My Xmas movies #1 Heartburn (1986)

Diceva Simone de Beauvoir, avanguardia di tutte coloro che non solo monetizzano le corna ma lo fanno dando pure all’essere cornuta una qualche dignità culturale, che le donne o fanno figli o fanno libri.
Quando Nora Ephron si ritrovò con un bambino piccolo e incinta e con un marito (Carl Bernstein) che le faceva le corna, avendo esaurito la prima opzione, percorse la seconda: i libri sono una soluzione parecchio più raccomandabile dei figli, per riprendersi dalla crudeltà matrimoniale.
Heartburn il film – che Ephron scrisse quando, non appagata dall’averne fatto un bestseller, decise che l’adulterio di Bernstein meritava anche un incasso al botteghino – non ha per niente l’aria della rivalsa. Tanto per cominciare, lui è Jack Nicholson: qualunque sia il numero di vessazioni cui ti sottopone, come fai a dargli torto? Poi, lei se l’è cercata. Nei primi due minuti di film, nei quali c’è tutto quel che serve a capire alcune dozzine di archetipi di relazioni nate storte, lo vede a un matrimonio, chiede a un amico chi sia, «Is he single?», e la risposta è «He’s famous for being»: davanti a ogni sottotesto che dice «Con me sarà diverso», c’è il testo scritto da uno che non ha alcuna intenzione di cambiare.
Siccome Mike Nichols («wit, grace, outrage, delight, skepticism, and true love») e Nora Ephron sono due giganti, l’adulterio non c’è mai. È talmente un pretesto che non se ne vede un istante. Sì, certo che non lo è, ma lo è proprio per questo, se è chiaro il raffaelemorellismo.
Siccome il film è, da parte di Ephron e di Meryl Streep che ne interpreta la vita, il grado zero della vanità, con Rachel è impossibile empatizzare. Per due terzi del film è incinta, e per tre terzi, anche quando non è una balena spiaggiata, si lagna: dei muratori sbagliati che lui ha assunto per ristrutturare casa, della polvere, del panico prenuziale, del fatto che lui la cornifica, del fatto che l’ha cornificata.
Siccome stiamo parlando di gente bravissima a tenersi in equilibrio sull’orlo del cliché, non è mai «Eh ma come faceva a non tradirla»: più crudelmente, è «E perché non avrebbe dovuto farlo?»
Lo si capiva da quel primo incontro, tra quella che chiede chi è e quello che è famoso per essere scapolo, prima ancora che l’amica di lui dicesse «Sei la prima donna che tratta decentemente, per anni le portava a pranzo a casa nostra e poi lui se ne andava»; lo si capiva da quando lei diceva di averlo visto a Meet the press, e lui diceva di aver letto un qualche suo articolo di cucina. I casi di ego ingombranti che si sposano tra loro senza combinare disastri sono così rari che in genere finiscono negli zoo. Più spesso, uno dei due si deve ridimensionare, e non può che essere la donna. No, non perché è una società maschilista: perché esiste la biologia. Lei starà spiaggiata ad aspettare che le si rompano le acque e lui intanto dirà di qualunque aneddoto brillante «Potrei farci una rubrica», comprerà gioielli alle altre, farà conversazione a cene alle quali lei si sentirà esclusa perché ha passato la giornata a fare cose da massaia invece di leggere editoriali, saggi, pettegolezzi politici. In rari casi, un giorno lei si stuferà, e ci scriverà un libro. Più spesso, farà altri figli, e troverà altre ragioni di lamentarsi.

Comments so far:

  1. by f on dicembre 25th, 2010 at 11:38

    Condivido ogni parola. E poi lei ha quella permanente inguardabile, un gusto pessimo per l’abbigliamento, si lecca continuamente le dita mentre cucina o deve smacchiare la giacca perché il pupo ha rigurgitato e, soprattutto, frigna. E’ vero, nessuna empatia.

  2. by fabrizio on dicembre 26th, 2010 at 7:17

    Anche gli uomini (contribuire a), e possono essere quadri anziché libri.

  3. by 16mirza on dicembre 26th, 2010 at 13:45

    post perfetto…il sottotesto “con me sarà diverso” prelude ad un’inevitabile batosta, nei film come nella vita…

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