Nel pregarvi di non concentrarvi sulla curiosa grafia di po’, vi invito a leggere uno stralcio dell’articolo che Francesco Gallo, inviato dall’Ansa al Festival di Cannes, ha scritto sul nuovo Woody Allen, Midnight in Paris. A fine lettura pronostico che verrete colti dall’urgenza di mettere su un’incisione di Zelda Fitzgerald, probabilmente quel famoso 45 giri intitolato Save me the waltz, e canticchiare.
A Gil, in una delle città più belle del mondo, accade il miracolo. L’incompreso artista – un pò bambino come dovrebbero essere un pò tutti gli artisti – si ritrova ogni notte a frequentare la Parigi degli anni ’20. E anche a conoscere, uno ad uno, tutti quelli che sono i suoi miti di sempre.
Stiamo parlando del macho-macho Ernest Hemingway, sempre pronto a mollarti un pugno, di Jean Cocteau, di un insicuro Pablo Picasso, di Modigliani, di Luis Bunuel, di Man Ray, di Braque, di Scott ed Ella Fitzgerald, di Dalì e anche a incontrare Adriana (Marion Cotillard), musa di Picasso e non solo, di cui si invaghisce Gil. Per lui, ormai sempre più distratto da questi magici incontri notturni, arriva la trasformazione, ovvero la voglia di restare in quella Parigi e forse riuscire a vivere quel presente che non ha mai amato proprio come non lo amavano lo stesso Hemingway, Dalì, Picasso e i loro illustri contemporanei.

Scusi il clamoroso off topic, ma l’ ex fidanzato di Adele che le chiede parte dei diritti d’ autore del di lei ultimo album perchè:”Se io non fossi stato così bastardo con te, tu non avresti mai scritto canzoni d’ amore così struggenti (e foriere di così consistenti introiti)” è proprio l’ archetipo dell’ Alzatore di Asticella.
Sì, un po’ sì, ne sto giusto scrivendo.
Chi cazzo è Adele?
quella cicciona sarà stata mollata perché si rifiutava di dimagrire.
gallo si ricordava la raccolta di racconti “l’età del jazz”, ha fatto confusione poverino. un mente creativa.
finalmente woody ha fatto un film su “memorie degli anni venti”.
lassù freud, socrate ed eugene o’neil staranno sghignazzando.
mi dispiace guia. il pò mi ammaliato e non sono riuscita ad andare oltre la seconda riga.
Mi dicono che in realtà il pò possa/potrebbe/potette/whatevah non esser colpa dell’autore: pare che il gigante del pensiero e dell’azione che ha progettato i macchinari con cui si leggono le agenzie li abbia programmati per convertire tutti gli apostrofi in accenti. Ma non puoi perderti l’unione mistica del romanziere in bianco e la cantante nera!
Pare brutto se chiedo quanto guadagna, questo grandissimo [epiteto che mi perito a mettere per iscritto]?
La signorina Graziella Cavallaro, mia maestra alle elementari negli anni ’50, avrebbe tirato fuori la sua temuta bacchetta e gli avrebbe ordinato “metti le mani sul banco”. E’ solo per merito suo che io, ignorantissimo e neanche famoso musicista, almeno non faccio errori di ortografia, grammatica e sintassi, e passo per persona colta fra i musicisti più giovani.
Ma non sapevi che si erano sposati?