Non sono sicura che le note biografiche di Concita De Gregorio che si trovano in rete siano esatte: dopotutto, la chiamano «Concetta». Tuttavia, se sono attendibili, è nata nel 1963.
Poco fa, a Matrix, ho sentito per la nonsoquante volta negli ultimi giorni citare la campagna pubblicitaria dell’Unità, per esprimere un concetto riassumibile in «Prima pubblicizzi il tuo giornale con una minigonna a fil di pelo, e poi rompi le palle sul corpo delle donne»; l’obiezione, in sé, non è neppure sbagliata, ma la meraviglia degli ospiti dei talk show italiani è che riescono ad avere torto anche quando hanno ragione.
E quindi, come ogni volta che citano la campagna per il rilancio dell’Unità ideata da Oliviero Toscani (il quale è una truffa di ammirevole durata: regge da quasi tanto tempo quanto Hermann Hesse, reggerà più a lungo di Giovanni Allevi), questi giganti del pensiero e dell’azione (stasera era il turno di Gasparri, la settimana scorsa era Castelli, ce ne saranno sicuramente altri che mi sono sfuggiti) sbraitano «Concita De Gregorio prima mette il proprio culo nei manifesti e poi» – eccetera. Che il culo fosse quello della direttrice era una trovatina dell’epoca, parte del pacchetto Toscani. Il culo in realtà era della figlia di Toscani, Lola, vent’anni. L’ha poi raccontato lo stesso Toscani, se solo questi si informassero prima di parlare. Ma, fossi Concita de Gregorio, non li esorterei a informarmi. Mi limiterei a compiacermi della reputazione del mio culo di quarantaefischienne, ufficialmente scambiabile per un culo di ventenne.

La De Gregorio che mordicchia le stecche degli occhiali vale almeno tre puntate di Drive In.
Hermann. È una truffa, son d’accordo, ma Hermann.
“il quale è una truffa di ammirevole durata: regge da quasi tanto tempo quanto Herman Hesse, reggerà più a lungo di Giovanni Allevi”
Grazie.
Hermann, certo, grazie.
Ma una che avesse fatto vedere il culo in poster e non l’avesse data per fare carriera alla faccia di chi il culo se lo faceva lavorativamente sarebbe da condannare? Io penso di no.
Su Allevi e Hesse e Toscani te l’appoggio.
“La meraviglia degli ospiti dei talk show italiani è che riescono ad avere torto anche quando hanno ragione”. E hai detto tutto.
cara Guia, perchè vedi Matrix? no, perchè io c’ho i pregiudizi e quindi dopo Mentana, matrix a casa mia morì. mi perdo qualcosa? lo devo richiamare in vita?
non so se la chiusa sia solo per blandire una quarantaefischienne amica (figa)!
che uno che parli di questoqqua http://www.claudiocaprara.it/mediamanager/sys.user/38949/Campagna%20promozionale%20Unit%C3%A0.jpg come del culo di «concetta» lo stia facendo solo per la “narraffione” – e cioè in malafede – è certo, e grossolano, e evidente a un punto tale che, fossi in «concetta», manco decerebrata prenderei in considerazione l’opzione di replicare come una che ce crede pure
@A***,
Se il culo è moscio sarebbe da condannare, invece depenalizzerei il darla-per-far-carriera.
Giovanni Allevi va bene per le musichette della pubblicità, Toscani fa pubblicità. Hermann Hesse? Potrebbero usare sue parole per una pubblicità?
Anch’io ho avuto la fase «Non mi avranno, li punirò per averlo lasciato andar via»; poi una sera ci sono capitata per caso, e Vinci era incapace in un modo che neanche Floris, neanche Lerner. Siccome la pensionata bisbetica che ha la maggioranza nel mio parlamento interiore adora insultare il televisore, quando mi ricordo lo guardo. Non mi ricordo quasi mai, però.
Palinuro, ma le foto artistiche con culi mosci sono artistiche – almeno nelle pretese dei fotografi.
Io fossi la donna che non sono e che ogni tanto esce la darei solo per accalappiare un uomo ricco, poi lavorasse lui, che io ho già dato abbastanza.
Voglio la Mastercard Platino-Iridio.
per A***: credo che la Mastercard sia per chi ancora deve dare…goditi la pensione
Caro A***,
Mala tempora currunt;
Il movimento culo grosso-vena-varicosa vuole sovvertire l’ordine costituito;
io non sottovaluterei il furore di un rancore covato da secoli.
Scusi l’ off topic: forse l’ha già vista, ma in caso contrario:
http://www.guiasoncini.com/2010/02/11/una-cosa-bella-che-non-comprero-mai-piu/
Errore! Il link esatto era questo:
http://fashion.telegraph.co.uk/galleries/TMG8316419/Alexander-McQueen-one-year-after-his-death-in-pictures.html
No, avevo evitato di immalinconirmi, uff.
mai mordicchiato le stecche degli occhiali. ora mi spiego molte cose. domani sono ad un matrimonio, ma appena ho un minuto faccio le prove davanti allo specchio.
Quando mi ricordo di guardare Matrix me ne pento subito dopo.