(la prima parte della storia, qui; il messaggio non è per me: è stato ricevuto e cortesemente forwardato da conoscente che aveva invitato l’intervistatore a produrre registrazione)
(la prima parte della storia, qui; il messaggio non è per me: è stato ricevuto e cortesemente forwardato da conoscente che aveva invitato l’intervistatore a produrre registrazione)
“In ogni caso io non registro mai. Lo fanno quelli in malafede. O quelli scarsi” – ‘a rambo, scenni dar monte ch’er firm è finito
esprimi meglio in italiano.
ecco, appunto.
http://metilparaben.blogspot.com/2009/09/il-giornalismo-mediocre-di-fabrizio.html
roncone vel l’arte di riarrangiarsi (le interviste)
Quindi a registrare le interviste, adesso, sarebbero quelli in malafede? Questa non soltanto è una svicolata fenomenale con annesso arrampicamento su specchi vari, ma è anche una palese offesa all’intelligenza: in che modo registrare un’intervista aiuterebbe un giornalista a “trasformarla”? Al contrario: è proprio il fatto di dire “ah ma io non registro mai le interviste” a fornire una comoda scappatoia quando qualcuno non si fida della fedeltà della trascrizione…
Ho difficoltà a capire.
guia, sicuramente hai già fatto. se non, consiglio la lettura dell’intervista alla hunziker su corriere on line di oggi.
quando leggerò un’intervista che non dica quanto sia gnocca l’intervistata in jeans, maglietta e senza trucco e di quanto sia tonica pur scofanandosi due piatti due di riso offrirò il mio corpo al giornalista perchè ne faccia ciò che vuole.