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Comments so far:

  1. by luca on marzo 16th, 2011 at 17:23

    Non saprei da dove cominciare, e sono sicuro che non serve a nulla; però il programma nucleare italiano si interruppe con i referendum del 1987, per il quale raccolsero le firme, circa due anni prima, verdi, radicali e partito socialista (cioè il partito dei decreti berlusconi) nei cui referendum- in extremis – diedero indicazione di voto per il Sì anche la Diccì e il Piccì, per cui il Sì vinse con l’80%, e la differenza tra cellule e atom
    Vabbè basta.
    Comunque Gianni Morandi, insieme con altri due colleghi, vinse il festival quell’anno, proprio alla vigilia della campagna referendaria, e risorse alla musica nazional-popolare.

  2. by mal on marzo 16th, 2011 at 17:57

    sarà, ma secondo me abbiamo bisogno del nucleare. Che poi uno non affiderebbe a un italiano neanche la caffetteria di una centrale è un altro discorso.

  3. by Isa on marzo 16th, 2011 at 19:02

    Ruby la sconveniente non lo aiutava, si vede.

  4. by K a on marzo 16th, 2011 at 20:43

    Almeno non ha citato la scomposizione in fattori primi.
    Ma solo perchè non sa cos’è.

  5. by Lot on marzo 17th, 2011 at 00:59

    Il problema dell’energia è di una complessità enorme, non risolvibile con un sì o con un no (ma questa, ammetto, è un’opinione del tutto personale).

  6. by K a on marzo 17th, 2011 at 03:09

    … non mi ero accorta che questo post intendesse sollevare il “problema dell’energia” (mi suona quasi come “scomposizione delle cellule”), peraltro oggetto di studio da parte di eminenti scienziati. Che distrazione!

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