La settimana scorsa c’era Corona, a Domenica5, che inveiva contro la Rai che prima fa quella che non vuole lui vada a Sanremo e poi lo usa per farsi pubblicità. Brachino l’ha interrotto dicendo cose tipo «Parliamo di noi, non voglio parlare di un’altra azienda, non voglio fare pubblicità a un programma che non è nostro».
Poco fa, durante la conferenza stampa di Sanremo, hanno chiesto a Mazzi se erano previsti interventi di Chiambretti durante il festival; lui ha risposto di no, «anche perché ha un contratto con un gruppo editoriale che è concorrente della Rai».
Mazzi, ti presento Mediaset; Brachino, ti presento la Rai. Potete chiamarle così, con l’abbreviazione dotata di senso del ridicolo di «principale esponente dello schieramento a noi avverso».

Tra le figure retoriche, la perifrasi sembra essere molto di moda.
Ovviamente “tra quella ch’è sul numer de le trenta” è poesia, nei casi da te citati è finto politically correct.
Cosa ci fa Don Mazzi a Sanremo?
Ma non è don Mazzi, certo sarà il nipote, dice che sia uno che ne capisce di musica.
Aaah, allora è il Maestro Mazzi.
(Io questa donna la conosco, vi giuro che è abbastanza spiritosa, in genere. Cioè, non sarà John Cleese, ma non è manco il ghostwriter di Civati per il quale sta cercando di passare con gli ultimi due commenti. Fidatevi di me.)