Il senatore Marcello Pera (Popolo della Libertà, o come diavolo si chiama ora), nel dibattito attualmente in corso in Senato, il senatore Marcello Pera, 68 anni a gennaio, ha appena stigmatizzato non ho capito bene cosa, credo la debolezza del PD, dicendo che «nel 1989 la dirigenza del PCI era formata da giovani quarantenni»; non contento di aver definito i quarantenni «giovani» (cosa che suppongo faccia del Pera stesso un appena adulto), ha proseguito concludendo con l’aria saputa di quello che si era preparato la punchline di fine di mondo «oggi quegli stessi hanno cinquant’anni ma sono ancora i vostri dirigenti» – e, d’altra parte, chi sostituirebbe mai portatori di miracoli capaci di invecchiare dieci anni nell’arco di ventuno. Roba che manco Scapagnini.

Roba che manco Oil of Olaz a carrettate, spalmato mattina e sera sui flaccidi visi.
Però, badabèn!, magari parla dell’età percepita (che è come l’inflazione reale e percepita, la temperatura reale e percepita, un po’ variabile come la crisi economica che fino a 20 giorni fa non c’era e adesso c’è, come i dati ISTAT, come le percentuali di partecipazione agli scioperi e i numeri delle manifestazioni).
Sull’età percepita abbiano gente che è invecchiata 10 anni in 21, ma il Presidente ha fatto di meglio. Altro che Oil of Olaz!
Sembra quasi che sia ricorso alla chirurgia plastica per l’esterno e all’immane ego per l’interno.
Perché io guardo il risultato.