|
|
|
|

A voi v’hanno rovinato i buoni libri

E per voi intendo la tizia del Popolo Viola che, per significarci che lei è una donna di contenuti, non è andata dal parrucchiere, Nichi Vendola che ogni volta che mette in play la narrazione io ho ho voglia di iscrivermi al PdL, e Pierluigi Battista, che vorrebbe contraddirli ma non ha gli strumenti per. Se negli anni Ottanta aveste visto qualche tv privata di quei paesi esteri della cui superiorità tanto vi compiacete, a quest’ora non direste tante stronzate. Se aveste un’idea di che cos’erano le tv private tedesche o inglesi, Drive In non lo citereste per manifesta inadeguatezza. Uno di questi giorni, quando avete finito coi saggi di Reset, magari mi spiegate perché, a parità di bocce esposte, loro abbiano avuto la Thatcher e abbiano la Merkel. E anche perché le bonazze mute di Arbore sì, e quelle di Vito Catozzo no.

Comments so far:

  1. by AndreaPalazzo on febbraio 11th, 2011 at 09:53

    in italia si stava sempre meglio quando si stava peggio, ah la tv di bernabbei signora mia

  2. by El on febbraio 11th, 2011 at 10:06

    Perché la qualità delle donne italiane è particolarmente scadente: un paese non rimane retrogrado e misogino certo solo per via di quei cattivoni degli uomini, le donne in questo danno il contributo maggiore.
    E quello che si sente dire, dalle donne, in questi giorni ne è la prova: gli insulti nei confronti di escort/vallette son sempre gli stessi, da decenni, e son pieni di sessismo. Magari le donne tedesche, inglesi, neozelandesi anziché perder tempo nell’offendere, nel far finta di scandalizzarsi per i corpi delle altre quel tempo lo impiegano per raggiungere qualcosa. E ci riescono, loro.
    Qui invece dobbiamo assistere alla solita competizione da pollaio travestita da femminismo e politicamente corretto. Ergo: non si va avanti di un passo.

  3. by manuela on febbraio 11th, 2011 at 10:25

    Ti seguo da pochissimo, ma sei davvero forte!

  4. by A*** on febbraio 11th, 2011 at 11:42

    Adesso gli hai dato un nuovo show da condannare insieme al Drive In e Colpo grosso (vabbè, sì pperò colpogrosso era veramente squallido, dai).

  5. by Andrea on febbraio 11th, 2011 at 11:46

    Perchè in tutte le cose è questione di misura. Misura è concetto noiosissimo, roba nerd in un Paese dove sono tutti Arditi del Popolo, ma sarebbe quel senso del limite che ti consente di bere vino, mangiare, trombare, leggere buoni o pessimi libri, fare un pò il cazzo che si vuole senza diventare schiavi di nulla. Il mio sospetto è che ovviamente anche altrove abbiano avuto Colpo Grosso, e ci si facevano grasse risate con boccaloni di birra dicendo “Ja Ja”, poi però qualche senso collettivo della misura incorporato, tipo autolimitatore delle BMW, gli abbia impedito di dire “è una roba geniale, applichiamola a tutto”, colpogrossizzando interi palinsesti. IMHO.

  6. by AndreaPalazzo on febbraio 11th, 2011 at 14:30

    questa cosa che il senso della misura gli altri ce l’hanno e noi italiani no boh, io la trovo un’opinione rispettabile e darei la vita perché tu la diffonda ai posteri ma non concordo assolutamente perché non vuol dire nulla. secondo me.
    ps: che si faccia un petizione anche per il teatro in tv, che se ne sente tanto la mancanza e sicuro ci raccogliamo miliardi di firme di gente addolorata.

  7. by Post Scriptum on febbraio 11th, 2011 at 14:33

    Kramer auto Pingback[...] Feb11 Se negli anni Ottanta aveste visto qualche tv privata di quei paesi esteri della cui superiorità tanto vi compiacete, a quest’ora non direste tante stronzate. Guia Soncini » Archivio del blog » A voi v’hanno rovinato i buoni libri [...]

  8. by a.t. on febbraio 11th, 2011 at 14:37

    si legga “l’egemonia sottoculturale” di Panarari, chissà mai che le faccia bene

  9. by Guia Soncini on febbraio 11th, 2011 at 16:20

    Sì, a.t., lo farò, però nel frattempo lei legga Everything Bad Is Good For You, poi torniamo qui entrambi consapevoli che non è che perché sta scritto in un libro sia vero, che uno può leggere e apprezzare e rispettosamente dissentire, può addirittura (poffarbacco) formarsi un proprio punto di vista – che poi sarebbe anche un po’ lo scopo del leggere buoni libri, invece di perder tempo a guardare Centrovetrine.

  10. by c. on febbraio 11th, 2011 at 16:36

    questa cosa che chi si lamenta della condizione femminile oggi in italia ce l’abbia con le vallette perché fanno le vallette non si da dove arrivi. forse l’ha detto ferrara. “competizione da pollaio”, commentatore/rice, la farà poi tua sorella.

  11. by El on febbraio 12th, 2011 at 00:52

    Non ho sorelle c. e ne avessi le vorrei intelligenti, non come te.
    Fatto sta che competizione da pollaio è e competizione da pollaio rimane, e la condizione femminile, oggi come ieri, in italia dipende per gran parte dalle donne stesse.
    Il punto è che chi si lamenta delle vallette non ha proprio capito nulla ed ha pure tempo da perdere. Io leggo tantissimi interventi contro il corpo delle donne in tv, nelle pubblicità, nella moda… e veramente non mi capacito di quanto fervore venga sprecato. Ho appena letto l’orrore scritto da Gramellini, in cui – come ha già fatto pure in passato – riduce il corpo delle donne ad oggetto sessuale e non ho letto commentatrice che gli sia andata contro.
    Sarà perché le commentatrici di Gramellini non sono abbastanza sveglie e perché l’antiberlusconismo assorbe ogni loro neurone tanto da non rendersi conto che chi si nasconde, per attaccare B, dietro al “corpo delle donne” è alla fine solo l’altra faccia della stessa medaglia. Sono misogini mascherati. Ma questo alle donne italiane pare non importare. O sono con Berlusconi, o sono con i vari Gramellini, vie di mezzo non ne vedo.
    Per tornare alla competizione: be’ c. non so, non so come tu sia, quel che faccia né esattamente ciò che pensi su tutta la questione, ma ho questo pregiudizio che tu – come quasi tutte le donne che conosco – non t’interessi poi così tanto delle povere donne italiane, sapresti altrimenti cosa smuove i loro fastidi, la loro rabbia.
    Possibile che qualche centinaio di vallette, dagli anni 80 ad oggi, e qualche centinaio di escort di Berlusconi siano il motivo della odierna condizione femminile? Possibile che queste ragazze ed ex ragazze siano state così fondamentali? Sì?
    Non saranno invece i milioni di donne pronte a dire alla tizia che le infastidisce perché indossa una minigonna “poi si lamentano se le stuprano”? Non saranno più le donne pronte a dire che le altre se la cercano? O quelle che una donna è tale solo se ha dei figli, altrimenti non vale nulla, tanto valeva si facesse suora. Quelle che sono come delle escort, ma 24 ore su 24 e senza guadagnare altrettanto, ma in versione onesta poiché hanno una fede al dito. Quelle che le adolescenti di oggi – come quelle di ieri – sono tutte troie perché hanno normali curiosità sessuali che ai tempi avevano anche loro. Quelle che hanno manifestato in favore del sindaco di Montalto. Quelle che sposano gli Izzo. Quelle che – per ovvi complessi – riducono l’essere donne ad una circonferenza fianchi. O le pseudo femministe alla Ritanna Armeni che definiscono NAUSEANTI le donne che vanno al mare in costume – come se per gli uomini il problema si ponesse poi – perché se lo fanno lo fanno solo per mostrarsi agli uomini e cercar di destar in loro un qualche interesse sessuale. Che è pura fallocrazia, le Ritanne hanno questo problema, sono così ossessionate dal cazzo da riuscire a convincersi che in realtà lo siano tutte le altre donne.
    Dunque c. spero che due conti tu sappia farli: sono state dunque più importanti duecento ragazze nel formare il tessuto sociale italiano che svariati milioni, nei decenni, di donne?
    Si parla tanto di vallette solo perché è facile, non certo perché è importante. Le vallette, come già detto, le hanno avute anche Inghilterra e Germania, però la storia la sappiamo. E se loro, nonostante le vallette, hanno avuto la Tatcher e la Merkel e noi no forse è il caso – siamo nel 2011, vogliamo aspettare oltre? – che la smettiamo di usare le solite banalissime scuse per negare che l’Italia è uno stato pieno di donnette superficiali pronte a sprecare il termine misoginia ogni volta che la prova specchio risulta fallimentare.

  12. by Michele on febbraio 12th, 2011 at 01:08

    Una domanda seria senza risposta: perchè loro la Merkel e noi no? Non è proprio perchè da noi, come per te, tutto è uguale? Vendola e Battista, Arbore e Drive In, la TV Inglese e la TV italiana… distinguere, pesare è più complesso, ma sarebbe ben più utile.

  13. by morphina on febbraio 12th, 2011 at 10:52

    Ritanna o Rihanna?

  14. by c. on febbraio 12th, 2011 at 14:17

    io non ce l’ho con vallette, e spesso sì, ce l’ho con le altre donne quando diventano giudici cattivi. io non vado a manifestare contro le puppe nude di drive-in, e al mare spesso vado a tette nude, quindi figurati a me di ratanna sailcazzo quanto me ne frega. per me non è un problema di misoginia della società. per me è un problema soprattutto interno alle donne stesse. sono anche loro che si sono perse per strada, e a me non interessano le ruby (i conti sì, li so fare). io prendo il (aiuto, scusami se dirò questa parola) dibattito del 13 come un modo di ri-parlare delle donne in un paese mediamente schizofrenico.

    >>>Possibile che qualche centinaio di vallette, dagli anni 80 ad oggi, e qualche centinaio di escort di Berlusconi siano il motivo della odierna condizione femminile? Possibile che queste ragazze ed ex ragazze siano state così fondamentali? Sì?

    Certo che no. L’odirenra condizione femminile è frutto della combo degna di un film dell’orrore di moralismo, ipocrisia, cattolicesimo, provincialismo, ignoranza media.

  15. by c. on febbraio 12th, 2011 at 14:19

    sì, poi sul tema “è tutto uguale, vale tutto la stessa moneta” ci sarebbe molto da dire ma non ho voglia.

    poi: loro hanno la merkel nonostante le vallette. che significa che il problema sono le donnette superficiali? di chi sono figlie, queste? tutte le donnette sono superficiali? in germania non ci sono donnette superficiali? è un’analisi che mi lascia un po’ così. evidetemente i motivi sono altri.

  16. by El on febbraio 12th, 2011 at 15:27

    ” io prendo il dibattito del 13 come un modo di ri-parlare delle donne in un paese mediamente schizofrenico.”

    Mi pare addirittura ammirevole, anche se ci credo poco. Non a causa tua, ma credo che la maggior parte delle persone che scenderanno in piazza lo faranno, purtroppo, per quei motivi che tu scrivi alla fine del tuo commento: “L’odierna condizione femminile è frutto della combo degna di un film dell’orrore di moralismo, ipocrisia, cattolicesimo, provincialismo, ignoranza media.”

    Ed io non vedo come quanto accadrà domani possa aiutarci a cambiare ciò.

  17. by El on febbraio 12th, 2011 at 15:32

    “poi: loro hanno la merkel nonostante le vallette. che significa che il problema sono le donnette superficiali? di chi sono figlie, queste? tutte le donnette sono superficiali? in germania non ci sono donnette superficiali? è un’analisi che mi lascia un po’ così. evidetemente i motivi sono altri.”

    I motivi sono anche altri, come sempre, come per tutto. E la superficialità era riferita soprattutto al concetto di “corpo delle donne”. In Germania ci sono donnette, in Italia ci sono donne di tutto rispetto, epperò le situazioni sono molto differenti.

  18. by c. on febbraio 12th, 2011 at 15:36

    però quello che dico io, e lo dico con estrema semplicità, è: in questo periodo di piattume, e sensazione di stritolamento, e palle che rotolano sempre più spesso, qual è il problema a manifestare? non è meglio un piccolo strappo, pur con tutte le contraddizioni interne, che il nulla? le dieci persone che conosco io che domani manifestano, per dire, la pensano esattamente come me. per dire.

  19. by El on febbraio 12th, 2011 at 17:11

    In effetti mi trovo contraria alla manifestazione per come è posta ma non è che non voglia che tu ed altre manifestiate. Non credo che il problema sia quello, il problema per me sono quelle donne che alla fine scenderanno in piazza contro altre donne e che daranno un significato alla manifestazione che proprio non dovrebbe avere, disgregatore anziché aggregatore.
    Avrei voluto si facesse prima ed in altro modo e non ora, da usare come un’altra freccia all’arco dell’antiberlusconismo.
    Poi forse hai ragione tu: meglio anche questo che il nulla.

  20. by Rossano on febbraio 15th, 2011 at 22:48

    La differenza sta solo nel fatto che per seguire Arbore magari non era necessario un livello culturale particolare (poffarbacco), ma aiutava, mentre per il Drive In lo stesso livello culturale era un ostacolo alla comprensione. Le bonazze di Arbore erano e restano bonazze, ma erano li’ per essere parodia, quelle di Drive In avevano il compito conclamato di fare le oche.

  21. by Guia Soncini on febbraio 15th, 2011 at 23:36

    Rossano, ieri – cercando altro – ho trovato un’intervista che feci a Baudo nel 2006, quando le intercettazioni erano quelle di Salvo Sottile con Elisabetta Gregoraci. I temi in discussione, nonostante la mancanza di un presidente del Consiglio e di posti in Regione, erano talmente identici che potrei ripubblicarla oggi senza aggiornarla di una ‘nticchia. La tua idea di Arbore me ne ha fatto tornare in mente un passaggio che incollo qua sotto. Non si parla di Arbore, ma sempre di Ricci: ma sai, il secondo livello di lettura è ricorsivo, prima o poi tocca a tutti, ad alcuni da più vecchi.

    Baudo dice che tutto è cominciato con l’avvento della tv privata, di quella che era Fininvest e oggi è Mediaset, la televisione commerciale che per farsi notare all’inizio «doveva sfondare il muro di Berlino, essere controcorrente», e quindi ecco le fanciulle scosciate spesso «scelte da Berlusconi stesso, cui le donne non sono mai dispiaciute». Dice Baudo che poi la Rai ha ritenuto di doversi adeguare, ed è finita come vediamo. Il momento preciso in cui è cominciata la degenerazione della presenza femminile in tv forse è il programma Drive In. «Ma lei se le ricorda? Tinì Cansino… Innanzitutto avevano delle tette sproporzionate, poi assumevano posizioni che non erano normali per la vita di tutti i giorni, e venivano inquadrate in quel modo… capisce che era una rivoluzione, per la tv imparruccata di quei tempi». Ma come: Drive In, Antonio Ricci, l’uomo che ha inventato le Veline proprio per parodiare lo sfruttamento del corpo femminile in tv… non è satira, paradosso, critica culturale? Sono solo cosce? «La chiave di lettura critica ce l’ha lui, Ricci, e forse altri duecento. Per il resto la gente vede quello che tocca».

  22. by Francesco Palinuro on febbraio 16th, 2011 at 00:21

    frasi come ” livelli culturali che ostacolano la comprensione” sono l’epitaffio della sinistra in Italia. Bravi continuate così.

  23. by Domiziano Galia on febbraio 16th, 2011 at 17:38

    No. Non sono stati i buoni libri. E’ che non li hanno capiti.

  24. by Weininger on aprile 20th, 2011 at 23:21

    Sociologia da trivio.

Lascia un commento