Chi mi conosce un po’ e un po’ mi vuole bene continua a chiedermi ogni volta che trascorriamo insieme giorni a New York: «Dici di amarla tanto, ma ti rendi conto che solo qui sei tanto stressato? Che qui ti aspettano tutti i tuoi spettri?». È così. E allora? Per come la vedo io è esattamente come l’amore. C’è una persona. Che ti manda ai matti, spesso ti irrita, per lunghi periodi ti ossessiona. Ma è la persona da cui vuoi tornare, la sola.
Mai conoscere i propri idoli, mai andare a letto con l’oggetto delle tue fantasie. Nel medio periodo la delusione è inevitabile. E questa è una delle cose con cui non ho imparato a fare i conti. Sinceramente, io non ho niente, lo dico qui a futura memoria, contro la persona che mi dovesse ammazzare. È semplicemente uno che preme l’interruttore: on, off. Il mio problema sono quelli che mi feriscono e mi lasciano vivo.
Gabriele Romagnoli è il più bravo di tutti. Se l’avete mai letto, lo sapete già. Se non l’avete mai letto, qui c’è il giorno in cui ha nevicato e lui doveva andare a fare il direttore.

GRAZIE .
Si’, e’ il piu’bravo di tutti. E mi mancheranno le sue Navi in bottiglia.
Gabriele Romagnoli è uno dei motivi per cui io voglio scrivere.
Parlando di cose futili: visto che non mi accettasti l’amicizia su Facebook (ma che ti avevo detto? Che avrei incassato con stile. E infatti ho incassato with style, anche perché Mark era stato chiaro: Facebook doveva essere una cosa esclusiva e tale rimarrà, in saecula saeculorum, e noi vogliamo onorare le sue volontà e soprattutto le ciabatte Adidas di Jesse -oh gimme a little kiss and let me give you one back, and then SCIO’, and let me marry Andrew Garfield (but you remain great and everything)- Eisenberg), dicevo -mi sono un po’ persa-: visto che non mi accettasti l’amicizia su Facebook ma io lo incassai con stile (passato remoto di cuocere: cossi), sappi solo che mo’ che sono sbarcata su Twitter sono tua follower là. Ecco. (Il mio nick è franpellas, nel caso te lo stessi chiedendo. E anche in caso contrario).
Ah, quasi dimenticavo: ho modificato il nome con cui commento da Francesca in Franziska. Oggi va così. “Francesca”, così, in rosso su sfondo lilla mi sa di casa nella prateria. Franziska ha due pregi: a) non si discosta poi molto dal mio nome vero; b) fa più Frau Blucher.
cioé, mezza riga a commento del post di guia e una dozzina di righe di parlarsi addosso (guia morta di noia alla terza, stimo).
mah.
L’hai letto, oggi? (visto via il Post).
http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna¤tArticle=WZUB8
Pensavo a Houellebecq, Le Possibilità di un’Isola
E io, sinceramente, non riesco proprio a capire: a) chi ti abbia costretta a leggere il mio parlarmi addosso; b) che stradiamine te ne frega; c) se tu sia l’Olivia di Braccio di Ferro o l’Olivia appena sbattuta fuori dalla casa del GF (ma sicuramente questa manco sai chi è, per rispondere meglio al cliché di persona intelligente che di certo il GF no, ma comunque nemmeno ha la tv in casa). Comunque entrambe molto magre e poco simpatiche. Tu pensa a commentare a dovere il post di Guia, anziché commentare il mio commento. E qui chiudo, che se facciamo nascere una faida interna è ancora più ridicolo, e per certe cose a 25 anni son troppo vecchia, io.
GIULIVE.
Ahahahahaha.
Rido per il commento precedente, non per gabriele romagnoli, che esplorero’ dopo il tuo post.
Thanks!
Io adoro lui e adoro te. Sì, lo so, entrambi avete già scritto che non volete che vi si dica.
Mancavo da un po’ dal tuo blog..sempre bellissimo! E l’articolo di Gabriele Romagnoli mi ha commosso.