Archivio marzo, 2011

  1. Pianisti, bordelli, respectable job

    Avevo appena finito di leggere l’ennesimo cascame dell’orianafallacismo: giornalista delle pagine politiche passa la telefonata con intervistata renitente a dire «No la prego non mi riattacchi poi il direttore mi sgrida», e postumamente aggiunge domande aggressive, che facciano sembrare lui di prontissimo intelletto e lei mestruata o giù di lì, domande di quattro righe l’una, […]

  2. May-November

    You know, the old story of boy meets girl, the boy pesters girl with too many phone calls at inappropriate hours of the night. (Colin on Liz)

  3. Per carità, io capisco benissimo che l’intelligenza è un dovere per gli uomini, le donne al massimo hanno il dovere di sapersi vestire, e quindi mi aspetto di essere considerata scema e di norma non m’impressiono né mi offendo, però ecco, sullo spot del Tantum Rosa (che, tanto per capirci, è una roba che si […]

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  4. My writing is just fine!

    Credevo di aver visto il peggio del peggio del narcisismo, della mancanza di senso del ridicolo, del prendersisulserismo – credevo di aver visto tutto osservando i romanzieri italiani. Ma qui, con l’autrice che stronca la stroncatura, si raggiungono vertici che vanno oltre la mia più sfrenata immaginazione.

  5. Non che il lasciare dire agli ospiti qualunque cosa senza avere mai gli strumenti per contraddirli sia una novità per la tv italiana (Floris ci ha costruito il format di se stesso, per dire), ma stasera Lilli Gruber si è lamentata con un qualche avvocato di Berlusconi perché un giorno dicono che ha avuto venticinque […]

  6. Mitomania, portami via

    «Un piccolo libraio di Roma, da solo, ha venduto 1.300 copie del mio ultimo romanzo. Roba che neanche Dan Brown.» (Incipit dell’intervista a Gioia di romanziere sconosciuto al quale, per ragioni che trascendono l’umana comprensione, l’intervistatrice non scoppia a ridere in faccia)

  7. She was serious about sex

    Lo star system non l’hanno mica ucciso i tabloid: più l’autoironia (ma anche il basso profilo)

  8. Fuga dalla scuola media

    Hai quarant’anni, quasi quarantuno. Ti ostini a volere la tua firma sul giornale, nonostante fare la commessa da Zara sia un’ipotesi economicamente più conveniente, perché così la mamma al paese può essere fiera di te e perché lo stato sociale all’italiana prevede che la tua non riuscita nella professione che hai scelto sia imputabile a […]

  9. Ho pessima memoria per le date, posso sbagliare di un anno, ma direi che ho una partita Iva da sedici anni. Quindici anni fa, nei contratti di Telemontecarlo c’era una clausola che diceva che, in deroga a non so quale articolo di legge, ti impegnavi a non far loro causa se ti pagavano con taluni […]

  10. Che condanna

    Nanni Moretti è talmente bravo che riesce a mettere nel trailer del suo nuovo film la sintesi di che disgrazia sia vivere in un paese che ha ancora bisogno di Nanni Moretti – cinematograficamente parlando.