cosa che hai linkato l’altro giorno, su Mengoni recensito da -che era?- un sito o un giornale ammerecano, e dico: non è giusto! Non somiglia a Borat! E non ha una brutta voce! Ma son poi stronzi eh. Popolo di obesi piscialletto (tutti tranne uno: Mark Zuckerberg).
Ah, commento qui anche per il post che c’è sotto: su Vanity di questa settimana c’è un bell’articolo su TSN (che ormai non vedo l’ora di vedere).
Be’ il kajal da solo non basta.
Ma quando la smetti di dire boiate?
Ma quando impari a scrivere in italiano?
Ma quando ti trovi un lavoro?
«It’s always September on the ‘Net.»
Ma chi è Mengoni?
Vabbe’ puo’ sempre fare outing ma puntualizzare di non essere “praticante”.
Ah no! Altrimenti la netta differenza verrebbe a mancare.
@ Zorro: solo chi l’italiano lo padroneggia alla perfezione, come la Guia Soncini in questione, può permettersi di giocarci come se fosse plastilina. Roba che non tutti possono arrivare a capire, purtroppo.
Senti, io ti chiedo un attimo l’amicizia là (su TSN). Ho provato ad aggiungere un messaggio privato alla richiesta ma non v’è modo, quindi te lo scrivo qua. Vedi tu il da farsi, se è un no saprò accettarlo with style.
Sappi che non è che è mio costume abituale chiedere amicizie per stima (ne ho solo qualcuna, quindi si garantisce un alto livello di stima e un basso livello di rottura di ciap).
Ah, parlo con l’autrice, non con Zorro.