Come scrivevo qui, trovo ridicola la convinzione che ogni valletta o puttana o spogliarellista o tronista sia un premio Nobel mancato. Se una ha avuto in dotazione un culo più spendibile di altre parti del corpo, mi sembra sensato che punti su quello, risparmiando a se stessa una vita di miserie e frustrazioni e a noialtri l’ennisma lagna del genio incompreso autoproclamato all’italiana, quella specie che «sarei una grande romanziera/editorialista/sarcazzo, ma la mancanza di meritocrazia mi ostacola.» Questo punto di vista sembra sia impresentabile, per ragioni che temo abbiano a che fare con quel moralismo che pare automatico in un paese senza morale, le stesse ragioni per cui ieri sera ad AnnoZero Concita De Gregorio sosteneva che l’Italia non fosse fatta così, di ragazze che la vendono a caro prezzo e padri che le incitano a farlo, che fosse un paese dei sogni in cui le donne non vedono l’ora di sacrificarsi per una paga oraria bassa per il numero maggiore possibile di anni di lavoro (chissà dove se le è andate a capare, Berlusconi, tutte quelle fanciulle che non vedevano l’ora di farsela retribuire: tutte le eccezioni le incontra lui, che bizzarria statistica.) E poi niente, ora ho letto una risposta di Ostellino a un po’ di corrieristi indignati.

Il discorso regge.
Mi chiedevo solo…come mai il tizio che noleggia auto d’epoca in piazza, quando esce per un bel giro di piacere, utilizza la sua personale e non la non la affitta a nessuno?
Se si volesse applicare lo stesso principio al libero mercato della carne ce ne vorrebbero una o più.
La realtà effettuale di Machiavelli…pensare al mondo com’è e non come dovrebbe essere.
Appunto: urge un corso di realismo, a tanta gente.
no a me non torna…io la penso come i 52 cretini e Ostellino mi sembra il peggio di ciò che il corriere esprime (e, devo dire, ce ne vuole!..)
“Con il termine prostituzione si indica l’attività di chi offre prestazioni sessuali, dietro pagamento di un corrispettivo in denaro. L’attività, fornita da persone di qualsiasi orientamento sessuale, può avere carattere autonomo, professionale, abituale o saltuario.”
Ogni ofele’ el so mesté! Ma se uno ci dà della puttana ci si offende (per gli uomini chissà perchè si rimanda alla madre): non siamo ipocriti, suvvia.
A parole si può dimostrare tutto e il contrario di tutto, finchè un saggio non ci risponde:”Ma non dir minchiate”.
C’è un aspetto che non mi torna nel tuo ragionamento provo a spiegarlo.
E’ vero una ragazza/o che ha nel proprio aspetto fisico un punto di forza
fa bene a sfruttarlo o quantomeno non ci si può meravigliare se lo fa.
Di contro però se una persona per le proprie prestazioni sessuali
ottiene un posto di rilievo e prende, “con il culo”, decisioni che riguardano molta gente,allora secondo me è leggittimo che tutto questo provochi insofferenza, fastidio in coloro che queste decisioni le subiscono
Travaglio a proposito di Ostellino
“Al pover’uomo sfugge che pagare qualcuno perché recluti, istruisca, consegni a domicilio ragazze disponibili ad atti sessuali retribuiti, è un reato. E queste ragazze sono tecnicamente – in tutto il mondo – prostitute, senza bisogno che le toghe rosse le “trasformino”. E il “partecipe” è un delinquente. Scriviamo queste cose nel massimo rispetto del dramma di Ostellino, unico italiano rimasto (assieme a Bondi e Scilipoti) a credere a quel che racconta B. e a non accorgersi di vivere in un Truman Show dov’è tutto falso, finto, sceneggiato.”
Non vedo alcun problema se una donna usa il suo culo per ottenere appartamenti e farsi mantenere. Il problema, che Ostellino non vede o finge di non vedere, e’ quando il culo e’ usato per ottenere qualcosa, per esempio una borsa di dottorato o una posizione lavorativa, a scapito di qualcun altro piu’ meritevole. Non mi frega niente se una si scopa il capo e gli allegerisce il portafoglio, mi incazzo se per questo motivo diventa ricercatrice in Patologia al posto di qualcuno che in Patologia e’ piu’ preparato.
Assumere che le donne siano sedute sulla loro fortuna è semplicemente svilente perché, per quante marchette puoi fare – e senza giudizio morale, che ognuno del suo corpo fa quel che vuole, come dice Ostellino – già ti si sta dicendo che tu – donna – sei e sarai sempre e solo valutata un (o più) buco funzionali al piacere altrui.
La donna, come tutti, ha la fortuna di poter decidere cosa fare della sua vita. Marchette o ricerca in fisica delle particelle, dipende da cosa preferisce o cosa riesce a fare. In mezzo c’è un mare di opzioni. Tutte valide, tutte rispettose della natura vera della donna, che non è un (o più) buco con la ciccia intorno.
La cosa terribile è la famiglia “santificata dal familyday – babbo mamma fratelli e sorelle” che spinge le ragazze a darla via a peso. Incongruente, almeno. Autocelebratisi come le vere famiglie, sponsor della riduzione a fica+culo+tette+bocca delle loro figliole. Congratulations!
Poi, ha ragione Travaglio, prostituirsi non è reato, tutto quello che circonda la prostituzione sì.
Ostellino ha pisciato un po’ fuori dal vaso, ma si sa, con l’età, il Parkinson, non è più facile mirare dentro la tazza.
DONNA
You know, I’ve kind of had it now, too: they’re shocked and appalled and disappointed but really, they’re none of those things, they just wish they were. So, never miss an opportunity to feel morally superior…
“HARTSFIELD’S LANDING”
S vogliamo sdoganare il “la do ut des”, sdoganiamo anche “con tutti i miei ex siamo grandi amici” e via così.
Odio la De Gregorio, così, non posso proprio sopportarla.
E non mi sento offesa dalle parole di Ostellino.
Non so, ma non riesco ad interpretarla come il commentatore A***.
Trovo quasi più irritante il commento di Andrea, che paragona quella che la dà per una borsa di dottorato o un lavoro a quello che, poverino, è troppo buono e onesto e per questo viene scavalcato. Un poverino che guarda caso è di sesso maschile.
Mi scusi, Guia, ma: sono io a non aver afferrato il senso della frase “confondere un giudizio di fatto con uno di valore”?
Credo sia un modo forbito di citare un grande classico della cinematografia di formazione: «Detesto puntualizzare l’ovvio, ma tu sei in effetti una puttana»
Sinceramente non credo che Andrea intendesse di sesso maschile il poverino.
Io penso che la prostituzione sia un lavoro come un altro, quando con questo si guadagnino soldi.
Quando con questo – ma non chiamandolo prostituzione, per carità, che nessuna/o è mignotta/o quando non lo fa “direttamente” per soldi – si rubino posti di lavoro a professionite/i più qualificati diventa irritante.
Quando con questo – etc etc – si diventa una “autorità”pubblica profumatamente stipendiata con i soldi di tutti i contribuenti, diventa irritante.
Credo che Andrea volesse dire questo, senza voler tirare fuori lotte femministe o altro.
Qui si tratta di dire che se una/o fa carriera facendo sesso con chi ha potere e questi poi la impone a tutti, tutti avrebbero diritto:
- ad almeno una bella botta con il/la soggetto;
- a dire se la/o zoccola/o è gradito in quel posto e in caso cacciarla/o;
perché la cosa pubblica non è l’uccello o la passera del capo.
Perché se no, addio meritocrazia (se mai c’è stata), viva l’antica professione declinata in maniera moderna.
Che una/o per una scopata debba guadagnare 10.000 euro al mese ed avere un vitalizio successivo, mi sembra un tantinello troppo.
Forse non mi sono spiegato bene: mi sembra poco sensato che il culo sia un discrimine nell’assegnazione di ruoli in cui si richieda competenza. E questo va a scapito di tutti, non solo di chi si vede scavalcato (ho usato “qualcuno” per indicare sia un uomo che una donna, non per indicare il sesso maschile. Tra l’altro l’esempio che avevo in mente riguardava proprio una donna, a cui e’ stato detto esplicitamente di non presentarsi al concorso perche’ l’altra candidata avrebbe vinto con certezza, vista la sua abilita’ nelle prove orali).
Tralascio l’obiezione sul fuori tema (delle signorine protagoniste della cronaca giudiziaria in queste settimane, mi pare siano una risibile minoranza quelle che hanno avuto incarichi istituzionali: si parlava del presunto sbilanciamento di forza tra portatrice di carni sode e utilizzatore più o meno finale, non dei vantaggi che ne conseguono per la prima), per passare a obiettare alla questione che pare starvi a cuore: ma veramente vi pare dirimente come ci sono arrivate? Veramente non pensate che la Du Barry avesse più sapienza politica di una qualunque laureata col massimo dei voti? Veramente vi interessa non come una ministra fa la ministra o una deputata fa la deputata ma come è arrivata a farlo, se ciucciando cazzi in un privé o prendendo polvere in una facoltà di scienze politiche?
Infatti io commentavo l’articolo di Ostellino, che sdoganava il metodo in quanto tale e faceva un esplicito riferimento a donne che la danno al professore per avere facilitazioni all’esame.
Francamente non mi interessa come ci sono arrivate, se poi fanno un lavoro decente. L’unico dubbio e’ che se sono arrivate li’ facendo pompini e non per capacita’ politica, mi devo aspettare che ad un certo punto vengano forzate a dimettersi perche’ lui si accorge che sono incompetenti o perche’ incominciano a fare sentire i denti?
Ma di come è arrivato lì Gasparri, tipo, e di cosa ci voglia per mandarlo via, ci siamo mai preoccupati, o gode di una speciale immunità essendo troppo brutto perché si sospetti che qualcuno gli abbia mai chiesto prestazioni sessuali in cambio? No, perché poi anche ‘ste certezze. Io, per dire, sono ragionevolmente certa che le ministre del governo Berlusconi stiano lì perché un governo di soli uomini era impresentabile e lui donne sopra i quaranta non ne conosce proprio. Altro che ricompensa. Ha più bisogno lui di loro, che viceversa.
Agreed. In effetti non avevo pensato a Gasparri e non ho nulla da controbattere.
Game. Set. Match.
Pedofilo?
@Guia
“Veramente vi interessa non come una ministra fa la ministra o una deputata fa la deputata ma come è arrivata a farlo, se ciucciando cazzi in un privé o prendendo polvere in una facoltà di scienze politiche?”
Certo che mi interessa.
Prima di tutto per un concetto di merito: anche a me piacerebbe fare il ministro, e mi rompe le scatole sapere che qualcuno avrà un occasione che io non avrò mai perchè è andata a letto con un potente. In secondo luogo lavorano per me, sono pagate con i miei soldi, e mi piacerebbe poter esercitare un minimo di controllo sui miei dipendenti.
Infine, un politico donna che si afferma per suoi meriti possiede un suo credito proprio, personale, che può decidere di spendere indipendentemente, mentre invece chi è stato nominato dall’alto sarà sempre dipendente da chi lo ha favorito.
Bella, la distinzione «un politico donna»; il politico uomo, desumo, si muove in un’altra logica, non è tuo dipendente (ciao, sono il senso del ridicolo, mi avevi smarrito?), vive e opera in un universo fantastico in cui le ragioni di un’ascesa sono sempre limpide e non c’entra mai se giocava a calcetto con Tizio quando aveva vent’anni o se i suoi figli vanno a scuola con quelli di Caio. Ah: se qualcuna avrà un’occasione, coll’apostrofo, che invece tu no perché è andata a letto con un potente, io personalmente ne sono rassicurata. Significa che perlomeno è determinata, è già qualcosa.
Ovviamente no. Anzi, questo discorso vale esattamente per tutti i politici. Non a caso, Guzzanti (padre), grandissimo stronzo ma certo non uno stupido, parlava della “mignottocrazia” estendendola al maschile così come al femminile, e declinandola appunto come la sostituzione di cervelli pensanti con corpi freschi e facce telegeniche. La distinzione era solo un modo per non andare off topic.
Quanto alla tua personale rassicurazione, beh lasciatelo dire, è pura follia.
Non preoccuparti, è una follia molto comune: l’ideologia secondo cui una persona moralmente ed umanamente corrotta ma di carattere e determinata sia preferibile ad una persona integerrima ma debole di carattere è ubiquitaria.
Ma follia resta: gli individui determinati ma spregiudicati DISTRUGGONO, non creano.
A proposito di Meritocrazia.
Tutti lavorando sono in grado di guadagnare i soldi per campare, solo in pochi ci riecono senza fare un cazzo.
C’è più merito in chi la sfanga senza saper fare nulla che in un ingegnereastrofisiconucleare.
Le veline sono un ottimo esempio di meritocrazia, sono dei modelli,sani, da imitare.
Ed invece ci tocca sorbirci arroganti sciacquette come la vincitrice di xfactor.