Non c’è mica niente di male, a non capirne di moda al punto di non distinguere stilisti e marchi, o anche solo vivi e morti. Basterebbe evitare di parlarne. Tanto è un genere minore, una nicchia, un’informazione marginale.
Archivio aprile, 2011
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Tutti a preoccuparsi del precedente materno, e nessuno che abbia suggerito a William e Kate di cercare un’altra data non tanto perché «di Venere e di Marte», ma perché l’ultimo matrimonio famoso celebrato il 29 aprile è durato molto meno di quello dei genitori di lui. Quaranta ore, fino al decesso degli sposi. Neanche il [...]
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È una questione di usability, come direbbero quelli i cui genitori hanno investito tanto per far loro studiare l’inglese. Se hai delle uscite (dei gate, direbbero sempre quelli) che stanno a venti minuti dall’area bar e negozi che c’è subito dopo i controlli, quella in cui si fermano i passeggeri non in ritardo, se hai [...]
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In questo momento, nello studio dell’Isola dei famosi, si stanno incartando su un argomento che in genere è di pertinenza delle ospitate televisive di Corona (e di certe terze elementari): ma devi proprio dire le parolacce? L’oggetto, molto meno avvincente di Corona, dell’attuale gravissima accusa di parolacce è Laerte Pappalardo, figlio di Adriano (già finalista [...]
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Se sei il più bravo di tutti ad argomentare su qualunque cosa, e uno dei tuoi più cari amici è l’autore di uno dei più grandi romanzi degli ultimi trent’anni, allora puoi realizzare il sogno di ogni umano: leggere, da vivo, il tuo coccodrillo (versione alfabetizzata del più umano tra i desideri: quello di assistere [...]
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Lo so, arrivo tardi, e ci sono dentro un sacco di cose sbagliate e ingenue e stucchevoli. Ma l’articolo con cui Sebastian Junger ricorda Tim Hetherington è il più straziante che abbia letto da un bel pezzo.
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Sarà che l’altro giorno ho rivisto Un’altra donna, e l’unica volta che l’avevo visto avevo sedici anni e l’avevo classificato come può classificarlo una sedicenne: un film brillante ma un po’ palloso della svolta seria di Woody Allen, e rivederlo avendone più del doppio mi ha ucciso, e sono giorni che lo sconsiglio a chiunque [...]
Tags: amore (è una parola di cinque lettere), Bildung(s)
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Qualche mese fa ho scritto un articolo su La terrazza, il film di Ettore Scola del 1980. L’ho fatto per una serie di ragioni: perché è uno dei miei film preferiti di sempre, perché era morto Furio Scarpelli ed ero in pieno mood «le merendine di quand’ero bambina non torneranno più», e soprattutto perché nell’ultimo [...]
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«So Murdoch’s paying her five million quid to big up the French and at the same time paying me £5.50 to fuck her up… So all hail the master», ma anche «Do you think it’s right the only person with a decent digital scanner these days is the government?»: se vivi abbastanza a lungo, ti [...]
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(via Ferrandi, instancabile cercatore di sfondamenti della soglia del ridicolo)

