Rhett never deviated from his smooth, imperturbable manners, even in their most intimate moments. But Scarlett never lost the old feeling that he was watching her covertly, knew that if she turned her head suddenly she would surprise in his eyes that speculative, waiting look, that look of almost terrible patience that she did not understand.
Sometimes, he was a very comfortable person to live with, for all his unfortunate habit of not permitting anyone in his presence to act a lie, palm off a pretense or indulge in bombast. He listened to her talk of the store and the mills and the saloon, the convicts and the cost of feeding them, and gave shrewd hard-headed advice. He had untiring energy for the dancing and parties she loved and an unending supply of coarse stories with which he regaled her on their infrequent evenings alone when the table was cleared and brandy and coffee before them. She found that he would give her anything she desired, answer any question she asked as long as she was forthright, and refuse her anything she attempted to gain by indirection, hints and feminine angling. He had a disconcerting habit of seeing through her and laughing rudely.
Contemplating the suave indifference with which he generally treated her, Scarlett frequently wondered, but with no real curiosity, why he had married her. Men married for love or a home and children or money but she knew he had married her for none of these things. He certainly did not love her. He referred to her lovely house as an architectural horror and said he would rather live in a well-regulated hotel than a home.

Scarlett è la più simpatica rompiballe, egocentrica e infantile delle eroine di riferimento. Sposa 3 mariti, non ne ama nemmeno uno, però non si arrende mai. Eppure, quasi tutte noi adoriamo Miss Rossella e non sopportiamo Melania che, a dirla tutta, è insopportabilmente buona, gentile, profonda.
Comunque, parte della mia adorazione per Scarlett credo dipenda da Vivien, l’attrice che solo inarcando le sopracciglia esprime tutto quello che c’è da dire sul personaggio.
Ma «quasi tutte» chi? Io non conosco neanche una maggiorenne che preferisca Scarlett a Melanie.
veramente io trovo scarlett assolutamente sopprimibile.
e melania invece no.
Devo credere che “quasi tutte” in realtà equivale a “solo la sottoscritta”? Già maggiorenne da svariati lustri, tra l’altro…
Davvero le assennate maggiorenni preferiscono Melania? La melensa Melania? La furba Melania che ignora, o finge di ignorare, il retroscena tra il marito e Scarlett e riesce così a tenerselo, ed è anche stimata da Rhett?
Gent. Soncini, davvero vorrebbe essere una Melanie e non una Scarlett?
A parte che sì, certo che vorrei essere Melanie Hamilton e Camilla Parker Bowles e in generale quella che ha tenuta rispetto a quella che ha crisi di nervi, ma poi io non so quante volte lei l’abbia letto/visto, ma davvero non s’è accorta che i retroscena sono un film che si fa Scarlett, e che Ashley è solo troppo beneducato per mandarla a cagare?
Ok, dopo mille visioni del film, avevo capito che i retroscena sono solo un parto della fervida fantasia di Scarlett, resta il fatto che Ashley non l’ha mai mandata a quel paese chiaramente. E non solo perché è gentiluomo del Sud, ma anche perché forse è gratificato dall’ostinazione di lei, lusingato di ispirare un sentimento così duraturo. Inoltre lo dice, e chiaramente, che lui ama la forza di vivere di Scarlett, e la sua vivacità e… va bene, però poi sposa Melanie e non la tradisce neanche.
In realtà dovrei capire che Scarlett è l’eroina della nostra adolescenza e la vita poi dovrebbe insegnarci che le Melanie e le Camille vincono?
Non ce la faccio. Anche perché ho sempre preferito Rhett ad Ashley. In quanto a Carlo Principe di Galles, no grazie.
Veramente i retroscena di Scarlett sono fondati. Solo che Ashley la desiderava solo fisicamente, non per sposarla (ed era troppo beneducato per comportarsi di conseguenza).
Aggiungiamoci che Melanie non è per niente buona, gentile, eccetera: sembrerà anche la classica donna saggia del sud, ma è lei a trasmettere l’odio verso gli Yankees ai figli (suoi e di Scarlett). Ed è sempre lei a spingere tutti gli uomini verso il Ku Klux Klan, quando Scarlett cerca in tutti i modi di far sì che il marito ne resti fuori (a ragione: sarà quella infatti la causa della morte di Frank). E’ una fanatica con l’anima dura e tagliente come una spada.
Onestamente Melanie è un personaggio da mandare a quel paese molto più della vituperata Scarlett..
Quanto a Rhett e Ashley, sono due facce della stessa medaglia, sono estremamente simili (Rhett riflette esplicitamente sulla cosa), e il giocatore d’azzardo è decisamente un gran personaggio.
P.S.: tutte le considerazioni si riferiscono al romanzo (ho avuto modo di leggerlo poco tempo fa), non avendo io mai visto il film.
Certo che non è buona e gentile: è quella che ha tenuta, lei, mica la vezzosa e fessa macchina da flirt che crede per mille pagine a uno che le dice «Ma certo che sono pazzo di te, però sai sono troppo gentiluomo per tradire mia moglie.»
Posso dire che gone with the wind l’ho visto l’ultima volta quando avevo forse 13 anni (con mia madre), e che francamente me ne infischio di Scarlett e Melanie? nessuna delle due mi è piaciuta. Voilà.
(quello che ho detto era il titolo del post. appunto.)
Oh be’, la “vezzosa e fessa macchina da flirt” nel frattempo diventa infermiera, sfida le convenzioni dell’epoca, rimette in sesto la proprietà nonostante lo stigma sociale E la pazzia del padre. Tira fuori abbastanza determinazione da salvare Melanie, con Rhett, un bel po’ di volte. Usa le proprie arti seduttorie in maniera perfetta per assicurarsi il denaro necessario a far partire la propria attività industriale.
Sempre lei, inoltre, è abbastanza spietata e lucida da mandare a quel paese il resto del mondo del sud nel momento in cui vuole bloccare il suo volo, è abbastanza spietata da infischiarsene delle condizioni dei suoi lavoratori (i carcerati), e creare un impero commerciale. E mandare al diavolo il Ku Klux Klan.
Not bad, in my book at least. Che poi avesse un debole per Ashley, vabbe’, capita, era il suo tallone d’Achille.
(La noia) Sì, non si scrive il più grande romanzo del Novecento con una protagonista in coma vigile. Fa un sacco di cose, non soccombe entro il primo capitolo lasciandoci senza eroina, ed è abbastanza scema da non capire né che sta mandando al diavolo il KKK, né che si sta inimicando la società che poi le servirà (e che le dovrà recuperare Rhett), né (meno che mai) che Ashley non la vorrà mai, neppure da vedovo. E no, non ha affatto un debole per Ashley: se il giocattolo che le avevano sfilato si fosse chiamato Rhett Butler, avrebbe passato mille pagine a inseguire lui.
Ok, Rossella forse si è intestardita per l’unico che le resisteva, ma sicuramente si è divertita più di Melania.
Beauty and madness to be praised
‘Cause it is not easy to be brave
To walk around in so much need
To carry the weight of all that greed
Dressed in stolen clothes she stands
Cast iron and frail
With her impossibly gentle hands
And her blood-red fingernails
Out of the fire and still smoldering
She says “A woman must have everything”
Shades of Scarlett Conquering
She says “A woman must have everything”
(Io la conosco, la teoria della tenuta, e sono anche abbastanza convinta che la tigna paga. Ma in che senso vogliamo parlare di tenuta quando Rossella vive e Melania invece muore?)
oggi, fatalità e stupore, articolo su rossella o’hara su io donna.
Mi spiace Guia, anche io scelgo Rossella. D’altronde ho sempre preferito Jen ad Angelina (sei tu che sei dispiaciuta per me, lo so, lo so…)
Tra le due io scelgo Retth. E poichè tutti citano:
” With enough courage you can do it without a reputation”.