L’ubriachezza molesta dei talk show politici italiani è ormai talmente totale che una si vede passare di fronte cose sulle quali un tempo avrebbe riso tre giorni, e ora non può soffermarcisi neanche tre minuti perché il palinsesto offre già nuove e più clamorose incapacità. Un’ora fa, su La7, Laura Ravetto è riuscita a far sembrare Bocchino-nel-senso-di-Italo un gigante del pensiero e dell’azione dicendo che anche su di lui c’era stato un voto in Parlamento ma loro erano stati leali e garantisti. Quello ha iniziato a dire «Non è mai successo, chiedi scusa», e lei non aveva un elemento uno per tenere il punto ma allo stesso tempo non voleva recedere: uno spettacolo dei più imbarazzanti.
Non si era ancora smesso di vergognarsi per lei quando, non sapendo più come dare degli orridi moralisti a quelli di sinistra, il ministro Sacconi, a Ballarò (che aveva aperto dando dei «non eticamente impeccabili» a quelli della manifestazione di Libertà e Giustizia senza che Floris si prendesse il disturbo di chiedergli di cosa stesse parlando e di fare i nomi; quando qualcuno millanta tue nebulosità, farai meglio a essere in studio a difenderti da solo: mica pretenderai che un conduttore faccia il conduttore?) – dicevo, il ministro Sacconi, non sapendo più come dare dell’incoerente a un sindacalista, ha, lo giuro, detto «Mi meraviglio di lei che frequenta la Francia ed è stato un ammiratore di Mitterrand…» Giuro che per dieci secondi ho sperato andasse a parare da qualunque altra parte, ma no. Intendeva proprio rinfacciare, a un sindacalista italiano che riteneva non troppo auspicabile il presidente del Consiglio italiano avesse un guardaroba di mignotte sì e no maggiorenni, l’esistenza di Mazarine Pingeot. La figlia extraconiugale del fu presidente Mitterrand. Nata nel 1974.

vabbè guia, e vogliamo parlare della tizia della lega che candidamente dichiara che se si deve scandagliare la vita privata delle persone lo si fa per tutti e quindi al rogo quelli che hanno due o tre famiglie e vanno al family day ? (non credevo alle mie orecchie) forse ha letto male il copione prima di andare in onda, poverastella.
Mi sa che il titolo del post precedente con aggiunta di barra2 ci stava benissimo.
la parafarmacia è una cosa strana (sacconi, h. 22.53)
Ho visto anch’io la figura cacina della Ravetto stasera a 8½ nei confronti di un elegante (a tratti ironico) Italo Bocchino. A un certo punto, m’è parso che l’unica maniera concreta che ella ha avuto per rimediare alla gaffe, sarebbe stata quella di prendere il cognome dell’avversario alla lettera. E scompigliarsi la zazzera.
tv: tre buoni motivi per averla (anche lo stesso ripetuto per tre se veramente valido se ne conoscete uno)
Chiedersi per quali ragioni si debba avere la televisione vivendo in Italia nel 2011 è più o meno come, vivendo sulla 44esima tra Quinta e Sesta negli anni Venti del secolo scorso, domandarsi perché mai imparare a leggere.
Perché la buona Letteratura è poca, e ad un certo punto ti troveresti costretto a leggere Baricco. Moltiplicalo per tre.
e a otto emezzo godono nel fare inquadrature alla Ravetto.Dà soddisfazioni
mumble mumble.
perchè quando mia figlia e/o fidanzati e/o amici non sono per casa ho voglia di rumore. non essendo appassionata di musica di alcun genere (ascolto tutto e niente, orrore) mi va benissimo anche il cicaleccio.
@olivia: le mutande con cui volevano coprire le pudenda di tutti hanno l’elastico slabbrato e mostrano sempre più un buco del culo altrettanto slabbrato.
La Ravetto, poverastella, se le dai un colpo in testa suona come una campana tibetana. Ha le idee che le hanno inculcato e che le resettano a giorni alterni con upgrade di insulsaggine misto odio.
Sacconi…Sacconi…un ex socialista ora quasi neocatecumenale che ha fatto guadagnare soldi alla moglie presidentessa di Federfarma con la storia del virus H1N1 montata ad arte… ha fatto più vittime un’unghia incarnita.
Quelli che io la televisione neanche ce l’ho sono ancora più irritanti di quelli che io la matematica proprio non la capisco. Pessimismo e fastidio.
Sono ancora affascinata da un servizio di Oggi di qualche settimana fa con Laura Ravetto modella mentre ci mostra alcune posizioni yoga
D’alema, a un ballarò di un secolo fa, non rispose neanche al medesimo sacconi, semplicemente gli disse “sacconi sei un miserabile”; un aventino intellettuale che non ha giovato allora e non gioverà oggi. Chissà come finirà.
Pure la mitica Anselma se la prende con Scalfari perché fu bigamo e quindi non è degno di moralizzare sul bunga bunga. Evviva.
scusa l’ignoranza, ma chi viveva negli anni Venti del secolo scorso tra la Quinta e la Sesta della 44esima?
In quell’isolato della 44esima, a un isolato dalla sede di una rivista marginale che si chiama New Yorker, c’è un albergo irrilevante che si chiama Algonquin, nel quale in quel decennio erano soliti ritrovarsi dei signori e delle signore che ogni tanto, se capitava, scrivevano delle robe.
A me il paragone con gli anni Venti sembra un pò alto per non essere azzardato..comunque la mia domanda è nata perchè da quello che osservo, credo che il pericolo che si corre guardarndo la tv sta nel potere di convincerci di essere migliori di quello che ci fa guardare, il che probabilmente è vero ma è un modo subdolo per aumentare l’autostima dello spettatore senza nessun merito reale. Nessun richiamo snobistico quindi, lontanissima da come alcuni hanno interpretato, me ne scuso per come l’ho formulata.
Non era un paragone, era un esempio di Spirito del Tempo, di come sia sciocco chiedersi il senso di un mezzo non tanto in assoluto (che pure…) ma nel momento storico in cui quel mezzo si esprime al pieno del proprio potenziale. Avrei potuto dire «È come chiedersi cosa ci fosse mai da vedere al cinema nel 1940» – ma temo sarebbe stato alto anche quello. Adesso penso a un esempio basso, forse col microonde e i surgelati posso farcela.