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Spiegatemi la differenza. Lentamente. Come se avessi cinque anni.
Spiegatemi la differenza tra uno che si lascia convincere che le lettere che arrivano al suo giornale, quelle sul diritto di voto e di cittadinanza e pensionistico degli embrioni che va tutelato, siano rappresentative di qualcosa, di un qualche consenso che trascende le tredici copie che, esclusi gli addetti ai lavori, vende il suo giornale, e quindi fa una lista elettorale Quattrembrioninpadella e – che coincidenza – prende tredici voti (gli addetti ai lavori mica son così allocchi da votare il giornale che gli arriva gratis in mazzetta); spiegatemi, dicevo, la differenza tra lui e quelli che hanno creduto che una serie che nessuno guardava perché andava sul satellite e perché era tutt’un darsi di gomito sugli addetti ai lavori epperò piaceva tanto ai blogger (cioè: agli aspiranti addetti ai lavori), quelli che hanno creduto avesse senso fare di una serie così un film e, una volta che il film (noioso, pretenzioso, tutto intelligentismo autopercepito e stiracchiamenti mal scritti) è arrivato in sala, si sono stupiti che non abbia incassato.
Spiegatemi la differenza tra Giuliano Ferrara e quelli che hanno fatto Boris. Ma scandendo bene, ché dovrete convincermi che non sia parecchio più assennato lui, che almeno ha buttato molti meno soldi (una lista elettorale costa meno di un film), e non sarà mica un’impresa facile.

(sì, il darsi di gomito tra addetti ai lavori non è un’esclusiva italiana, e sì, anche altrove fa presa sugli aspiranti tali – che però poi crescono, e si fanno delle domande.)

Comments so far:

  1. by laprofe on aprile 7th, 2011 at 17:18

    Ma Ferrara è intelligente… Diffusissimo luogo comune secondo solo a “Venezia è bella ma non ci vivrei”, o a “Il cane si affeziona, il gatto è un animale indipendente”, ma anche a “Fini sarà anche fascista, ma parla bene”. Personalmente l’ultima è quella che mi fa arrabbiare da almeno quindici anni. Parlar bene non vuol dire non sbagliare i congiuntivi (per quanto), ma dire anche qualcosa che abbia un senso. (Ovviamente adesso Fini non è più fascista…)

  2. by Corrado on aprile 7th, 2011 at 17:45

    Boris è veramente palloso, ottimo rimedio per l’insonnia.
    Ma la parodia della Buy…

  3. by clo on aprile 7th, 2011 at 17:59

    ha parlato quella che non se la da di gomito con nessuno e non si autoincensa mai per gli acutissimi e mai autoreferenziali pensieri.

  4. by Kostas on aprile 7th, 2011 at 18:14

    Boris = Captain Beefheart
    Ferrara = Cover Band dei Pink Floyd (ma solo da The Dark Side of the Moon in poi)

  5. by Stefano on aprile 7th, 2011 at 18:28

    I miei genitori sessantenni amano Boris, e non leggerebbero mai Il Foglio. Basta questo?

    (Poi certo, il caso individuale conta statisticamente una mazza, ma serve a mo’ d’esempio, come commento su un blog che coi casi individuali mi sembra ci campi…)

    (Che per il resto ci sarebbe da fare un discorso complesso sulla distribuzione, il numero di sale, la stagione, ma coi discorsi complessi non si fanno arguti post acchiappavisite…)

  6. by Guia Soncini on aprile 7th, 2011 at 18:30

    Dai, facciamo a gara d’arguzie. Il film con Jennifer Aniston di cui neppure io mi sono presa il disturbo di memorizzare il titolo è stato distribuito in esattamente cento sale di meno, e ha avuto una media per copia quasi del doppio. Ora ti do il tempo di ammortizzare la notizia che Jennifer Aniston sia ancora viva, e poi facciamo tutt’un discorso complesso su quel che la gente va a vedere per disperazione pur di non vedere Boris, eh?

  7. by suttree on aprile 7th, 2011 at 18:49

    ma lei pensa sul serio quello che ha scritto? Dunque ogni opera di finzione, in quanto particolare per sua natura, è un ‘darsi di gomito tra addetti ai lavori’? Moby Dick è un libro autocompiaciuto e elitario per marinai che a me non dovrebbe dire niente?

  8. by iosif on aprile 7th, 2011 at 19:19

    La differenza è che Giuliano Ferrara è un professionista della disinformazione totalmente organico agli “ideali” della maggioranza e alla sua diffusione. Il suo partito da tredici voti ha avuto il merito di tenere lo stesso Ferrara, incarnazione dell’antilogica del berlusconismo, sotto i riflettori durante la campagna elettorale, togliendo spazio ad altri e lasciando che i partiti di centrodestra apparissero meno ottusi e retrogradi di quando non siano, visto che più in là c’era il medioevo di Ferrara. I tredici voti, quindi, non contano nulla, così come in questo caso non conta nulla la parola “nicchia”.
    Quello di Boris, al contrario, è il risultato di un impegno artistico che il mondo di Ferrara cerca di smascherarlo, giocandoci, riuscendoci di volta in volta più o meno bene. Il fatto che il film di Boris abbia avuto scarso successo deriva dal fatto che sono maggioranza le persone che seguono la Aniston (è toccato a lei, ma c’è sicuramente di peggio), e Ferrara, oppure più comodamente restano a casa a vedersi Papi; non è il contrario.

  9. by mal on aprile 7th, 2011 at 19:20

    Quando dico che non ho mai visto un episodio di Boris in vita mia i miei amici (addetti ai lavori o aspiranti) mi guardano come se fossi pazzo: e ogni volta tocca spiegare che mi auspico altri cento mille Boris meta-tutto, per carità, ma prima preferirei aspettare l’avvento di una bella serie italiana “normale”. Non siamo capaci neanche di fare un hospital o una sit-com, per dire, e questi che stappano i chinotti per una fiction che prende per il culo quello stronzo del loro produttore, quella cagna dell’attricetta con cui hanno lavorato tre anni prima e quel froscio dello sceneggiatore che hanno conosciuto alla Holden… Per me il film ha incassato pure troppo.

  10. by ale on aprile 7th, 2011 at 19:34

    “Cu ti runa a manciari ti veni patri”…. Ferrara per un periodo l’ha fatto. E, pur avendo ragioni e argomenti, forse, sarebbe il caso di astenersi, ignorarlo.

  11. by Guia Soncini on aprile 7th, 2011 at 19:50

    Volevo solo dire che Mal mi fa recuperare un po’ di fiducia nelle elementari migliori del mondo, quelle che avrebbero dovuto insegnare anche agli altri abbastanza comprensione del testo da capire non dico quale fosse il punto, ma almeno che non era Giuliano Ferrara.

  12. by manu on aprile 7th, 2011 at 19:57

    La differenza è la ggioventù.
    Nel senso che si è, temo, sopravvalutata la potenza dello scaricaggio illegale, che non è monitorabile e si è detto: la scaricano in tantissimi (assunzione indebita), ma se facciamo un film finalmente ci daranno i soldi (altra assunzione indebita).
    Visto il risultato, forse gli scaricatori complusivi sono meno di quelli che si pensava.
    Altra differenza: si buttano i soldi ma ci si accredita come intelligenti produttori indipendenti e con delle idee (accredito costato tanto, ma tant’è) – questa non è differenza, è puro GiulianoFerrara.
    Il problema è che Boris si può definire Sitcom, e tirare fuori una narrazione cinematografica da una semisitcom. Tipo, il film da Big Bang Theory farebbe schifo. E non se lo vedrebbe nessuno.

  13. by iosif on aprile 7th, 2011 at 20:01

    detesto i discorsi indiretti, mi sembrano il modo più semplice di confondere i termini di una conversazione, invocando poi code di paglia e cose così. fa niente, azzardo, che sospetto sia la mia la risposta non abbastanza a livello di cinquenne.
    il distillato di quanto ho detto sopra non mette al centro del discorso giuliano ferrara, ma definisce una semplice, infantile (a proposito di cinquenni e di comprensione del testo) quanto importante distinzione fra “bene” e “male”, e di fronte a queste categorie parlare di insuccesso e di incassi al botteghino significa partire sconfitti. sempre che si voglia far parte del “bene”, che mi sembra, a prima vista, l’aspirazione di chi cura questo blog.

  14. by mal on aprile 7th, 2011 at 20:17

    neanche il film di Boris lo vedrebbe nessuno, a quanto pare.

  15. by Guia Soncini on aprile 7th, 2011 at 20:17

    Il cinema è un’industria. Ci si mettono dei soldi, si spera che tornino. Se non tornano, non hai fatto un prodotto di indubitabile valore artistico non compreso dal pubblico: hai fatto una cazzata. Se non vuoi confrontarti col mercato, non fai film, che per loro natura costano miliardi: dipingi acquarelli. Tua zia sarà orgogliosa uguale.

  16. by iosif on aprile 7th, 2011 at 20:25

    quindi, tralasciando il tuo post che evidentemente parlava d’altro ma sottendeva la ragioni di chi difende i film di natale, cos’è che avremmo dovuto spiegarti? come si giudicano i film? perché hai più di cinque anni, a giudicare dalla foto, e un’idea evidentemente te la sei già fatta. non condivisibile e piuttosto semplicistica, per quanto mi riguarda.

  17. by manu on aprile 7th, 2011 at 20:38

    Aggiungo in nota che il film non mi è dispiaciuto

  18. by Ilgeegee on aprile 7th, 2011 at 21:10

    “Parafrasando quel libro che non ho letto, qui ogni cosa è illuminata”

  19. by davide on aprile 7th, 2011 at 21:14

    Il fatto che il film sia andato male (e che questo fosse prevedibile) non significa però che sia brutto. Sarebbe così gentile da fare qualche esempio di “stiracchiamenti mal scritti” e di “intelligentismo autopercepito?”

  20. by Ilgeegee on aprile 7th, 2011 at 21:30

    Davide temo tu abbia rotto il Sigillo che chiudeva la porta dell’Apocalisse. Tieniti forte.

  21. by El on aprile 7th, 2011 at 21:52

    Da quando il povero Captain Beefheart è morto viene citato troppo spesso a sproposito.

  22. by Isa on aprile 7th, 2011 at 22:14

    Maestra, la so! Denzel in Philadelphia. Guarda come gongolo.

  23. by luca on aprile 7th, 2011 at 23:23

    Ho un metodo banale e dilettantesco per giudicare le serie tivvù; evidentemente qualsiasi sceneggiatura seriale prevede un tot di linee narrative che si concludono nello stesso episodio, e un tot di linee che percorrono molti episodi, o l’intera stagione, e che vengono spesso modificate in corsa seguendo i dati dello share. Le ottime sceneggiature contengono diverse storie, sia brevi che lunghe, ben armonizzate. Dr House, West Wing, Lost, hanno questa caratteristica; Boris, di cui comunque non ho perso una puntata, contiene praticamente solo sketch, è del tutto privo di percorsi narrativi più lunghi di tre puntate (tranne la storia d’amore, che vabbè, lasciamo stare) ed era impensabile tirarci fuori un film. A proposito di sigilli rotti sulla porta dell’apocalisse vorrei aggiungere che studio 60 aveva lo stesso identico difetto di Boris, ed in più vantava la presenza di una cagna vera (carolina crescentini è la finta “cagna” in boris) come amanda peet, il cui risveglio in ospedale è una delle scene più imbarazzanti nella storia dell’audiovisivo, ma questa è un’altra storia.

  24. by Guia Soncini on aprile 8th, 2011 at 00:38

    Luca, tu sei evidentemente ubriaco, o c’è della droga negli acquedotti (prima di «Carolina Crescentini sì che, mica come Amanda Peet», l’altro giorno ho letto una auspicare che Natalie Portman lasciasse la parte del Cigno a Giovanna Mezzogiorno.) Comunque tutte le sitcom (persino Friends, che è la più soapy delle) hanno trame che si risolvono all’interno del singolo episodio, è una caratteristica del genere.

  25. by luca on aprile 8th, 2011 at 01:58

    … E quindi Boris, proseguendo il ragionamento, deve considerarsi una sitcom, come camera cafè, o casa vianello, e non un serial; giusto, me la rivendo.
    (E poi chi mai avrebbe tratto un buon film da una sitcom?)

  26. by j on aprile 8th, 2011 at 09:53

    solo per dire che Boris come Capt Beehfheart mi sembra quantomeno eccessivo … Capt B. poteva piacere o meno ma era lui era così, non era costruito a tavolino come Boris

  27. by Stefano on aprile 8th, 2011 at 11:41

    Il fatto che tiri piu’ Jennifer Aniston di Boris non mi sembra una gran scoperta.
    Cosi’ come che sarebbe meglio avere una fiction intelligente che parli di qualcosa di meno ombelichesco delle fiction stupide. (Maddai?!)

    Quanto al resto, condivido l’allarme per il carico di stupefacenti catapultato negli acquedotti.

  28. by Silent on aprile 8th, 2011 at 13:21

    “una serie che nessuno guardava perché andava sul satellite”.

    AHAHAH.

  29. by laprofe on aprile 8th, 2011 at 14:32

    Carolina Crescentini ha le occhiaie.
    No, era solo per cambiare un po’ il punto di vista, qui ci si sta avvitando sulle categorie di serialità, soap e sitcom come fossero dogmi.
    E un flop è un flop, comunque lo si giri e lo si analizzi…

  30. by Silent on aprile 8th, 2011 at 14:40

    Carolina Crescentini dal vivo è bonissima.

  31. by luca on aprile 8th, 2011 at 16:34

    Nel frattempo io stamane mi sono esibito nel lapidario parere su Boris, la serie che serie non è, che è niente di più che un “casa vianello intellettuale” rimediando anatemi; ed ho caricato ancora citando la terribile Anselma (la moglie del ferrara) che spesso critica le produzioni italiane dicendo che si tratta, in genere, di film o fiction “due camere e cucina”, prive di respiro, idee originali, e orizzonte.
    Ho raccolto giudizi i n c a * * z z a t i s s i m i , e naturalmente peggiori, e meno poetici, di quello elargitomi dalla nostra Ospite, sempre insuperabile.

  32. by Filippo1 on aprile 8th, 2011 at 16:49

    Quindi, facendo il punto della situazione: Boris il film non è andato bene nelle sale, come anche Ferrara alle elezioni, e alla tenutaria del blog Boris non è piaciuto, però nemmeno Ferrara. La domanda è: in cosa Boris si differenzia da Ferrara? No, aspetta continuo a non “comprensione del testo”

  33. by lukino on aprile 8th, 2011 at 17:04

    Ironia e provocazione smisurata e fuori bersaglio.
    Tuttavia, rispondo.
    La differenza è che i primi , ferrara e fan, danneggiano o tendono a danneggiare la libertà mia di altre/i, adesso anche con lo spazio in prima serata su tv pubblica.
    Il film “boris” sarà la bruttura che Guia dice essere.
    Ma rispetto a ferrara ed ai “suoi” è senza dubbio più innocuo.
    Va bene la risposta, anche rispetto al target “5 anni?”.

  34. by lukino on aprile 8th, 2011 at 17:10

    PS. Posso coomunque sapere fonti ed entità di tale stupore?
    A me la serie è piaciuta molto, ma non sono un aspirante addetto ai lavori. Al film ricconosco alcune debolezze.
    Ma stupito dello scarso incasso non sono, sarebbe così anche se fosse molto più bello.
    Dirò di più, penso che il film non potesse essere più bello.

  35. by staz on aprile 8th, 2011 at 18:58

    mi sembrano entrambe occasioni mancate di avere un’idea e dirla ad alta voce fino in fondo senza leccate di culo anti e governative, spiacionerie autoreferenziali, italianate, al di là di ferrara e di boris insomma, qui in italia ci si sganascia (me compresa che dopo una giornata massacrante di lavoro sono ben facilmente impressionabile) per “l’unica cosa seria in italia è la ristorazione” e viste le pippe sull’embrione è drammaticamente vero. A Ferrara è richiesto di essere all’altezza del suo ruolo in televisione e sui giornali e di fronte al suo elettorato di tredici anime, così come gli autori di boris di esserlo di fronte al pubblico. Non vedo oceani di distanza, visti anche i numeri esigui di entrambe le categorie. Ma insomma, per me, almeno boris fa ride.

  36. by luca on aprile 9th, 2011 at 11:25

    La consapevolezza. La moglie di lui, la terribile anselma, critica spesso (sempre) le produzioni italiane usando l’efficace espressione “film due camere e cucina”, cioè privi di idee originali, respiro lungo e orizzonte visibile. Boris pensa(va) di averle; il ferrara non le aveva neanche da piccolo, e secondo me lo sa.

  37. by Guia Soncini on aprile 9th, 2011 at 11:36

    Boris aveva un budget di tre milioni di euro. Nel primo weekend (che è quello che conta, in generale al cinema e nel caso particolare perché il secondo è l’ultimo, visto che il terzo esce Moretti; che è quello che conta specialmente coi film brutti ma a marchio forte, in cui si conta su chi lo va a vedere subito sulla fiducia prima che si sparga la voce che è una cagata), ha incassato quattrocentomila euro. Più di così non so semplificare, mannaggia a me e ai miei arditi parallelismi dal nitore autopercepito.

  38. by francesco palinuro on aprile 9th, 2011 at 13:26

    Come se avessi cinque anni.
    fare cazzate costa, dire cazzate costa meno.

  39. by aspirine on aprile 9th, 2011 at 14:35

    Secondo me l’autrice ce l’ha con i fighetti di sinistra che amano Boris la serie e l’hanno in effetti troppo pompato come se loro i belli e i puri “ecco una serie che ci racconta e racconta perché non abbiamo sfondato” e il resto materiale organico. Che non stia incassando granché è senz’altro una ghiotta occasione per buttarcisi sopra, ma anche ‘sto fatto che se non produci profitti ora e subito devi andare a cogliere le nespole perché sennò sei una merda umana e lascia fare a quei gran fighi d’Oltreoceano, ecco avrebbe anche un po ‘ stufato.

  40. by Giu on aprile 9th, 2011 at 17:07

    Non so perché mi sia venuto in mente, ma vorrei sapere cosa pensa Guia delle cosiddette Youtube stars, alcune delle quali tra l’altro si sono messe a fare una serie sul web: http://www.freakstheseries.com.

  41. by Silent on aprile 27th, 2011 at 13:51

    Io non sono un’addetta ai lavori, ma il film mi ha fatto ammazzare dalle risate :D

  42. by Il Gatto Ha Nuove Code on ottobre 20th, 2011 at 22:47

    Seriamente, spendere solo 3 milioni di euro (basso budget) ed incassare 400 mila euro è un discreto risultato in Italia.

  43. by Guia Soncini on ottobre 20th, 2011 at 22:48

    No, non lo è. E non è manco un basso budget, per un film italiano senza nomi.

  44. by Il Gatto Ha Nuove Code on ottobre 20th, 2011 at 23:43

    Sì hai di nuovo ragione, sono stato nuovamente impreciso. Volevo dire che in Italia solo pochissimi film coprono le spese di produzione e tantissimi non raggiungono i 400 mila euro d’incasso. Ti do atto che questo non basta per fare di Boris un’operazione riuscita, però non si può neanche dire che: “Il cinema è un’industria. Ci si mettono dei soldi, si spera che tornino. Se non tornano, non hai fatto un prodotto di indubitabile valore artistico non compreso dal pubblico: hai fatto una cazzata.” Non perchè io non sia d’accordo in termini assoluti (perchè lo sono), ma perchè semplicemente in Italia non sono questi i motivi per cui un film esce o meno. Purtroppo.

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