Ha pubblicato un libro (ma d'altra parte chi non), se proprio ci tenete il titolo è scritto qua sopra bello grosso: sappiate però che dentro non ci sono le figure.
Scrive di canzonette e d'altro per D di Repubblica, e di tv e d'altro per Gioia; è terrorizzata all'idea di trovarsi, un giorno, costretta a cercare un lavoro vero.
Non saprei da dove cominciare, e sono sicuro che non serve a nulla; però il programma nucleare italiano si interruppe con i referendum del 1987, per il quale raccolsero le firme, circa due anni prima, verdi, radicali e partito socialista (cioè il partito dei decreti berlusconi) nei cui referendum- in extremis – diedero indicazione di voto per il Sì anche la Diccì e il Piccì, per cui il Sì vinse con l’80%, e la differenza tra cellule e atom
Vabbè basta.
Comunque Gianni Morandi, insieme con altri due colleghi, vinse il festival quell’anno, proprio alla vigilia della campagna referendaria, e risorse alla musica nazional-popolare.
by mal on marzo 16th, 2011 at 17:57
sarà, ma secondo me abbiamo bisogno del nucleare. Che poi uno non affiderebbe a un italiano neanche la caffetteria di una centrale è un altro discorso.
… non mi ero accorta che questo post intendesse sollevare il “problema dell’energia” (mi suona quasi come “scomposizione delle cellule”), peraltro oggetto di studio da parte di eminenti scienziati. Che distrazione!
Non saprei da dove cominciare, e sono sicuro che non serve a nulla; però il programma nucleare italiano si interruppe con i referendum del 1987, per il quale raccolsero le firme, circa due anni prima, verdi, radicali e partito socialista (cioè il partito dei decreti berlusconi) nei cui referendum- in extremis – diedero indicazione di voto per il Sì anche la Diccì e il Piccì, per cui il Sì vinse con l’80%, e la differenza tra cellule e atom
Vabbè basta.
Comunque Gianni Morandi, insieme con altri due colleghi, vinse il festival quell’anno, proprio alla vigilia della campagna referendaria, e risorse alla musica nazional-popolare.
sarà, ma secondo me abbiamo bisogno del nucleare. Che poi uno non affiderebbe a un italiano neanche la caffetteria di una centrale è un altro discorso.
Ruby la sconveniente non lo aiutava, si vede.
Almeno non ha citato la scomposizione in fattori primi.
Ma solo perchè non sa cos’è.
Il problema dell’energia è di una complessità enorme, non risolvibile con un sì o con un no (ma questa, ammetto, è un’opinione del tutto personale).
… non mi ero accorta che questo post intendesse sollevare il “problema dell’energia” (mi suona quasi come “scomposizione delle cellule”), peraltro oggetto di studio da parte di eminenti scienziati. Che distrazione!