Se sei il più bravo di tutti ad argomentare su qualunque cosa, e uno dei tuoi più cari amici è l’autore di uno dei più grandi romanzi degli ultimi trent’anni, allora puoi realizzare il sogno di ogni umano: leggere, da vivo, il tuo coccodrillo (versione alfabetizzata del più umano tra i desideri: quello di assistere al tuo stesso funerale; su Harper’s Bazaar di questo mese, Kate Moss racconta che al funerale di Alexander McQueen ha indossato quello che lui aveva insistito per regalarle l’ultima volta che si erano visti, «Come se lo sapesse.»)
Mi piace pensare che ci sia questo, dietro quel pezzo di meraviglia in prosa con cui, oggi, Martin Amis racconta Christopher Hitchens. Mi piace pensare che sia il limite estremo di quello che un amico può chiedere a un amico di fare. Poi si tratta anche di avere culo, di essere geni con amici geni, ma insomma già il gesto in sé ha una sua magnificenza.
È praticamente impossibile scegliere un brano, quindi ho pigramente optato per quello che più didascalicamente spiega perché né io né voi (ma neppure Amis) saremo mai Hitch.
He is an utter stranger to what Diderot called l’esprit de l’escalier: the spirit of the staircase. This phrase is sometimes translated as “staircase wit” – far too limitingly, in my view, because l’esprit de l’escalier describes an entire stratum of one’s intellectual and emotional being. The door to the debating hall, or to the contentious drinks party, or indeed to the little flat containing the focus of amatory desire, has just been firmly closed; and now the belated eureka shapes itself on your lips. These lost chances, these unexercised potencies of persuasion, can haunt you for a lifetime – particularly, of course, when the staircase was the one that might have led to the bedroom.

Questo è il motivo per il quale frequento questa pasticceria; entri quasi ogni giorno, e la padrona ti regala il tuo dolcetto ordinario, e poi un altro giorno uno yougurtino con panna, e poi un quarto di pancake, e un altro giorno ancora due mozrtkugeln; poi, ogni tanto, senza preavviso, ne esci con un gigantesco uovo di pasqua, che contiene un altro uovo di pasqua, che ne contiene altri quattro, che ci metti tre ore a sbafartelo tutto.
…in manners begins morality. Grazie.
A proposito di Hitchens, di moralità e di giornalismo. Cos’è più di cattivo gusto? La foto della signora Moratti con la t-shirt “indignatevi” o l’insegna al Pigneto, giustamente provocatoria, contro le morti sul lavoro (qualche pagina avanti su Rep)?
ma A.B. sul foglio ti copia ancora…
anzi e` P.P. che ti copia sta volta
se proprio devi copia’ copia’ dalla mejo. la signorina b. ancora mi chiedo che ci faccia con quel marito.