Poco fa a Pomeriggio Cinque si parlava di Avetrana. C’era ospite una criminologa che stava dicendo qualcosa dei tratti tipici di quella sottocultura. CaraBarbara è insorta: «A me non piace chiamarla sottocultura, è offensivo, io parlerei di semplicità.» Alla criminologa è talmente cascata la mascella che non ha avuto la forza di spiegarle cosa significhi “sottocultura”, ma confido che, prima di andarsene, le lasci in camerino, tra uno smalto verde e uno viola, un Hebdige qualunque.

Per (ab-)usare il termine come carabarbara, direi che quest’ultima è sotto-acculturata.
Carabarbara e’ una monade.